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| 22 feb 2023 | 13:10

"Una proteina fluorescente per far luce sul cervello delle api", la ricerca UniTn: "Un 'sensore' che ha permesso di studiare l'olfatto di questi insetti"

In futuro il nuovo strumento permetterà di studiare anche come funziona la comunicazione all'interno delle colonie e, più in generale, come la socialità influisca sul cervello degli animali

©UniTrento, Alessio Coser

TRENTO. Una ricerca condotta dalle Università di TrentoParis-Saclay e Düsseldorf è stata recentemente pubblicata sulla rivista Plos Biology, rivelando i risultati d'una indagine dedicata alle api

 

Negli ultimi anni, le ricerche sugli insetti si sono allargate: fra le varie, i risultati più promettenti stanno arrivando proprio dall’ape mellifera. L’imenottero mostra comportamenti sorprendentemente complessi, in particolare per quel che riguarda la capacità di orientamento, la comunicazione, l'apprendimento e la memoria, tanto da spingere gli scienziati ad approfondire il 'tema'.

 

A farlo sono stati i ricercatori e le ricercatrici delle Università di TrentoParis-Saclay e Düsseldorf, i cui risultati sono apparsi in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Plos Biology: "Abbiamo modificato il codice genetico delle api mellifere per far produrre alle loro cellule cerebrali una proteina fluorescente, una sorta di sensore che ci permette di monitorare le aree che si attivano in risposta agli stimoli ambientali – esordisce Albrecht Haase, professore di Neurofisica all'Università di Trento -. L'intensità della luce emessa varia in base all'attività neurale".

 

Uno strumento, quello messo a punto dal team di ricercatori e ricercatrici usato, per ora, per studiare l'olfatto delle api, che ha richiesto un impegnativo lavoro di realizzazione, "perché abbiamo dovuto intervenire sul Dna delle api regine. A differenza dei moscerini della frutta, l’ape regina non può essere allevata in laboratorio, perché ognuna ha bisogno della propria colonia per riprodursi", si aggiunge Martin Beye, professore di Genetica all'Università di Düsseldorf.

 

In particolare, la ricerca è partita dall'inoculazione di una specifica sequenza genetica in oltre 4mila uova di ape. Dopo una fase di allevamento, test e selezione, è stato possibile ottenere 7 regine portatrici del gene-sensore. Nel riprodursi, le regine provvedono a trasmettere il gene a una parte della loro prole: "Gli insetti sono stati stimolati con vari odori e osservati con un microscopio ad alta risoluzione. Questo ha permesso di rilevare quali cellule cerebrali si attivino a seconda dell’odore e come queste informazioni si distribuiscano nel cervello".

 

In futuro, il nuovo strumento permetterà di studiare come funziona la comunicazione all'interno delle colonie e, più in generale, come la socialità influisca sul cervello degli animali.

 

 

 

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