Precipita con il parapendio ma si aggrappa al terreno (in un punto molto esposto) per cercare di salvarsi: attimi di terrore a quota 1.200
Giunti sul posto, i soccorritori hanno creato un ancoraggio per la corda, fissando una sosta sui prati ripidissimi ed esposti dove per miracolo il pilota del parapendio era riuscito a rimanere aggrappato con le mani all’erba, ancora con la vela aperta e in posizione molto esposta

VENZONE. L'allerta è scattata attorno alle 18e20 di ieri, 11 agosto, quando un parapendista austriaco del 1976 è precipitato sul Monte Plauris, in Friuli Venezia Giulia, rischiando il peggio.
La delicata operazione di recupero si è svolta a 1.200 metri di quota, sui ripidi versanti sud orientali della montagna. È da lì che era arrivata una richiesta di Sos al 112, che ha mobilitato i tecnici della stazione di Udine del Soccorso alpino, la Guardia di Finanza e l'elisoccorso regionale.
Le squadre di terra si sono portate al campo base a Portis e l'elisoccorso è volato sul posto, calando il tecnico di elisoccorso. Il soccorritore ha subito creato un ancoraggio per la corda, fissando una sosta sui prati ripidissimi ed esposti dove per miracolo il pilota del parapendio era riuscito a rimanere aggrappato con le mani all’erba ancora con la vela aperta e in posizione molto esposta.
Il parapendista è stato assicurato ed imbarellato. Lamentava dolori alla schiena ed è stato quindi elitrasportato all'ospedale di Udine.














