Bus Rapid Transit, il futuro della mobilità nelle Valli di Fiemme e Fassa “convince poco”: ecco tutte le criticità. Zanon: “Ben altre erano le aspettative”
Il progetto provinciale di mobilità, in previsione delle Olimpiadi invernali del 2026, per migliorare il sistema nelle Valli di Fiemme e Fassa non convince i territori: "Va da subito chiarito - dice il presidente della Comunità territoriale della Valle di Fiemme Giovanni Zanon - che ben altre erano le aspettative e le soluzioni che i territori olimpici avevano prospettato e sostenuto per il futuro di questa valle". Ecco tutte le osservazioni dei tecnici

TRENTO. “Migliorare il sistema della mobilità delle valli di Fiemme e Fassa, generando ricadute positive tanto sulle comunità locali quanto sui turisti e guardando alla sfida posta dalle Olimpiadi invernali del 2026, che avranno protagonista il Trentino assieme agli altri territori”. Sono queste le parole con le quali Piazza Dante presentava nelle scorse settimane gli obiettivi del sistema Brt-Bus Rapid Transit, che in vista dei giochi olimpici punterebbe, secondo l'amministrazione provinciale, a riscrivere il trasporto pubblico su gomma nella tratta che da Ora porta a Canazei, passando per Cavalese e Predazzo (Qui Articolo), con la realizzazione di opere infrastrutturali, di corsie riservate al passaggio dei bus e l'acquisto di nuovi mezzi. Mentre però s'avvicina la data nella quale il documento preliminare alla progettazione sarà illustrato alla cittadinanza in due conferenze pubbliche (giovedì 8 settembre a Pozza di Fassa e alle 20 a Cavalese), il presidente della Comunità territoriale della Valle di Fiemme Giovanni Zanon dice a Fugatti: “Il progetto non è stato finora condiviso con i territori, ma ad essi illustrato. Questo Brt convince poco”.
Le parole di Zanon arrivano insieme alle osservazioni sul Bus Rapid Transit (un progetto dal valore di 70 milioni di euro, dice la Pat. 40 per i vari interventi, 20 per l'acquisto dei mezzi di trasporto e ulteriori 10 per il deposito dei nuovi bus a cura di Trentino trasporti), emerse nel corso degli incontri avuti con i sindaci di Fiemme ed elaborate dal delegato alla mobilità dei Comuni di Fiemme e vice-sindaco di Ziano Fabio Vanzetta. “La competenza in materia di mobilità è indubbiamente provinciale – dice Zanon – ma va da subito chiarito che ben altre erano le aspettative e le soluzioni che i territori olimpici avevano prospettato e sostenuto per il futuro di questa Valle”. Come spiega la Provincia nella documentazione relativa all'opera inviata ai territori, il Brt è in sostanza “un sistema di trasporto pubblico che rappresenta un'evoluzione del tradizionale sistema di Trasporto pubblico locale” che prevede “una sede quanto più possibile riservata e/o impianti di controllo e regolazione della circolazione per attuare la priorità semaforica” e “fermate accuratamente attrezzate e progettate per garantire l'accessibilità universale”.
“Questo Brt – dice però il presidente della Comunità territoriale della Valle di Fiemme – convince poco: crediamo debbano essere concretamente valutate tutte le questioni legate al progetto. Si ricorda infatti che sono state inviate prime e non esaustive osservazioni già nel maggio di quest'anno, e che queste fanno parte di complessive soluzioni e ragionamenti che sono contenuti anche nel piano stralcio del 2010, peraltro frutto di numerosi ragionamenti fatti in valle nell'ultimo decennio, anch'essi in attesa di risposta da parte della Provincia. Preme ricordare che sul tema della mobilità sono state inviate alla Pat negli ultimi anni numerose note”. In sostanza, dice Zanon: “Quello che ci si chiede è se siano davvero queste le soluzioni di mobilità che servono al nostro territorio, se abbiano un senso determinate scelte e quali possano essere i vantaggi concreti che derivano da tale investimento, quali siano i reali costi e quale sarebbe il rapporto costi-benefici per la val di Fiemme”.
Nella consapevolezza che la competenza sull'utilizzo delle risorse olimpiche (“che seppur ingenti crediamo non siano infinite”), dice Zanon: “Rimane in capo alla Provincia, riteniamo che determinati investimenti se destinati a risolvere i problemi di mobilità di un territorio debbano essere risolutivi. Come previsto dall'accordo di programma sottoscritto, abbiamo comunque partecipato agli incontri organizzati dalla Pat a seguito dei quali abbiamo inoltrato come ricordato puntuali osservazioni che riproporremo nella seduta pubblica”. Per questo “è necessario ricordare che questo progetto non è stato finora condiviso con i territori, ma ad essi illustrato. Proseguendo con le riflessioni si ritiene infatti che se l'obiettivo del percorso partecipativo è di raccogliere riflessioni, spunti e anche critiche per migliorare la proposta progettuale, forse sarebbe importante che venissero sentiti anche i cosiddetti corpi intermedi, come associazioni di categorie e Apt”.
Entrando nello specifico del sistema Brt (che, dice la Pat, è più una “soluzione infrastrutturale-tecnologica-organizzativa” che un 'sistema' di trasporto propriamente detto), le autorità provinciali sottolineano innanzitutto come sia fondato su un utilizzo quanto più efficiente possibile dell'autobus. “Gli elementi distintivi del Brt rispetto ad una linea di autobus convenzionale – si legge nella relazione tecnico descrittiva – sono: il materiale rotabile (adozione di soli autobus ad alta capacità a pianale ribassato o semiribassato e alimentati mediante vettori energetici da fonti rinnovabili), l'infrastrutturazione civile (sede prevalentemente riservata al bus, allestimento 'tranviario' delle fermate, riqualificazione 'da facciata' della viabilità interessata dal percorso), la gestione intelligente del sistema (priorità semaforica alle intersezioni)”. Nelle Valli di Fiemme e Fassa, si legge nel documento, l'obiettivo è di “sostituire la dorsale principale del Trasporto pubblico locale attuale, costituita da una linea cadenzata tra Cavalese e Penia, con un sistema di tre linee che, utilizzando in tutto o in parte il medesimo corridoio infrastrutturato, rendendo disponibile un'offerta di servizi calibrata nel tempo e nello spazio sulle caratteristiche della domanda di trasporto da servire”.
In particolare, le linee che attraverserebbero i centri abitati sono le seguenti:
1. Linea Rossa (validità annuale). Cadenzamento orario intera giornata. Percorso Trento – Ora – Castello di Fiemme - Bivio Carano - Cavalese – Tesero – Panchià - Ziano – Predazzo – Moena – Soraga Vigo di Fassa – Pozza di Fassa – Pera di Fassa – Mazzin – Campestrin – Fontanazzo – Campitello di Fassa – Canazei – Alba – Penia. Raccordo orario ad Ora con i treni regionali da/per Trento – Verona e a Trento con i servizi AV e EC.
2. Linea Verde (validità annuale.). Cadenzamento orario intera giornata sfalsato di 30’ rispetto alla linea Rossa alla fermata di Cavalese. Percorso Castello di Fiemme - Bivio Carano - Cavalese – Tesero – Panchià - Ziano – Predazzo – Moena – Soraga Vigo di Fassa – Pozza di Fassa – Pera di Fassa – Mazzin – Campestrin – Fontanazzo – Campitello di Fassa – Canazei – Alba – Penia. Nel periodo estivo la linea viene estesa per servire Molina.
3. Linea Verde (rinforzo estivo). Cadenzamento orario intera giornata sfalsato di 30’ rispetto alla linea Verde annuale alla fermata di Castello. Percorso Cavalese – Tesero – Panchià - Ziano – Predazzo – Moena – Soraga Vigo di Fassa – Pozza di Fassa – Pera di Fassa – Mazzin – Campestrin – Fontanazzo – Campitello di Fassa – Canazei – Alba – Penia.
4. Linea Blu (validità estiva.) Cadenzamento ai 10‘ intera giornata Predazzo – Moena – Soraga Vigo di Fassa – Pozza di Fassa – Pera di Fassa – Mazzin – Campestrin – Fontanazzo – Campitello di Fassa – Canazei – Alba – Penia.
5. Linea Blu (rinforzo ore di punta servizio estivo) Due rinforzi nelle fasce di punta del mattino e del pomeriggio per ottenere 8 passaggi/ora sulla linea blu tra Moena e Penia. Percorso Moena – Soraga -- Vigo di Fassa – Pozza di Fassa – Pera di Fassa – Mazzin – Campestrin – Fontanazzo – Campitello di Fassa – Canazei – Alba – Penia.
Le varie linee, specificano i tecnici nel documento, si snodano a loro volta attraverso tre classificazioni di fermate per il sistema: 'Gold', 'Silver' e 'Bronze', sulla base delle dotazioni e degli allestimenti in programma (le fermate 'Gold' e 'Silver', dicono i tecnici, si differenziano però tra loro unicamente per il fatto che presso le fermate 'Silver', a differenza delle 'Gold', non effettua servizio la linea Rossa). Allo stesso modo, la soluzione in programma prevede anche una serie di parcheggi (10) che, in tutto o in parte, verrebbero dedicati agli utenti che effettuano interscambio auto-Brt.
Nelle sue valutazioni, Venzetta tocca in sostanza tutti i punti, chiedendo innanzitutto che “vengano spiegate in modo chiaro e conseguentemente inserite in maniera dettagliata nel documento, anche alla luce di quanto emerso nei due precedenti incontri, i tracciati e le tempistiche di funzionamento delle varie linee (quali sono annuali, quali stagionali, in quali periodi, quali le fermate effettuate dalle varie linee eccetera) e di conseguo, per avere un quadro completo, quali sarebbero gli attuali servizi in essere che dovrebbero rimanere in piedi per garantire il trasporto”. Si chiede questo, continua Vanzetta: “Perché dalla lettura del documento, come abbiamo potuto constatare, alcune logiche non sono a nostro vedere sufficientemente chiare. Emerge ad esempio dallo studio che la linea verde verrebbe di fatto smontata in inverno con l'utilizzo degli autobus per il servizio di skibus lungo la linea blu, ovvero in Val di Fassa, visto che ad esclusione del periodo olimpico questa linea ad oggi non è prevista in Val di Fiemme. Si deduce pertanto che con tale soluzione si andrebbero a perdere le fermate 'silver' e 'bronze', tutte le fermate secondarie quindi nei vari paesi considerando che, come scritto nel documento, la linea rossa prevede solo ed esclusivamente le fermate 'gold'.
Ecco tutte le osservazioni specifiche suddivise tra tracciato, parcheggi ed infrastrutture:
Linea Rossa
1) Partendo quindi dalla linea rossa nella tratta che sale da Ora, saltando la questione relativa agli accordi da definire con la provincia di Bolzano ed il comune per quanto attiene alla stazione ed agli impianti semaforici per l’attraversamento si legge, “su tutta la tratta il BRT non effettua fermate e quindi non si sovrappone al servizio di trasporto pubblico della provincia di Bolzano” questo fa dedurre che lo studio prevede attualmente che rimarrà in piedi l’attuale servizio cosiddetto “SAD” Ora-Cavalese che crediamo, perlomeno sotto gli aspetti di inquinamento e di traffico in rapporto ai passeggeri trasportati vada riconsiderato.
2) Riscontriamo un incongruità nel testo della seconda slide relativa al tracciato ovvero non si capisce per quale ragione sia necessario un accordo con la provincia di Bolzano essendo i sette impianti semaforici previsti in cartografia insistenti su territorio catastale dei comuni fiemmesi (Carano, Castello, Cavalese).
3) Sempre nella tratta sopradescritta la quantità di semafori appare sovradimensionata, ad esempio Via campo Liberto come altre sono delle stradine secondarie che non generano di certo traffico. Se dovesse essere garantito un semaforo ad ogni intersezione con strade secondarie ne dovrebbero venir installati in val di Fiemme ben oltre cinquanta.
4) Come si evince la linea rossa esclude Castello dii Fiemme attualmente servito sia da Trentino Trasporti che da SAD. Si presume pertanto che chi da Castello Molina vorrà recarsi ad Ora dovrà dapprima trasferirsi a Cavalese e che pertanto dovrà essere istituito un servizio di trasporto dedicato.
5) Non è chiara come la linea verde (Cavalese- Penia) se parte dall’autostazione salendo verso la val di Fassa riesca a servire Cavalese centro.
6) Per quanto attiene alle fermate di Tesero si ritiene necessario integrare anche nella linea rossa attualmente non prevista la fermata nella zona di artigianale di Piera
7) Si ritiene necessario in fase di progettazione un confronto con il comune di Tesero per il
posizionamento della fermata “gold” attualmente inserita in piazza visti i progetti già in fase avanzata per la riqualificazione della stessa.
8) La Proposta di raggiungere l’autostazione di Predazzo da Via Canzocoi, Via S Nicolò e via Marconi sia in arrivo che in ripartenza verso la val di Fassa esclude per la linea rossa il transito lungo il centro del paese sopprimendo di fatto per tale linea le attuali quattro fermate.
Linea verde
Non avendo di fatto alcun elemento concreto di valutazione sulla linea verde se non per quanto attiene all’attraversamento di Cavalese (vedi nota al punto 5) si ritiene al momento di non avere elementi sufficienti per le necessarie osservazioni se non rimandando alle premesse per quanto attiene al tema accennato e legato alla soppressione di tale linea durante il periodo invernale per un utilizzo diverso della flotta.
Linea blu
Per quanto attiene la linea blu, che attualmente se non per il periodo legato ai giochi olimpici è previsto che parta da Moena è ritenuta invece da parte nostra strategica proprio per i collegamenti sull’asse del fondovalle. Già ora, durante la stagione invernale, si sopperisce a questa mancanza con un collegamento skibus denominato Cermis-Latemar ma crediamo sia davvero importante pensare a questa linea magari in maniera permanente anche se non necessariamente con un cadenzamento così importante per varie ragioni che illustriamo:
1) Sull’asse Molina di Fiemme SP 232 transita tutto il traffico proveniente dalla sponda destra e dalla sponda sinistra val di Cembra e che non necessariamente deve recarsi a Cavalese
2) Tra Molina di Fiemme e Predazzo lungo la SP 232 sono situate le zone industri produttive di Molina di Fiemme, di Lago di Tesero, di Ziano di Fiemme, e di Predazzo. Poter pensare ad un
sistema di mobilità in grado di dare risposte all’importante traffico veicolare che queste aree generano sarebbe importante. Solo a titolo esemplificativo nell’area di Ziano lavorano ormai più di 600 persone.
3) I maggiori impianti sciistici della Val di Fiemme (Cermis e Latemar) hanno le stazioni di partenza sulla SP 232 e come già accennato ormai da qualche anno questi sono collegati in inverno da delle corse dello skibus.
4) Vi sono lungo la SP 232 oltre all’abitato di Molina di Fiemme, l’abitato di Masi di Cavalese e Lago di Tesero dove insiste anche il centro olimpico del fondo. Queste sono solo alcune delle ragioni per cui si ritiene indispensabile proporre l’estensione di alcune corse giornaliere della linea blu con partenza non da Moena ma bensì da Molina di Fiemme.
Parcheggi
Altro importante tema che non siamo riusciti ad affrontare nel modo opportuno durante l’ultimo incontro è quello legato alle aree individuate a parcheggio suddivise in “temporanei” e “permanenti”. Da una prima analisi se per alcuni non riteniamo siano necessarie particolari considerazioni difficilmente riusciamo invece per altri a recepirne il senso e li riassumiamo nell’ordine in cui sono esposti nel documento:
1) Il parcheggio Cermis che si aggiunge all’esistente invade un importante area fluviale di 17.000 mq ed è identificato come “permanente” pur prevedendo allo stato attuale la linea blu come temporanea solo nel periodo olimpico.
2) Parcheggio Lago identificato invece come “temporaneo” insiste su un area di proprietà privata a servizio di un azienda zootecnica che risulterebbe estremamente penalizzata.
3) Parcheggio Ziano identificato come permanente ed area di interscambio - non si riesce a comprendere di fatto il senso di un parcheggio permanete di tali dimensioni così come non si riesce a capire la necessità se non addirittura la logica di un area di interscambio in quella zona.
4) Parcheggi A e B ski center Latemar di fatto già esistenti – nessuna osservazione
5) Parcheggio Mezzavalle sud “temporaneo” - insiste su proprietà privata nessun altra osservazione
6) Parcheggio Mezzavalle Nord “permanente” 12.800 mq di superficie – anche in questo caso non si riesce a comprendere di fatto il senso di un parcheggio permanete di tali dimensioni né tantomeno la ragione di un area di interscambio in quella zona.
Infrastrutture
Per quanto attiene all’unico intervento strutturale nella tratta 2 inserito nel piano non vi sono osservazioni emerge però dal quadro sinottico un ulteriore intervento strutturale nell’area di Cavalese/ Molina del quale non avendo alcuna specifica e non essendo identificato nel documento non se ne coglie il senso.
Impianti semaforici
Gli attraversamenti pedonali previsti sulla SP 232 attualmente strada a scorrimento veloce a nostro giudizio appaiono pericolosi ed incoerenti. Da valutare eventuali soluzioni per l’attraversamento magari tramite sottopassaggio.












