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Trento
29 settembre | 23:26

Funivia Trento-Bondone, Voyat (Fratelli d'Italia): "Ok ma serve un piano di rilancio: si punti su mountain bike e downhill. Contesto simile all'impianto Aosta-Pila"

Il consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Alex Voyat: "Bene la funivia da Trento al Bondone ma serve un piano di rilancio". E sul bacino: "Necessario e va costruito in quota"

TRENTO. Politicamente è uno dei temi che - incredibilmente - mette d'accordo quasi tutti, dalla maggioranza di centro destra in Provincia alla quasi totalità di quella che governa la città capoluogo con il supporto anche dell'opposizione. Insomma chi poi dovrà "decidere" è allineato.

 

Fuori dai palazzi del potere, invece, l'argomento è ben più divisivo. Di cosa si parla? Della funivia che dovrebbe portare turisti e trentini sul Monte Bondone, con un tempo di percorrenza record, visto che in una manciata di minuti si dovrebbe raggiungere Vason, a quota 1.650 metri, partendo dal nuovissimo Hub intermodale in via di realizzazione nell'area che un tempo ospitava il piazzale ex Sit.

 

C'è un "però" che viene sollevato anche da chi è favorevole al progetto. Sì alla funivia ma, intanto, senza attendere la realizzazione, bisogna riqualificare in maniera decisa il Bondone. E rendere la nuova opera, dunque, fruibile se non 365 giorni l'anno almeno per dieci mesi.

 

"Un deciso sì alla funivia, la cui realizzazione è da sempre appoggiata dall'intero centro destra - esordisce Alex Voyat, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, che a riguardo ha presentato un'interrogazione a Palazzo Thun -, ma parallelamente è necessario, obbligatorio studiare e attuare un piano di rilancio del Monte Bondone. Non possiamo pensare di realizzare un'opera così importante e costosa e che poi, questa, porti effetti significativi sul turismo solamente durante i mesi invernali. Bisogna rilanciare la montagna di Trento in maniera decisa, adesso e non facendosi trovare impreparati nel momento in cui la funivia sarà una realtà".

 

Trasferitosi in Trentino 24 anni or sono dalla natìa Valle d'Aosta, il neo consigliere di Fdi porta l'esempio del collegamento Aosta - Pila.

 

"Ho fatto il maestro di sci in quella località - spiega - e, dunque, conosco bene quella che è la realtà che circonda il collegamento che dal capoluogo porta sino alla Pila. Il contesto sarebbe molto simile e, dunque, si potrebbe tranquillamente ispirarsi a quanto fatto in Valle d'Aosta, dove l'impianto lavora 10 mesi l'anno e dove è stato sviluppato un grande progetto attorno alla mountain bike e al downhill, con risultati eccezionali. I sentieri vanno sistemati e la proposta va migliorata per aprirsi ad un pubblico più ampio. Bisogna ampliare la visione e ragionare in un'ottica annuale e non solamente stagionale. E bisogna farlo subito: il progetto della funivia non può essere slegato da quello riguardante interventi significativi di miglioria dell'offerta turistica".

 

E, allora, per Voyat sono necessari anche un laghetto per l'innevamento artificiale e va migliorata anche la ricettività della montagna.

 

"Il laghetto è indispensabile - conclude - e va realizzato in quota, per garantire un innevamento sicuro anche negli inverni "secchi" e poi va fatto un ragionamento, con le categorie di riferimento, riguardo l'offerta ricettiva. Tenuto conto che, con un collegamento così veloce che parte direttamente dalla città, con la possibilità dunque di parcheggiare l'auto all'ex Italcementi (dove dovrebbe sorgere la "seconda" stazione della funivia, ndr) e, in meno di 20 minuti, essere in cima al Bondone e una proposta turistica che abbracci anche gli altri mesi dell'anno, certamente il Bondone diventerà attrattivo anche per altri investitori".

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