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Bus Rapid Transit, cresce il costo da 60 a 90 milioni, la Pat: “Attenti al parere delle comunità”. Ma per il territorio il progetto “convince poco”

Presentato nella giornata di ieri a Pozza di Fassa e Cavalese il sistema Brt in vista delle Olimpiadi del 2026. Si è aperto quindi il percorso di partecipazione per raccogliere osservazioni, consigli, spunti ed eventuali critiche delle comunità coinvolte. Fugatti: “La posta in gioco richiede la necessaria attenzione a quella che a oggi risulta l'unica proposta praticabile e finanziariamente sostenibile”

Di Filippo Schwachtje - 09 settembre 2022 - 12:58

TRENTO. Aumenta da 60 a 90 milioni di euro, considerando i nuovi valori di mercato dopo i rincari, il costo totale per il Bus Rapid Transit, il progetto provinciale per la mobilità innovativa (su gomma) sulla direttrice Trento-Fiemme-Fassa in vista delle Olimpiadi invernali del 2026. Nella giornata di ieri il sistema Brt (che prevede la realizzazione di nuove opere infrastrutturali, di corsie riservate al passaggio dei bus e l'acquisto di nuovi mezzi) è stato presentato pubblicamente in due incontri sul territorio (a Pozza di Fassa e a Cavalese), dando quindi il via formale ai 30 giorni per il deposito di osservazioni, consigli, spunti ed eventuali critiche dalle comunità coinvolte. “Ora – ha detto il presidente della Pat Maurizio Fugatti – le comunità interessate hanno l'occasione di esprimere un parere riguardo ad una proposta messa a disposizione come miglioramento del sistema trasportistico. Possono accogliere, non accogliere o chiedere di cambiare. Ma la posta in gioco richiede la necessaria attenzione a quella che a oggi risulta l'unica proposta praticabile e finanziariamente sostenibile per dare le risposte attese sul miglioramento del sistema di trasporti, generando ricadute positive per la popolazione e i turisti ben oltre l'evento olimpico e paralimpico”.

 

Un primo parere dal territorio però, come già riportato da il Dolomiti, era già arrivato negli scorsi giorni (Qui Articolo). Il presidente della Comunità territoriale della Val di Fiemme Giovanni Zanon infatti, condividendo una serie di criticità evidenziate dai tecnici in merito al progetto, aveva sottolineato: “Questo Brt convince poco: crediamo debbano essere concretamente valutate tutte le questioni legate al progetto”. Il presidente della comunità aveva poi precisato come “ben altre” fossero “le aspettative e le soluzioni che i territori olimpici avevano prospettato e sostenuto per il futuro di questa Valle”. Dopo la presentazione alle comunità, come detto, prende ora il via formale il percorso di partecipazione e le varie osservazioni dei territori verranno quindi raccolte dalle autorità. Gli appuntamenti a Pozza di Fassa e a Cavalese, dice Piazza Dante, sono stati partecipati “con tanti residenti, giovani, operatori economici, diverse posizioni sul tema e un dibattito che si è esteso alla richiesta di considerare il Brt all'interno di una risposta complessiva per i nodi della mobilità per i territori coinvolti. Richieste sulle quali l'Amministrazione – scrive la Pat – si è mostrata disponibile al confronto, confermando gli impegni sulle opere pubbliche e la disponibilità a proseguire i ragionamenti condivisi”.

 

Riguardo al progetto, come detto, Fugatti ha ricordato l'entità del finanziamento originario di 60 milioni di euro (40 per i vari interventi e 20 per l'acquisto dei mezzi di trasporto, ai quali vanno poi aggiunti 10 milioni per il deposito dei nuovi bus a cura di Trentino trasporti), fissato però prima dei rincari e delle recenti evoluzioni che hanno già portato a rivedere il prezziario provinciale degli appalti. Il costo aggiornato del progetto si aggira quindi sui 90 milioni di euro, considerano i nuovi valori di mercato e la previsione dei parcheggi. “La volontà dell'Amministrazione – ha aggiunto Fugatti – è avere la massima condivisione possibile, dando attenzione a quella che sarà la risposta dei territori”. Il dibattito, precisa Piazza Dante, è poi proseguito con una serie di temi posti dal pubblico e i chiarimenti anche di tecnici e progettisti, intervenuti nel corso degli incontri ai quali hanno partecipato insieme al presidente della Provincia.

 

Come spiegano le autorità nella documentazione relativa all'opera, il Brt è in sostanza “un sistema di trasporto pubblico che rappresenta un'evoluzione del tradizionale sistema di Trasporto pubblico locale”, che prevede “una sede quanto più possibile riservata e/o impianti di controllo e regolazione della circolazione per attuare la priorità semaforica” e “fermate accuratamente attrezzate e progettate per garantire l'accessibilità universale”. Il sistema, ribadisce la Provincia: “Viene messo in campo in previsione del 2026, come parte del collegamento tra Ora (interscambio con la ferrovia del Brennero) fino a Penia, passando per Cavalese, Predazzo, Moena e Canazei. Gli interventi riguardano complessivamente 12 tratte lungo la viabilità principale di attraversamento delle valli di Fiemme e di Fassa, per un sviluppo lineare di circa 12 chilometri, oltre ad interventi di razionalizzazione della viabilità nei tratti in attraversamento ai centri abitati. Si punta all'aumento sia dei chilometri percorsi da mezzi non inquinanti, elettrici o a metano/biogas, che del numero di passeggeri trasportati”. Tre le linee previste all'interno del progetto: “Linea rossa – scrive la Pat – da Ora con il raccordo con i treni fino a Penia, Linea verde e Linea blu. Ottanta le fermate complessive divise in tre tipologie: 38 fermate Gold e 22 Silver di nuova realizzazione, 20 fermate Bronze che necessitano di modifiche. Gli stop sono dislocati in base ai punti di afflusso turistico e ai centri abitati”. Il sistema prevede poi anche la creazione di parcheggi di attestamento per lo scambio mezzo privato-mezzo pubblico: “Dieci in tutto quelli previsti – conclude Piazza Dante – per oltre 3mila posti complessivi”.

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