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A Trento il primo impianto endovascolare in Italia per curare un aneurisma dell'arco aortico. E si pensa a costituire un ''Aortic team''

L’esperienza maturata dal centro trentino nell’ambito della chirurgia mininvasiva endovascolare pone la chirurgia vascolare ai vertici nel panorama nazionale e internazionale riuscendo a offrire un approccio mini invasivo. Questo ha permesso di intraprendere delle collaborazioni scientifiche con i centri più importanti che trattano questo tipo di patologia

Pubblicato il - 16 luglio 2021 - 18:17

TRENTO. La chirurgia vascolare e endovascolare del Trentino è la prima struttura pubblica in Italia a realizzare un innovativo intervento con endoprotesi toracica di ultima generazione per curare un aneurisma della succlavia a partenza dall’arco aortico.

 

Gli aneurismi dell’aorta toracica e toraco-addominale sono una patologia abbastanza rara ma con alto rischio di mortalità. Il trattamento chirurgico tradizionale dell’aneurisma rappresenta tra gli interventi più invasivi e complessi in ambito chirurgico. E' gravato inoltre da un elevato tasso di complicanze.

 

In alternativa alla terapia chirurgica tradizionale viene preso sempre più spesso in considerazione il trattamento endovascolare che espone il paziente a "stress chirurgico" decisamente inferiore rispetto alla chirurgia tradizionale con percentuali decisamente minori in termini di complicanze post-operatorie, una drastica riduzione della degenza post-operatoria e una più rapida ripresa delle attività quotidiane e lavorative.

 

L’esperienza maturata dal centro trentino nell’ambito della chirurgia mininvasiva endovascolare pone la chirurgia vascolare ai vertici nel panorama nazionale e internazionale riuscendo a offrire un approccio mini invasivo nell’80% dei casi di patologia aortica addominale e toracoaddominale. Questo ha permesso di intraprendere delle collaborazioni scientifiche con i centri più importanti che trattano questo tipo di patologia.

 

Gli sviluppi delle tecnologie e dei materiali ha ampliato ulteriormente le opportunità della chirurgia endovascolare che oggi riesce a trattare casi complessi in malati compromessi e a eccessivo rischio chirurgico per l’intervento tradizionale.

 

Nel dettaglio, l’intervento innovativo è stato eseguito con un approccio endovascolare, tramite un accesso percutaneo (senza incisione chirurgica ma con una puntura diretta dell’arteria femorale) bilaterale a livello inguinale unita a un piccolo accesso chirurgico al braccio (arteria omerale).

 

Attraverso questi accessi arteriosi e tramite l’utilizzo di tecniche e materiali di ultimissima generazione è stata posiziona una protesi nell’aorta toracica a copertura della lesione aneurismatica con branch per la perfusione dell’arteria succlavia che normalmente sarebbe dovuta essere rivascolarizzata mediante un by-pass carotido succlavio. Il paziente è tornato in reparto il giorno stesso senza necessità del post-operatorio in terapia intensiva. Il decorso post-operatorio è stato privo di complicanze e il paziente è stato dimesso tre giorni dopo l’intervento senza la necessità di alcuna riabilitazione.

 

Il trattamento chirurgico dell’aneurisma dell’aorta toracica e toraco-addominale rimane ancora ristretto a centri con elevata esperienza nel campo aortico e endovascolare. Negli ultimi anni l’Unità operativa di chirurgia vascolare ed endovascolare di Trento e Rovereto, diretta dal dottor Stefano Bonvini, ha eseguito interventi sempre più complessi in quest’ambito imponendosi come uno dei centri di riferimento per questo tipo di trattamento allineandosi come risultati a quelli dei grossi centri europei.

 

In virtù della grande esperienza maturata è attualmente in grado di offrire con ottimi risultati un trattamento all’avanguardia per tutte le patologie arteriose. Grazie alla ottima collaborazione tra le equipe della chirurgia vascolare, della cardiochirurgia e della cardiologia di Trento è in fase di costruzione inoltre un vero e proprio "Aortic Team" con finalità di valutazione, diagnosi e trattamento dei casi più complessi di patologia aortica che coinvolgono i segmenti più complessi come l’arco aortico per l’utilizzo delle tecniche mini invasive più moderne.

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