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In sala operatoria arriva la stampa 3D. I chirurghi: "Così si pianifica meglio l'operazione"

Grazie alla collaborazione con l'Università di Trento i medici dell’Unità operativa chirurgica vascolare potranno usufruire di modelli 3D estremamente dettagliati su cui pianificare le operazioni in tutta sicurezza. Bonvini: "Possiamo valutare la fattibilità dell’intervento o anche prevedere alcune variabili, evitando tentativi inutili"

Di Veronica Pistoia - 14 giugno 2021 - 19:11

TRENTO. Le conseguenze di un aneurisma all’aorta – una dilatazione, un rigonfiamento di una porzione dell’aorta, il principale vaso sanguigno del nostro corpo – possono essere molto gravi e portare anche alla morte. Una situazione simile necessita dunque di un intervento chirurgico rapido e preciso, spesso richiede l’utilizzo di uno stent, di un divaricatore, oppure di una protesi su misura. Ogni paziente, a sua volta, presenta una situazione clinica e un’anatomia unica nel suo genere. Un modello preciso all’originale risulta quindi fondamentale per lo sperato successo dell’intervento. 

 

Stefano Bonvini, direttore dell’Unità operativa chirurgica vascolare dell’ospedale Santa Chiara, racconta come un “semplice” modello 3D possa salvare la vita di una persona sottoposta a un intervento simile. «Si tratta di interventi ad elevata complessità che necessitano grande precisione. Dobbiamo infatti essere sicuri che la protesi si aprirà nel punto preciso perché pochi millimetri di scostamento possono cambiare l’esito dell’intervento. In alcuni casi l’anatomia di un paziente non ci consente di avere un quadro preciso delle possibilità di riuscita dell’intervento. In questi casi avere la possibilità di simulare le condizioni di partenza è un grande vantaggio, provando in anticipo l’efficacia delle varie manovre. Possiamo valutare la fattibilità dell’intervento o anche prevedere alcune variabili riducendo così le manovre necessarie e quindi i tempi e i costi della procedura, evitando tentativi inutili». Con la microchirurgia di precisione interventi più sicuri, rapidi ed efficaci

 

La rielaborazione è stata fatta dagli ingegneri di ProM Facility, il loro contributo è stato importantissimo nella costruzione del modello; usando software di ultima generazione che permettono un controllo completo sul modello prodotto è stata possibile una ricostruzione fedele dell’anatomia interna ed esterna dell’aorta. Per andare più nei dettagli, sono partiti dal modello anatomico completo della gabbia toracica in seguito è stato isolato e rielaborato il pezzo di aorta di interesse in modo da ottenere un file stampabile in 3D. 

 

Benché non si tratti in assoluto della prima stampa mai realizzata in 3D di un’aorta, quella realizzata dall’ateneo trentino ha caratteristiche uniche e di grande interesse per le équipe chirurgiche. Il vantaggio sta nel tipo di materialeradiopaco e trasparente – e nella notevole velocità di realizzazione rispetto ad altre soluzioni. Un risparmio di tempo che va a tutto vantaggio della salute del paziente. Infatti i chirurghi dell’Unità diretta dal dott.Bonvini.  che hanno operato il paziente, sono unanimi nell’approvazione di questo progetto; prima ancora di operare sul paziente, i chirurghi hanno potuto analizzare la conformazione di quella particolare aorta con maggiore precisione e in tutta sicurezza scegliere l’intervento più efficace tra le varie soluzioni possibili, pianificandolo nel dettaglio.

 

Questo progetto è l’ultimo di una serie di collaborazioni recenti tra l'Azienda provinciale per i servizi sanitari e l’Università di Trento che coinvolgono personale di ricerca del Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione. Le competenze informatiche UniTrento sono state di supporto ai medici dell'Unità operativa di chirurgia vascolare dell’Ospedale Santa Chiara.Il laboratorio Ultrasound Lab Trento (ULTRa) del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione, anche le competenze e le infrastrutture tecnologiche di ProM Facility di Polo Meccatronica.

 

Bonvini conclude sottolineando l’importanza di questa collaborazione: “Per la sua natura caratterizzata da strutture semplici la chirurgia vascolare si presta molto ad aprire la collaborazione con vari ambiti dell’ingegneria. Assistiamo in questi ultimi anni ad una forte spinta a migliorare e innovare le tecnologie a supporto della medicina. E qui a Trento ci sono tutte le premesse. Si percepisce la voglia di applicare le competenze a ambiti di ricerca sempre nuovi».

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