Sci, hotel e ristoranti: ecco quali sono le località montane più 'lussuose' nel mondo (per l'Italia si piazzano Val Gardena e Cervinia) e quelle più economiche
Ecco quali sono le località del mondo preferite dagli sciatori ''alto-spendenti'' secondo le analisi del Mastercard Economics Institute basate sulle spese degli stessi utenti. La località top d'eccellenza è Courchevel nelle Alpi francesi e poi ci sono le mete d’eccezione in Svizzera, Austria e Stati Uniti

MILANO. Francia, Austria, Svizzera, Stati Uniti: sono questi i luoghi più ''amati'' dagli sciatori ''alto-spendenti'' con l'Italia che si piazza al sesto posto con la Val Gardena e poi al decimo con Cervinia. Lo certifica il Mastercard Economics Institute che identifica i trend di spesa nelle principali località sciistiche di tutto il mondo nella stagione 2023-20242.
Il cento studi della seconda emittente a livello globale di carte di credito e di debito racconta come il trend dell’economia ''esperienza'' resti di grandissima importanza per i territori montani e lo sci il settore trainante e una delle attività preferite da sportivi ed appassionati provenienti da tutto il mondo. ''A confermarlo - spiegano dal Mastercard Economics Institute - sono gli stessi italiani, con poco meno della metà (41%) che dichiara di essere più felice quando è sulle piste, tanto che il 33% non vi rinuncerebbe mai. Ancora più curioso il fatto che la passione sfrenata per questo sport invernale, spingerebbe il 43% degli intervistati a prendere in seria considerazione l’opportunità unica di mettersi alla prova su una pista da sci tutta per sé a discapito, almeno per una volta nella vita, del piacere di condivisione con parenti e amici''.
Per il centro di ricerca la popolarità di questo sport sarebbe dovuta anche al fatto che il settore dello sci è tra i pochi a disporre di un’offerta in grado di soddisfare le esigenze di un ampio spettro di consumatori. ''Non solo infatti appassionati alto-spendenti - spiegano - ma anche sciatori esperti desiderosi di una discesa ricca di adrenalina su piste nere, principianti e amanti dell’apres-ski''.
“Come ci mostrano gli insight del nostro Mastercard Economics Institute - spiega Michele Centemero, Country Manager Italy di Mastercard - prosegue il trend dell’economia esperienziale, confermata ancora una volta dal fatto che gli appassionati di sport invernali non sono disposti a rinunciare alle emozioni che solo lo sci sa regalare. In questo contesto si conferma così la grande attrattività dell’Italia, con un’offerta sciistica d’eccezione adatta per ogni budget. Per questo, come Mastercard, lavoriamo con l’obiettivo di rendere l’esperienza dei consumatori sempre più smart anche ad alta quota, grazie a pagamenti più innovativi, dando loro la possibilità di vivere la montagna all’insegna delle proprie passioni”.
Ciascun Paese sa venire incontro alle tasche di ogni amante dello sci, offrendo un’ampia gamma di destinazioni tra cui poter scegliere, a seconda delle proprie possibilità economiche. L’Italia ne è la dimostrazione concreta: capace di offrire agli appassionati di sci ampia scelta tra diverse stazioni sciistiche con scontrini medi più o meno accessibili. La Val Gardena e Breuil-Cervinia sono tra le mete più costose in assoluto, posizionandosi rispettivamente al 6° posto della classifica globale con un ticket medio per ogni transazione di 164 euro (179 dollari) e in 10a posizione con un valore medio di 141 euro (154 dollari). Al contrario Bardonecchia è la stazione alpina italiana che registra il ticket medio più basso nel settore della ristorazione, appena 46 euro, mentre Sauze d'Oulx e Sestriere si rivelano molto accessibili in termini di spesa complessiva.
Con uno sguardo invece alle località sciistiche di tutto il mondo, le mete d’eccezione sono quelle in Svizzera, Austria e Stati Uniti che registrano i trend di spesa più alti, in linea con livelli di reddito più consistenti e di prezzi tipici delle economie di questi Paesi. Al contrario, per quanto riguarda le destinazioni low-cost, Georgia, Australia e Polonia registrano gli scontrini medi più bassi, in linea con i prezzi più accessibili di questi Paesi e con le scarse nevicate che hanno impattato negativamente sulla stagione sciistica australiana.

Per gli sciatori alto-spendenti, la località di Courchevel nelle Alpi francesi è al primo posto della classifica globale per quanto riguarda lo scontrino medio in hotel, ristoranti e la combinazione di entrambe queste categorie, confermandosi una meta per i turisti che amano vivere esperienze di lusso. Si distinguono allo stesso modo anche le destinazioni sciistiche americane come Aspen, Big Sky, Vail e Park City, che si attestano tra le prime in termini di scontrino medio nella spesa alberghiera, al pari di St. Moritz, Zermatt e Crans-Montana in Svizzera e Stubaier Gletscher insieme a Obergurgl-Hochgurgl in Austria.
Sugli hotel tra i posti più economici del mondo si piazzano diverse realtà italiane: Ponte di Legno Tonale con una media di 89 dollari, Prato Nevoso 107 dollari, Souze d'Oulx con 111 dollari e poi Sestriere con 112 dollari mentre nelle fasce top non ce ne sono. Prima, come si diceva, la francese Courchevel con una media di 1.490 dollari sui pagamenti negli hotel, segue Aspen Snowmass, negli Usa, con 1.146 dollari, e Big Sky Resorts, sempre negli Usa, con 986 dollari.

Su ristorazione e bar l'Italia piazza solo una località tra le top del mondo che è Breuil-Cervinia con pagamenti medi di 66 dollari mentre Bardonecchia (con una media di 27 dollari) e Sauze d'Oulx e Sestriere (con 31 dollari) sono nella classifica delle località più economiche. Le tre località più ''alto-spendenti'' sono, ancora una volta, Courchevel con 162 dollari medi, poi St Moritz con 125 dollari e Aspen con 117.

''I flussi turistici confermano come gli appassionati di sci provenienti da tutto il mondo continuino a scegliere di recarsi in Italia, Austria, Francia e Svizzera, consolidando le Alpi come regione sciistica tra le più famose al mondo - prosegue lo studio -. Livigno, Cortina D’Ampezzo, Courmayeur-Mont Blanc, Madonna di Campiglio, Plan de Corones, Alta Badia, Tre Cime delle Dolomiti, Val Gardena, Sauze d'Oulx e Valtournenche sono infatti tra le destinazioni invernali più ambite dagli sciatori che si recano in Italia. In particolare, Kronplatz nelle Dolomiti di Braies è all’8° come destinazione più battuta a livello globale per gli ski resorts, e al 2° posto per i turisti tedeschi. Courmayeur è una delle destinazioni preferite dai francesi (7° posizione), Cortina D’Ampezzo, luogo d’eccezione per i prossimi giochi olimpici invernali, in 7° posizione come meta preferita per i flussi provenienti dal Giappone e Stati Uniti''.
Al contrario, gli italiani che scelgono di sciare all’estero prediligono le località confinanti come St. Moritz, Chamonix-Mont-Blanc e Crans-Montana. Ovviamente anche il Mastercard Economics Institute non può ignorare l'impatto che stanno avendo i cambiamenti climatici su questo settore. ''Nell’emisfero settentrionale, la mancanza di abbondanti e costanti nevicate che ha caratterizzato l’ultimo decennio ha costretto a una chiusura anticipata della stagione sciistica, in linea con l’aumento delle temperature e la diminuzione della copertura nevosa in tutto il mondo - spiegano -. Ad esempio, nell’area continentale dell’Eurasia, nonostante le forti nevicate invernali verificatesi tra novembre e dicembre, la copertura non è stata sufficiente per mantenersi anche fino ai mesi di gennaio e febbraio, portando così a dover accorciare la stagione sciistica. Parallelamente, nel Nord America si auspica che le nevicate invernali siano in ritardo, invece che del tutto assenti, in quanto la copertura nevosa all’inizio di questa stagione sciistica è stato ancora al di sotto dei livelli storici.














