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A Londra brillano le ricerche sulla scienza di materiali e costruzioni di Nicola Pugno

Il ricercatore dell'Università di Trento ha ricevuto il premio 'A.A. Griffith Medal and Prize', un riconoscimento attribuito per la prima volta nella storia a un italiano

Di Margherita Girardi - 22 luglio 2017 - 15:41

LONDRA (Inghilterra). Il premio 'A.A Griffith Medal and Prize' parla per la prima volta nella storia italiano. Il vincitore del 2017 è infatti Nicola Pugno, premiato a Londra l'11 luglio scorso. 

 

Attuale professore ordinario di Scienza delle costruzioni all'Università di Trento e part-time di Scienza dei materiali all'Università 'Queen Mary' di Londra, Pugno ha lavorato dal 1999 al 2011 al Politecnico di Torino, mentre ora è inoltre responsabile scientifico dei nanocomposti a base grafene alla Fondazione Edoardo Amaldi dell’Agenzia spaziale italiana di cui è peraltro membro del Comitato tecnico e scientifico.

 

Il premio viene conferito annualmente dall'Iom3 (Institute of Materials, Minerals and Mining) del Regno Unito in memoria di Alan Arnold Griffith, noto ingegnere britannico e padre della meccanica della frattura. La medaglia riconosce annualmente i contributi più significativi alla Scienza dei Materiali e dal 1965 raccoglie l’olimpo della disciplina.

 

Questo riconoscimento premia i lavori pionieristici di Pugno per quanto riguarda i nanotubi di carbonio, il grafene, i super composti, i metamateriali e i materiali bioispirati.


Il ricercatore prende spunto dalle caratteristiche di diverse specie animali e vegetali, come la repellenza e la capacità autopulente dei fiori di loto, la resistenza della seta del ragno, la capacità adesiva delle zampe del geco, la resistenza dei denti della patella e la capacità di autoriparazione delle ossa. Con queste conoscenze sviluppa materiali innovativi dalle molteplici applicazioni: nell’ingegneria, ad esempio, vengono impiegati i suoi composti super resistenti, tenaci o autoriparanti, mentre in medicina invece si impiegano materiali antiadesivi e autopulenti.

 

"Nel futuro lavorerò su composti bionici - racconta Pugno - fatti da madre natura, ma con ingredienti artificiali". E’ stato proprio il ricercatore a introdurre il concetto di 'composito bionico', dimostrando come, nutrendo i ragni con grafene o nanotubi, sia possibile ottenere una seta bionica che incorpora i nano materiali dalle caratteristiche strutturali superiori.

 

Il professore e ricercatore ha ricevuto svariati premi dal Consiglio europeo della Ricerca anche per supportare il trasferimento della tecnologia dei suoi lavori ad applicazioni commerciali. Al momento sta lavorando con industrie high-tech per sviluppare un mercato per diversi nuovi materiali.

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