La Provincia risponde sulla funivia Trento-Bondone: "Massima attenzione su ambiente e prescrizioni tecniche. Valutazione differita per campagna preventiva di sondaggi"
Le associazioni che rientrano nella Rete climatica trentina hanno depositato ai servizi provinciali e al Comune di Trento una serie di osservazioni. La Provincia interviene sui motivi dello screening differito per la prima tratta Trento-Sardagna e per quella fino a Vason

TRENTO. La Provincia assicura massima attenzione agli aspetti di carattere ambientale e garantisce che l'impegno è previsto nella redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, documento atteso in piazza Dante entro la fine dell'anno. L'argomento è la funivia Trento-Bondone.
"Le osservazioni relative al nuovo impianto funiviario del Bondone rientrano nelle consuete procedure ad evidenza pubblica previste per gli interventi infrastrutturali in fase di progettazione", spiega la Provincia attraverso una nota. "La raccolta di pareri è funzionale al percorso di screening ambientale, propedeutico alla chiusura dell’iter autorizzativo. I passaggi adottati per la verifica di assoggettabilità alla Valutazione di impatto ambientale risultano conformi a quanto previsto dalle norme di settore, con riferimento alla tipologia dell’impianto, alla sua capienza ed alle caratteristiche tecniche".
Le associazioni che orbitano nella Rete climatica trentina - Italia Nostra, Circolo di Trento di Legambiente, Wwf Trentino Alto Adige, Lipu, Enpa, Lav, Yaku, In Difesa Di, The Outdoor Manifesto e Mountain Wilderness - hanno inviato una lettera agli uffici provinciali, così come al sindaco di Trento, Franco Ianeselli, per esprimere più di qualche preoccupazione e dubbio sull'eventuale costruzione della funivia Trento-Bondone (Qui articolo).
In particolare i temi riguardano il consumo di suolo agricolo, l'abbattimento di alberi, potenziali criticità geologici e impatto paesaggistico.
La Provincia chiarisce che "l’attuale progetto di collegamento funiviario si inserisca in un contesto di programmazione condiviso dall’amministrazione comunale che ha inserito il collegamento nel piano di mobilità del territorio. La sua configurazione finale, suddivisa in due impianti distinti, rispettivamente per la tratta Trento-Sardagna e per quella Sardagna-Vaneze-Vason, asseconda varie esigenze. In particolare, il primo tratto collocato integralmente nel contesto urbano rappresenta un elemento di collegamento tra il nuovo hub delle autocorriere presso l’area ex-Sit, dove sorgerà la stazione di partenza, la stazione intermedia alla Motorizzazione, che sarà servita anche da un parcheggio di attestamento di 240 posti auto, e quindi la stazione di arrivo a Sardagna".
Il progetto, infatti, è diviso in due lotti, il primo troncone - il più avanzato - prevede la sostituzione dell'attuale impianto che collega il capoluogo a Sardagna con partenza spostata all'ex Sit, stazione intermedia all'ex Italcementi e arrivo a Sardagna. Questa parte è coperta dai fondi Pnrr. Poi la fase due. Dal sobborgo alla cima della montagna con intervento pubblico, circa altri 37,5 milioni.
Le associazioni, però, hanno richiesto una valutazione Via complessiva.
"Il secondo impianto, indipendente rispetto al primo, sarà anche pensato con frequenze di percorrenza diverse dalla prima tratta e consentirà il raggiungimento della meta finale del Monte Bondone. Si comprende quindi la prima motivazione della separazione delle procedure, fermo restando che entrambi saranno sottoposti a procedura di valutazione di assoggettabilità alla Via".
Lo screening del secondo impianto è "solamente differito nel tempo, di circa 6 mesi, in quanto in via preliminare si è concordato con Appa la necessità di avviare una campagna preventiva di sondaggi e misurazioni di carattere geologico, che riguardano in particolare la seconda tratta".
Il secondo motivo è legato agli "aspetti inerenti agli accordi con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che interviene con un importante contributo di 37,4 milioni di euro, concentrati però sul primo impianto (Trento-Sardagna). A fronte dell’erogazione del contributo, il Ministero richiede il rispetto di alcune scadenze di completamento del progetto e di successiva realizzazione dell’impianto entro date stabilite. Gli approfondimenti geologici richiesti per la seconda tratta, nel caso fosse stata presentata nell’ambito di un’unica soluzione progettuale, avrebbero causato un rallentamento dell’intero progetto con la certezza di non corrispondere alle richieste del Ministero. Considerati tutti questi elementi, si conferma che sarà posta la massima attenzione agli aspetti di carattere ambientale eventualmente riscontrati nell’esame delle osservazioni e sarà data ottemperanza alle prescrizioni tecniche dei servizi interpellati. Garantendo tale impegno è previsto il proseguimento nella redazione del progetto di fattibilità tecnico economica, documento che sarà posto in gara entro la fine del 2025".












