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Elettrificazione Valsugana, la Pat: "Fine lavori entro 2026, 10 nuovi treni e raddoppio passeggeri. Puntiamo ad intercettare il 17% del traffico auto (contro il 7% odierno)"

Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha risposto ad un'interrogazione sul tema presentata dalla consigliera Lucia Coppola: ecco i dettagli della progettualità

Di F.S. - 10 aprile 2024 - 18:45

TRENTO. Raddoppiare i passeggeri giornalieri, passando da circa 6mila a circa 12mila, con l'acquisto di un totale di 10 nuovi treni (6 di questi elettrici e 4 ibridi). Sono questi alcuni dei dati forniti dal presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, nel rispondere ad un'interrogazione presentata dalla consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra, Lucia Coppola, sul progetto di elettrificazione della linea ferroviaria della Valsugana. Un'opera, precisa Fugatti, che secondo quanto riportato nel programma lavori del progetto definitivo avrà una durata complessiva, per quanto riguarda il primo lotto (Trento-Borgo Valsugana Est) di quasi due anni (635 giorni), con 180 giorni previsti per la progettazione esecutiva e la sua approvazione e 455 giorni da dedicare ai lavori veri e propri. Ancora da definire invece le date di inizio e fine dei lavori: la Pat è infatti ancora in attesa di ricevere il cronoprogramma dettagliato dell'opera da parte di Rfi (che ha però comunicato, nell'ultima versione di scenario tecnico, un periodo di chiusura continuativo di 10 mesi dal 22 febbraio 2025 al 9 dicembre dello stesso anno), confermando comunque che la conclusione dei lavori di elettrificazione della Valsugana avverrà entro la fine dell'anno 2026.

 

Nella sua interrogazione, Coppola aveva sottolineato come la Valsugana vanti ad oggi “una posizione decisamente poco invidiabile a livello nazionale, essendosi guadagnata il settimo posto tra le peggiori tratte ferroviarie del nostro Paese. Al di là delle classifiche, è sotto gli occhi di tutti, in particolare dei pendolari, come da anni il treno che collega Trento con Venezia sia diventato un 'treno fantasma'. Sono innumerevoli le notizie e i comunicati che riguardano sospensioni, anche improvvise, di corse, lavori di ogni sorta, seguiti da provvedimenti tampone che risultano lenti, troppo affollati, che non permettono il trasporto di biciclette, poco funzionali alle coincidenze e con ricadute negative sulla mobilità degli utenti abituali e anche sull'immagine turistica dell'intero Trentino”. Nonostante gli interventi e gli annunci di progettualità relative alla tratta, scriveva ancora Coppola: “Da anni si attende, senza esito, una vera svolta per dotare il nostro territorio di una tratta efficiente e funzionale, innanzitutto a beneficio dei pendolari e di tutta la mobilità locale, ma anche quale importante volano turistico”.

 

Oltre alla tanto agognata elettrificazione e all'acquisto di nuovi treni, si legge nell'interrogazione, recentemente la Provincia ha quindi annunciato che “sarà risolta una serie di problemi tecnici (tra tutti, quello che da anni risulta incomprensibile ai più, l'usura delle ruote)”, arrivando a programmare fino a 88 corse giornaliere: “La notizia, se confermata, aprirebbe davvero nuovi scenari nell'ambito della mobilità e permetterebbe di operare alcune scelte strategiche per il futuro, purché all'intero di una progettazione organica del trasporto pubblico, comprensiva di una serie di attenzioni e ricadute che non possono essere trascurate”. Allo stesso modo, per Coppola sarebbe fondamentale “un parallelo percorso di incentivazione all'uso della stessa, di promozione del mezzo pubblico come risorsa, non solo per quanti si spostano per studio o lavoro, ma per tutta la comunità e per l'ambiente che essa vive. Allo stesso tempo va progettata un'intermodalità efficiente e lungimirante, puntando alla cooperazione tra i vari comuni interessati dalla ferrovia e dal traffico pendolare”. Le questioni poste da Coppola alla Giunta sono quindi diverse, dall'effettiva possibilità di concludere i lavori entro il 2026 ai vantaggi offerti dal progetto fino alle eventuali problematiche sulla tratta derivanti dai lavori per il bypass ferroviario di Trento.

 

Innanzitutto, si legge nella risposta di Fugatti, la Pat ha richiesto di chiarire quali siano i miglioramenti in termini di tempi di percorrenza e ottimizzazione delle frequenze, ma in attesa della conclusione della progettazione dell'intervento “non è ad oggi possibile fornire una quantificazione precisa in termini di tempi di percorrenza e di frequenza. In ogni caso si tratterà di tempi migliorativi rispetto agli esistenti”. Per quanto riguarda invece la capienza del nuovo materiale rotabile, si conferma che i nuovi treni in corso di acquisizione (che saranno messi in esercizio entro il 2026) sono di tipologia Pop (6 in tutto, si tratta di un treno elettrico con 305 posti a sedere ed un carico complessivo, compresi i posti in piedi, di più di 500) e Blues (4 in tutto, treni ibridi, funzionanti quindi anche sulla linea non elettrificata, con 306 posti a sedere e più di 500 contando anche i posti in piedi).

 

L'obiettivo, scrive Fugatti: “E' quello di raddoppiare i passeggeri giornalieri, passare da circa 6mila a circa 12mila, anche ad invarianza di offerta; il prospetto ordinario attuale prevede un treno ogni 20 minuti nell'ora di punta, anche se l'elettrificazione non portasse ad una riduzione dei tempi di percorrenza sicuramente potrà portare a regolarizzare il servizio. Il rinnovo della flotta, poi, ad esito dell'elettrificazione, porta con sé una potenzialità evidentemente superiore portando ad una offerta di circa 300 posti a sedere per corsa (rispetto ai 150 dei treni Minuetto attuali). Questo permetterà di intercettare il 17% del traffico auto giornaliero nella tratta Trento-Pergine Valsugana (il terzo centro trentino per popolazione residente). Oggi, su un totale di circa 60mila veicoli giornalieri bidirezionali, la linea ferroviaria intercetta circa il 7% del traffico”.

 

In generale, si legge nella risposta del presidente della Pat: “La ferrovia della Valsugana è certamente un'infrastruttura strategica per la Provincia autonoma di Trento, e l'investimento di 60 milioni di euro per l'elettrificazione del lotto 1, che va da Trento a Borgo Valsugana, va certamente nella direzione di incentivare l'utilizzo del mezzo pubblico per gli spostamenti quotidiani di studenti, lavoratori e city users in generale. Per quanto riguarda la componente turistica, invece, sono già attivi sul territorio provinciale strumenti di sensibilizzazione e incentivazione quali ad esempio la guest card che permette, tra gli altri benefit, di usare liberamente i trasporti pubblici in Trentino. L'approssimarsi della conclusione dei lavori potrà certamente comportare la realizzazione di una campagna informativa e di sensibilizzazione all'utilizzo della ferrovia in oggetto”.

 

Per quanto riguarda poi il bypass trentino, scrive in conclusione Fugatti: “I lavori previsti per la realizzazione della circonvallazione ferroviaria di Trento non limiteranno o modificheranno l'utilizzo della tratta della Valsugana. Tuttavia, potranno invece presentarsi alcune interferenze nella fase di realizzazione degli interventi di cui alla fase 2 del Progetto integrato ('interramento della linea ferroviaria Verona-Brennero tra via Monte Baldo e ex scalo Filzi'), così come previsti dallo schema di Protocollo d'intesa approvato a febbraio: in tale circostanza la circolazione sulla linea della Valsugana potrà subire modificazioni temporanee anche prolungate (con probabile attestamento dei treni a Pergine o Villazzano) fino alla conclusione dei lavori di interramento e di realizzazione della stazione ipogea. Tali opere saranno in ogni caso successive al completamento della circonvallazione ferroviaria di Trento”.

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