Funivia del Bondone, si allarga il fronte del "sì" per la fermata di Candriai. Angeli (lista Spinelli): "Potrebbe essere la stazione motrice e diventare centro d'interscambio"
Parere favorevole all'opera anche da parte del consigliere comunale di Forza Italia Antonio De Leo: "La mia continua battaglia di dover offrire ai cittadini di Trento un’alternativa (trasporto pubblico diffuso ed efficiente), ancor prima di colpire e demonizzare le auto, avrebbe in questo caso specifico una risposta: la funivia consentirebbe una riduzione significativa del traffico veicolare verso la montagna, soprattutto nei fine settimana e nei periodi di alta affluenza, migliorando la qualità dell’aria e la vivibilità della zona"

TRENTO. Sì alla funivia Trento - Monte Bondone e sì alla fermata intermedia anche a Candriai, che andrebbe dunque ad aggiungersi alle cinque stazioni già previste, la partenza dall'Hub Intermodale, quella dell'Italcementi, Sardagna, Vaneze e Vason.
Il fronte politico è "quasi" tutto favorevole ad un'opera che ha già trovato l'approvazione della maggioranza sia in Consiglio Provinciale che in Consiglio Regionale. Lunedì 26 gennaio si è svolto un incontro pubblico per discutere di un tema che è attualissimo e, riguardo al quale, si è parlato molto ma le certezze sono ancora poche.
Nel corso dell'assemblea si sono espressi pubblicamente a favore anche la consigliera provinciale della lista Spinelli, Eleonora Angeli, e il consigliere comunale di Forza Italia, Antonio De Leo.
Angeli ha presentato una mozione per interrogare la Giunta per "valutare in modo approfondito e trasparente l’ipotesi di fermata Candriai, anche come stazione motrice dell'intero tratto e compatibilmente con la sostenibilità dei seguenti
aspetti: considerando congiuntamente: aspetti economici, temporali e gestionali; impatti geologici e paesaggistici; ruolo di Candriai come nodo urbano e di interscambio; effetti di alleggerimento su Sardagna".
"Il progetto di collegamento funiviario tra la città di Trento e il Monte Bondone costituisce un’infrastruttura strategica per la mobilità sostenibile, il rilancio turistico e la costruzione di una reale città alpina connessa alla propria montagna - scrive la consigliera -. Lo sviluppo del Monte Bondone rappresenta un’opportunità strategica per il territorio, ma richiede una visione chiara, contemporanea e responsabile, capace di evitare errori già visti altrove e di valorizzare le
sue specificità ambientali, sociali e culturali. L’opera è infatti concepita come impianto a esercizio annuale (estivo e invernale), non limitato alla sola funzione sciistica, ma orientato a una fruizione più ampia e continuativa del territorio, vanno quindi aumentati gli investimenti ad attività sportive e ricreative diversificate: bici, trekking, forest bathing, educazione ambientale. Preso atto del confronto tra le ipotesi di tracciato (diretta vs passaggio da Candriai). Dalla documentazione tecnica emerge che la soluzione diretta risulta più economica in termini di realizzazione ed esercizio, ma presenta: maggiore estensione dell’area di stazione a Sardagna; interferenze con alcune aree in zona di frana tra Sardagna e Vaneze. La soluzione con fermata a Candriai comporta: un incremento dei costi di realizzazione e gestione; un allungamento dei tempi di percorrenza complessivi (circa 22 minuti fino a Vason); minori criticità geologiche, poiché l’area di Candriai non presenta problematiche di stabilità; la possibilità di spostare magazzini e locali tecnici a Candriai, in zona meno visibile e meglio mascherata dalla vegetazione; una riduzione dell’impatto funzionale e paesaggistico su Sardagna, che rimarrebbe stazione intermedia priva di locali tecnici accessori. Considerato che Candriai potrebbe assumere un ruolo strategico di nodo urbano e intermodale, integrandosi con parcheggi e trasporto pubblico e contribuendo alla riduzione del traffico veicolare verso la città e potrebbe diventare la stazione motrice dell'intero tratto fino a Trento. Si evidenzia inoltre che i terreni risultano di proprietà provinciale, inoltre le presenza delle strutture delle colonie di Candriai potrebbe rappresentare un elemento strategico, favorendo un maggiore sviluppo del territorio e un utilizzo più ampio e continuativo delle stesse. Inoltre la proposta relativa a Candriai non deve trasformarsi in una nuova zona di sfruttamento edilizio, ma rimanere coerente con una visione di qualità e rispetto del contesto".
Favorevole al progetto e alla fermata di Candriai anche Antonio De Leo, uno degli esponenti di punta di Forza Italia in Trentino, che sottolinea - anche lui - come la Funivia possa diventare un'opera strategica in fatto di mobilità sostenibile.
"Il progetto della funivia Trento - Monte Bondone rappresenta una grande occasione di sviluppo, modernizzazione e sostenibilità per la nostra città - commenta De Leo -. Non si tratta semplicemente di un'infrastruttura di trasporto, ma di una scelta strategica capace di rafforzare il legame storico tra Trento e la sua montagna, valorizzandone le potenzialità economiche, sociali e ambientali. Negli ultimi decenni il tema di un collegamento diretto e moderno tra la città e il Bondone è stato oggetto di studi, proposte e confronti. Oggi, grazie a un quadro finanziario più solido e definito, unitamente ad una rinnovata attenzione alla mobilità sostenibile, questo progetto può finalmente diventare realtà. Inoltre bisogna puntualizzare che tali fondi, finalmente stanziati, hanno un’assegnazione specifica (impianti a fune) e non potrebbero essere utilizzati per altri scopi. L’eventuale fermata a Candriai rappresenta un tema da valutare con attenzione. Da un lato potrebbe rafforzare l’accessibilità, sostenere le attività locali e ridurre ulteriormente il traffico privato; dall’altro richiede una riflessione approfondita su costi, impatto paesaggistico e reale domanda di utilizzo. A tal proposito l’ultima assemblea avrebbe potuto dare un contributo più netto nella scelta finale. Ad ogni modo il mio pensiero va nella direzione di includere la località di Candriai nel progetto. Perciò ritengo che ogni scelta debba essere guidata dal buon senso, dalla sostenibilità economica e dal rispetto del territorio, evitando soluzioni ideologiche ma puntando all’efficacia. La mia continua battaglia di dover offrire ai cittadini di Trento un’alternativa (trasporto pubblico diffuso ed efficiente), ancor prima di colpire e demonizzare le auto, avrebbe in questo caso specifico una risposta: la funivia consentirebbe una riduzione significativa del traffico veicolare verso la montagna, soprattutto nei fine settimana e nei periodi di alta affluenza, migliorando la qualità dell’aria e la vivibilità della zona. Dal punto di vista economico, l’opera avrebbe un impatto positivo sull’indotto turistico, con un aumento stimato dei flussi di visitatori e benefici concreti per attività ricettive, ristorazione, sport e servizi. Il Monte Bondone può diventare un vero volano di crescita per Trento, attrattivo non solo per i turisti ma anche per i cittadini".












