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Dal Bus Rapid Transit agli appartamenti Itea dal treno dell'Avisio alle funivie, Fugatti pronto a" rivoluzionare" la Val di Fassa. "Ma per ora c'è poco"

Vertice tra il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, e gli amministratori della val di Fassa per un confronto sulle opere necessarie per migliorare la mobilità e l'attrattività del territorio con vista sulle Olimpiadi. Il consigliere Guglielmi fiducioso: "Si cambia il volto della valle". Ma non mancano dubbi e incertezze: "Il Brt fortemente ridimensionato"

Di Luca Andreazza - 10 luglio 2024 - 06:01

TRENTO. Migliorare la mobilità e l'attrattività di un territorio di grande importanza a livello naturalistico, ma anche economico e turistico per tutto il Trentino. Un'area, quella della val di Fassa con la val di Fiemme, che sarà protagonista nell'offerta di ospitalità legata alle Olimpiadi 2026. Dal progetto Bus Rapid Transit alla sanità un vertice per affrontare molte questioni ritenute centrali per la zona. Ma non mancano le preoccupazioni all'interno della comunità per tante iniziative che faticherebbero a essere messe a terra.

 

“Gli investimenti e le opere pubbliche rappresentano una priorità per questa amministrazione, che ha confermato l’attenzione ai territori come la val di Fassa e in generale alle valli dell’Avisio attraverso tutti gli interventi programmati", le parole del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. "Tra le opere principali in termini di impatto tecnico e finanziario è senza dubbio la variante stradale di Canazei e Campitello, pensata per migliorare la qualità della vita e la sicurezza della mobilità nella parte alta della valle: un’opera che la Giunta ha volutamente inserito tra gli interventi strategici e che vedrà a breve la nomina di un commissario straordinario, individuato in questo caso all’interno dell’Amministrazione provinciale, che avrà il compito di velocizzare progettazione ma anche esecuzione”.

 

Diversi i temi toccati dalla Provincia con gli amministratori della val di Fassa. Presenti Sandra Bussolon (vice sindaca Soraga di Fassa), Alberto Kostner (sindaco di Moena), Fausto Castelnuovo (sindaco di Mazzin di Fassa), Giulio Florian (sindaco di San Giovanni di Fassa), Giovanni Bernard (sindaco di Canazei), Giuseppe Detomas (procurador del Comun general de Fascia), Ivo Bernard (sindaco di Campitello di Fassa) e il consigliere provinciale ladino Luca Gugliemi, mentre per la parte tecnica hanno partecipato Luciano Martorano, dirigente generale del Dipartimento infrastrutture e trasporti della Provincia e Carlo Benigni, dirigente del Servizio opere stradali e ferroviarie di Apop.

 

Il governatore ha poi proposto una panoramica rispetto agli altri interventi previsti tra la parte di natura più strettamente stradale e ciclopedonale, sulla quale è stato fatto il punto sul relativo stato di avanzamento, fino alle ipotesi di natura ferroviaria, vedi la decisione della Giunta di affidare a Rfi lo studio di fattibilità sul “treno dell’Avisio”.

 

E' stato analizzato anche il progetto del Bus Rapid Transit, il sistema per la mobilità pubblica sostenibile pensato per le valli di Fiemme e Fassa. "Un'opera che procede e che concentra gli sforzi sulle tratte prioritarie maggiormente interessate dal grande evento sportivo", dice Fugatti. "Una realizzazione che avanza di pari passo con l’acquisto dei nuovi mezzi ecologici per dotare l’infrastruttura di bus a biometano e propulsione elettrica”.

 

"Per ora c'è poco e il progetto in generale appare molto ridimensionato e non tutto sarà pronto per le Olimpiadi", dice Giuseppe Detomas, procurador del Comun general de Fascia. "Aspettiamo di avere un piano più puntuale ma i problemi sul tavolo sono noti. Auspichiamo un'accelerazione, anche perché sarebbe un peccato non sfruttare il traino dei Giochi ma anche l'acquisto dei mezzi è condizionato dall'avanzamento dei lavori: oggi si prevede una ricarica a Pozza di Fassa ma non nel breve periodo, due fermate tra Pozza e Soraga, non più una ventina e i cantieri si fermano a Moena".

 

Si spera che il progetto del Brt prenda quota anche se non è considerato risolutivo per rispondere alle esigenze della viabilità. "Le code - evidenzia Detomas - sono già iniziate e basta un incidente per far collassare la mobilità". Tra le ipotesi lo studio di fattibilità del treno dell'Avisio ma tra le ipotesi è spuntata anche la possibilità di integrare maggiormente il trasporto pubblico su gomma con gli impianti a fune. 

 

Più di un dubbio sul treno. "E' costoso, se non ci sono le risorse per il Brt mi sembra difficile poter trovare finanziamenti per questo progetto: si parla di 2 miliardi. Bisogna capire quanto è interessato a investire lo Stato per un bacino di 30 mila abitanti". Il Procurador appare più possibilista sugli impianti, anche se è piuttosto prematuro e c'è stato il via libera agli approfondimenti. "Abbiamo chiesto un riconoscimento urbanistico - continua Detomas - poi i soldi si possono cercare tra i bandi europei oppure attraverso i privati. C'è stata un'apertura per verificare questa opportunità". 

 

Dopo quasi 6 anni di governo e aver bloccato la riqualificazione del vecchio ospedale di Cavalese già previsto dal centrosinistra, adesso si cerca una localizzazione e si punta sulla procedura pubblica come annunciato a inizio mese. Ma i tempi appaiono ancora lunghi e la val di Fassa chiede attenzione. 

 

"C'è preoccupazione sul diradarsi dei servizi sanitari in valle", aggiunge il Procurador del Comun general de Fascia. "E' positivo prevedere degli ambulatori a Predazzo ma la distanza con Cavalese è di 10 chilometri mentre per Canazei si parla di 40 o 50 chilometri. La val di Fassa per sei mesi all'anno ha il doppio della popolazione di Rovereto e per questo speriamo in una maggiore capillarità". 

 

Nell’incontro sono stati condivisi inoltre gli aggiornamenti anche sui lavori per le ciclabili: per il tratto di Moena l’auspicio è completare le esecuzioni principali entro l’anno, mentre per Campitello-Canazei la data di conclusione è attesa entro la prossima stagione estiva.

 

Sono poi di prossima pubblicazione i bandi per la ristrutturazione delPont de Lejia” a San Giovanni di Fassa, finanziato per 2,2 milioni di euro circa, nonché per i lavori di messa in sicurezza della strada provinciale 238 del Monzon (960mila euro). Proseguono nel frattempo i lavori al ponte “del Peles” (2,3 milioni), con conclusione delle opere principali stimata per fine anno.

 

Oltre alla parte infrastrutturale, si è parlato anche della questione dello spopolamento, del fabbisogno di alloggi anche in riferimento alla disponibilità offerta in valle da Itea, nonché del settore immobiliare condizionato dal mercato turistico. Tematiche ritenute prioritarie dallo stesso governo provinciale, con riferimento a tutto il Trentino, come ha sottolineato in chiusura il presidente, che ha evidenziato la volontà di dare attenzione alle istanze della val di Fassa nell’ambito della risposta della Provincia sul tema casa e territorio elaborata in sinergia con le competenze dell’assessorato guidato da Simone Marchiori.

 

"Da 50 anni Itea non investe sul territorio e ci sono una decina di appartamenti", dice Detomas. "Questo è un problema e abbiamo sollecitato la Provincia a tornare a interessarsi degli immobili e di questo settore", conclude Detomas.

 

A intervenire anche il consigliere provinciale ladino eletto con il centrodestra. "Una riunione importantissima", commenta Luca Guglielmi. "Qualcuno a settembre raccontava in giro per la valle che i vari progetti che la Giunta stava portando avanti erano solo sogni; mentre spiegavo che esistevano precisi documenti tecnici e vincoli finanziari che ci garantivano del tutto. I tecnici, non i politici, i dirigenti provinciali, non il sottoscritto, entrano nel dettaglio delle opere pubbliche in dirittura d’arrivo in Fassa".
 

Una quantità di lavori e di investimenti "che cambieranno faccia alla Val di Fassa - conclude Guglielmi - garantendo una vivibilità migliore e un nuovo livello di fruibilità delle infrastrutture.

 

Snocciolate le cifre per decine di milioni di investimenti e il crono programma con a breve la nomina del commissario per velocizzare le procedure per la variante di Canazei e Campitello, intervento strategico a livello provinciale. Sono questi alcuni dei lavori promossi da me e approvati dalla Giunta nella scorsa legislatura che troveranno compimento in questa, per rispondere con i fatti a certe voci che giravano prima delle elezioni, anche da parte di amministratori candidati alle provinciali nella lista contro di me e presenti alla riunione". Tante idee e tanti progetti ma sembrano comunque restare anche tanti dubbi in val di Fassa.

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