Mal di montagna al rifugio, scatta la chiamata d'emergenza per un 15enne: soccorritori in azione sul Cevedale
L'allarme è scattato attorno alle 22 di ieri al rifugio Larcher, al Cevedale: il giovane era salito con il padre ed è stato colto da mal di montagna. I soccorritori hanno raggiunto i due, che avevano iniziano la discesa in autonomia, accompagnandoli fino all'autovettura

TRENTO. Colto da mal di montagna al rifugio Larcher, sul Cevedale: soccorritori in azione dopo la chiamata d'emergenza per un 15enne.
L'intervento è scattato nella tarda serata di ieri, quando la stazione di Peio del Soccorso alpino e speleologico trentino è entrata in azione per prestare assistenza al ragazzo – classe 2011 e residente in provincia di Mantova –, che aveva accusato il malessere mentre si trovava con il padre nella struttura in quota.
Come riporta l'Asuit, il mal di montagna è un insieme di disturbi legati alla rapida salita ad alte quota, legati alla ridotta pressione di ossigeno nell'aria. “L'entità dei disturbi – dicono gli esperti – dipende da caratteristiche individuali, dalla quota raggiunta (specie per il pernottamento), da eventuale sforzo fisico. Il mal di montagna acuto è caratterizzato da: mal di testa, affaticamento, inappetenza, insonnia, nausea, vomito, vertigini, disturbi visivi, ritenzione di liquidi”.
La chiamata al numero unico per le emergenze, scrivono i soccorritori, è arrivata intorno alle 22. Gli operatori hanno raggiunto Malga Mare con il mezzo in dotazione e da lì hanno proseguito a piedi, andando incontro ai due che nel frattempo avevano iniziato la discesa in autonomia. Una volta raggiunti, hanno accompagnato il ragazzo e suo padre fino all'autovettura. L'intervento si è concluso poco dopo la mezzanotte.













