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Coronavirus, le auto restano ferme per la quarantena? Il rischio è che non ripartano per la batteria

In questi giorni sono molte le chiamate ai meccanici che stanno garantendo il servizio di emergenza, per le batterie delle macchine rimaste scariche. Ecco perché e cosa fare

Pubblicato il - 03 aprile 2020 - 15:31

TRENTO. Emergenza coronavirus, tutti fermi a casa, spostamenti ridotti al minimo e tutt'al più all'interno del comune e macchine parcheggiate da giorni nei box o nei posti auto all'aperto, praticamente immobili. E allora quando arriva il momento di accenderle, magari per andare a fare la spesa o di correre al lavoro, per qualche emergenza o, peggio, ancora per delle complicazioni sanitarie, il rischio è quello di restare a piedi. In questi giorni, infatti, sono tantissime le chiamate ai meccanici che garantiscono un servizio d'emergenza perché al momento dell'avvio, l'auto non parte: il grande problema è quello delle batterie scariche.

 

La batteria dell'auto, infatti, è molto sensibile ai prolungati periodi di inattività e se è magari già un po' deteriorata (ma con l'utilizzo quotidiano teneva ancora) e in più è rimasta parcheggiata per vari giorni all'aperto (tra l'altro sono state settimane con temperature che si sono alzate ed abbassate molto rapidamente, con forti escursioni termiche e gelate notturne) la brutta sorpresa potrebbe essere dietro l'angolo. L'impianto elettrico del veicolo, infatti, continua ad assorbire (seppur poco) corrente e l'accumulatore tende a perdere carica soprattutto se all'esterno è molto freddo. Il risultato è quello che dicevamo sopra: meccanici che pur chiusi nel rispetto dei decreti del presidente del consiglio, sono chiamati a recuperare auto e a sostituire loro le batterie di moltissime persone anche perché la macchina può diventare fondamentale in caso di emergenza e non si può lasciare senza mezzi una famiglia.

 

Per salvaguardare la batteria i consigli sono quelli di tenere la macchina al chiuso, di consultare il manuale del costruttore e le voci ''rimessaggio'' o ''inutilizzo prolungato'' e seguire i consigli dati dalla propria casa di produzione. Ma soprattutto nel caso che troviate la batteria scarica e siate in possesso dei cavi per riavviarla e l'auto di un vicino a disposizione seguite la procedura cavo rosso su polo positivo rosso della batteria scarica e poi cavo rosso su polo positivo rosso della batteria carica; cavo nero su polo negativo nero della batteria carica e cavo nero su pezzo di metallo o della scocca dell'auto scarica. Accendete il motore dell'auto di soccorso e lasciate girare per circa 5 minuti. A quel punto potete provare ad accendere l'auto in panne.

 

Se non funziona riprovate per altri 5 minuti accedendo il quadro dell'auto scarica. I rischio con le auto moderne, però seguendo questa procedura, sono molti perché utilizzando i cavi si rischia di far saltare la centralina (anche della macchina ''carica'') e quindi di provocare molti danni al veicolo. Meglio sarebbe, allora, usare un avviatore booster o in assenza chiamare subito il soccorso stradale, per evitare danni ulteriori. In ogni caso una volta attivata il consiglio è di recarsi, comunque, dal meccanico: se vi ha fatto questo scherzo è molto probabile che lo rifarà a stretto giro. E nelle emergenze è importante sapere di poter contare almeno sul mezzo di trasporto.

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