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Trento
21 aprile | 15:55

Degrado, schiamazzi e rifiuti: pugno duro del Comune nella zona di Santa Maria Maggiore, stop a alcol e musica all'aperto

Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha firmato oggi un'ordinanza urgente “per riportare la situazione alla normalità” in zona Santa Maria Maggiore-Piazza della Portella. Fino al 22 maggio stop al consumo di alcol e alla riproduzione di musica all'aperto nelle ore serali. Sanzioni fino a 534 euro

di Redazione

TRENTO. “Visti i ripetuti episodi di degrado legati all'abbandono di rifiuti, agli schiamazzi e al disturbo della quiete aggravato dall'abuso di alcool, il sindaco Franco Ianeselli ha firmato oggi un'ordinanza urgente per riportare la situazione alla normalità”. Sono queste le parole con le quali l'amministrazione del capoluogo annuncia la stretta voluta dal primo cittadino in zona Santa Maria Maggiore-Piazza della Portella, dove fino al 22 maggio sarà vietato il consumo di alcol e la riproduzione di musica all'aperto nelle ore serali.

 

Il provvedimento infatti, dicono le autorità, ordina nel perimetro individuato dalla planimetria di riferimento – comprendente piazza della Portella, via Roma (da piazza della Portella fino a via Pozzo), via San Giovanni, piazzetta 2 settembre 1943, piazza Santa Maria Maggiore, vicolo Morosante, via Prepositura, via T.Gar (a nord del civico 5), piazza da Vinci, via Torre Vanga (da piazza da Vinci fino a via Pozzo), via Pozzo e via Orfane – il “divieto di consumo di bevande alcoliche e superalcoliche e la detenzione delle stesse anche in contenitori chiusi dalle 19 alle 7 del giorno successivo, a esclusione del consumo effettuato negli spazi dei pubblici esercizi e delle attività temporaneamente autorizzate di somministrazione”.

 

Il provvedimento, continua il Comune, ordine inoltre “il divieto di riprodurre musica all'aperto mediante l'uso di qualsiasi strumento o sistema di amplificazione e diffusione sonora dalle 21 alle 7 del giorno successivo, anche qui fatte salve le attività regolarmente autorizzate”. L'inottemperanza del divieto, salvo il fatto non costituisca illecito penale, è punibile con la sanzione fino a 534 euro.

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