Diciassettenne abbandonata nella neve al buio dall'amico, lancia l'allarme da quota 2.500 ma l'elicottero non può decollare
Una escursionista "abbandonata" in quota dal compagno d'escursione, ma non è la prima volta che accade (purtroppo)

TIROLO. Sembra assurdo ma, purtroppo, non è la prima volta che accade. La vicenda risale a qualche giorno fa (QUI ARTICOLO) ma si tratta soltanto di uno dei diversi casi accaduti negli ultimi anni di escursionisti "abbandonati" in quota dai compagni d'escursione.
Dall'Italia al Tirolo, questo tipo di episodi sembrano non mancare. Nel 2024, ad esempio, raccontavamo di un episodio avvenuto a Valli del Pasubio (nel Vicentino), dove una ragazza era stata lasciata in quota dai compagni al buio senza torcia né cellulare (QUI ARTICOLO). La giovane indossava peraltro calzature non adeguate.
La 30enne cilena aveva intrapreso la discesa verso valle dal rifugio Papa lungo il Voro d'Uderle assieme a due compagni, un uomo e una donna. Il tracciato è impegnativo, poco segnato, scivoloso e con tratti attrezzati.
Arrivati nella parte più tecnica, che presenta dei punti da superare tenendosi alle catene, la ragazza aveva detto agli altri che non se la sentiva e che voleva tentare un percorso alternativo. I due, un 42enne vicentino e un'altra ragazza straniera, avevano quindi proseguito lasciandola da sola.
Nelle scorse settimane, un altro caso simile. Questa volta, due ragazzini lasciati quota dai genitori e ritrovatisi al buio e al freddo dinanzi ad un rifugio chiuso. Era successo in Alto Adige e la disavventura, avvenuta nella notte tra sabato 17 ottobre e domenica 18, era stata raccontata a Il Dolomiti dai tecnici del Soccorso alpino dell'Alta Pusteria: "I giovani erano partiti con i genitori da valle, ma questi ultimi ad un certo punto hanno deciso di rientrare. Il 13enne ed il 16enne hanno proseguito fino al Rifugio (sperando di potervi pernottare all'interno), scoprendo però che era chiuso".
In stato di ipotermia e dopo aver avvertito diversi malesseri come nausea e vomito, i ragazzini avevano infine deciso di allertare i soccorsi.
Negli scorsi giorni, in Tirolo, l'ultimo episodio, successo attorno all'una e mezza di notte del 1° novembre 2026, mentre un 21enne e una 17enne tedeschi, provenienti da Ehrwald, avevano iniziato la salita verso la montagna Zugspitze (attraverso una ferrata), dove si sono trovati in grave difficoltà a causa delle condizioni meteorologiche avverse e della neve, che in alcuni punti raggiungeva il ginocchio.
Di fronte alla situazione, il 21enne ha deciso di scendere autonomamente verso valle mentre la ragazza di 17 anni è rimasta da sola in quota in difficoltà a circa 2.500 metri di altitudine ed ha deciso di lanciare l'allarme e a chiedere aiuto ai soccorritori.
Inizialmente non è stato possibile effettuare il recupero con l'elicottero a causa delle condizioni meteorologiche. Per questo motivo, sette membri del soccorso alpino sono partiti dalla stazione a monte della funivia dello Zugspitze e sono scesi a piedi per raggiungere la ragazza.
Alla fine, la giovane è stata recuperata con l'elicottero della polizia e trasportata in ambulanza all'ospedale. Non si sa perché il 21enne abbia deciso di rientrare, certo è che, come ricordato in più occasioni dal Soccorso alpino e speleologico, nessun compagno d'escursione andrebbe mai lasciato indietro. E questo vale per qualsiasi gita in quota.














