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Via libera all'acquisto dei mezzi per il Bus rapid transit "ma saranno ben poche le opere pronte per le Olimpiadi". La val di Fiemme e la val di Fassa pessimiste sui lavori

A Cavalese si lavora all'hub intermodale e cantieri avviati anche per le strutture che ospiteranno le gare ma per il sistema Bus rapid transit si procede a rilento? "C'è qualche preoccupazione, sembra muoversi poco". Intanto la Provincia stanzia 40 milioni per l'acquisto di treni per la Valsugana e mezzi elettrici per il Brt

Di Luca Andreazza - 29 marzo 2024 - 05:01

TRENTO. Quasi 40 milioni per l'acquisto di nuovi treni per la Valsugana e per gli autobus indirizzati al sistema Bus Rapid Transit delle valli di Fiamme e Fassa. Si lavora sul parco mezzi, procedono i cantieri a Cavalese ma nel complesso sembra serpeggiare qualche incertezza sul progetto Brt, anche con orizzonte Olimpiadi.

 

Un progetto che, inizialmente, aveva convinto poco i territorio (Qui articolo), tanto che sul tavolo provinciale erano arrivate 130 osservazioni, di cui 68 considerate pertinenti (13 accoglibili e 29 trattabili). Le risorse ammontano a 60 milioni di euro (ma il costo potrebbe essere aumentato a 90 milioni a causa dei rincari) con la previsione di realizzare opere infrastrutturali e di corsia riservata al passaggio di una flotta composta da 48 nuovi mezzi "green" (30 elettrici e 18 a biometano) nel tragitto Fiemme-Fassa e per il rinnovo del materiale rotabile (Qui articolo).

 

Poi a marzo dell'anno scorso è arrivato il Documento preliminare di progettazione che contiene le indicazioni delle corsie riservate ai mezzi “green” (bus elettrici o a biometano), delle fermate e dell’installazione dei semafori (bus gate) intelligenti con l’annesso sistema informatico di gestione, per le tratte definite prioritarie nell’ambito del progetto. Principalmente i tracciati tra Predazzo e l’area dei trampolini per il salto con gli sci e la zona in prossimità di San Giovanni di Fassa, ma anche per il raccordo con la val d’Ega e l’Alto Adige. Un progetto che riguarda, più o meno direttamente, anche la stazione di Trento e l'elettrificazione della Valsugana.

 

L'obiettivo è di migliorare il trasporto pubblico su gomma di nuova concezione e gli interventi dovrebbero riguardare complessivamente 12 tratte lungo la viabilità principale di attraversamento delle valli dell’Avisioper uno sviluppo lineare di circa 12 chilometri, oltre alle opere per razionalizzare la viabilità negli attraversamenti dei centri abitati. La capacità oraria, modulabile, è compresa tra i 200 e i 1.100 passeggeri l’ora in ognuna delle due direzioni.

 

La raccolta delle osservazioni, aveva spiegato il presidente Maurizio Fugatti, ha consentito di acquisire informazioni, suggerimenti e critiche costruttive con il duplice obiettivo di garantire che l’opera sia in grado di rispondere alle peculiari caratteristiche della mobilità locale.

 

Ma nell'ultimo anno sembra essersi mosso poco. "Sono state formulate alcune osservazioni, alcune delle quali sono state recepite ma non siamo stati più convocati o coinvolti", spiega Giuseppe Detomas. Il Procurador del Comun General de Fascia aveva coordinato il tavolo della fase di partecipazione dei territorio. "C'erano stati molti sforzi per trovare un equilibrio, anche di salvaguardia sul fronte ambientale".

 

In val di Fassa sembra esserci un po' di pessimismo sul completamento di molti lavori prima delle Olimpiadi. "Il territorio mette a disposizione molti posti letto a supporto della val di Fiemme", evidenzia Detomas. "La disponibilità delle strutture ricettive era un requisito essenziale per poter ospitare questo grande evento. I collegamenti sono strategici perché ci si aspetta un aumento di traffico in un periodo comunque di alta stagione".

 

Intanto la Provincia ha dato semaforo verde all'acquisto di nuovi treni per la linea della Valsugana e di autobus indirizzati al sistema Brt: 36.506.937,39 euro che piazza Dante ha concesso a Trentino Trasporti. Un trasferimento delle risorse messe a disposizione dal governo nazionale in ottica giochi olimpici e paralimpici Milano Cortina 2026.

"Sono risorse che si aggiungono a quelle già destinate a questi scopi nell’ultimo biennio, oltre 46 milioni per nuovi treni e 28 milioni per nuovi autobus per il sistema Brt", il commento dell’assessore Mattia Gottardi. "Sono investimenti importanti con un mix di risorse provinciali e statali che ci garantiranno di assicurare al Trentino un sistema di mobilità pubblica efficiente e integrato sul territorio anche una volta conclusi i giochi".

 

A dicembre erano stati consegnati invece da Trentino Trasporti i lavori per realizzare il nuovo Centro intermodale di Cavalese (importo di contratto è di 11.942.095,56 euro di cui 294.989,33 euro per oneri della sicurezza). Un progetto molto ampio che prevede la costruzione di tre infrastrutture tra la nuova autostazione del trasporto pubblico, il parcheggio interrato di interscambio modale e la nuova rimessa di Trentino Trasporti attrezzata per la ricarica dei bus elettrici.

 

"Il cantiere procede nel migliore dei modi e il cronoprogramma viene rispettato", dice Sergio Finato, sindaco di Cavalese. "Queste opere non sono di esclusivo interesse per le Olimpiadi ma sono importanti per il territorio. Sono servizi pubblici che restano a disposizione dopo i Giochi. Un'infrastruttura che punta sulla mobilità sostenibile e che permette anche di riqualificare il centro storico" (Qui articolo).

 

Se a Cavalese i lavori proseguono, qualche dubbio emerge a livello più generale. Negli scorsi giorni c'è stato anche un punto con la Provincia "ma - le parole di Fabio Vanzetta, presidente della Comunità territoriale val di Fiemme - credo che saranno ben pochi i progetti pronti per le Olimpiadi, forse e speriamo almeno la tratta Predazzo-Tesero e qualche opera tecnica tra la parte semaforica e le fermate". Ormai mancano due anni ai Giochi e il tempo stringe. "L'impressione è che non sia iniziato quasi nulla, ma c'erano la consapevolezza e l'aspettativa che molte infrastrutture sarebbero state successive al grande evento".

 

In val di Fiemme è minore la preoccupazione sulle eventuali criticità rispetto a traffico e mobilità. "Non consideriamo il Brt risolutivo - aggiunge il presidente della Comunità territoriale - inoltre gli spostamenti olimpici utilizzano un altro sistema che è gestito in modo separato dall'organizzazione centrale".

 

A giocare un ruolo piuttosto centrale sulla viabilità è l'afflusso alle venues, lì tra Tesero e Predazzo i lavori procedono per riqualificare le strutture agli standard olimpici, ma si va verso anche una forte riduzione della capienza. Almeno un dimezzamento degli spettatori, rispetto per esempio ai mondiali. 

 

Per il lago di Tesero si scende da 40 mila a 20 mila persone, mentre in quel di Predazzo il limite passa da 15 mila a 5 mila posti (Qui articolo). "Sono scelte dell'organizzazione e questo evita un sovraffollamento e quindi una portata diversa sulle strade del territorio. Un aspetto che sicuramente avrà un peso sulla mobilità", conclude Vanzetta.

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