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Il Trento Film Festival lancia l'anteprima del documentario '68, il regista: "Oggi servirebbe una contestazione più forte"

Il regista di formazione trentina presenta questa sera al Modena l'anteprima del proprio documentario realizzato per Sky Arte. A Impact Hub si rivive quella pagina di storia tra immagini e musica. Aurelio Laino: "L'intento è quello di sfatare alcuni luoghi comuni"

Di Ilenia Morreale - 01 maggio 2018 - 15:25

TRENTO. "L’intento - dice il regista di formazione trentina Aurelio Laino - è quello di sfatare alcuni luoghi comuni. Il ’68 non come lotta armata, ma come momento nel quale creatività e gioia hanno avuto grande rilievo", queste le parole di Aurelio Laino, regista del documentario '68 in anteprima al Trento Film Festival.

 

Quattro episodi targati Sky Arte della durata di 30 minuti per raccontare nel cinquantesimo anniversario degli "anni di piombo" tra mobilitazioni studentesche e operaie fino ai movimenti più artistici e creativi.  

 

"Ogni puntata - aggiunge il regista - affronta un tema, come il cambiamento della musica, dal beat ai cantautori in grado di trattare temi sociali: in questo senso De André è un esempio".

 

Un fenomeno internazionale scatenato in prima battuta dalle opposizioni alla guerra in Vietnam. In Italia questo periodo è diverso e peculiare: Trento, Pisa e Torino sono le Università più coinvolte, seguite da Roma e Milano, centri nei quali sono avvenuti gli scontri più violenti.

Ma è stata proprio la città del Concilio la prima protagonista e il Trento Film Festival lancia questa sera alle 19.15 questo documentario al cinema Modena.

 

"L’italia - dice Laino - si è dimenticata del ’68.  Sono stati anni nei quali venivano riconosciuti diversi diritti civili, come l’aborto. Anche Trento era molto attiva in tal senso politicamente, attualmente servirebbe una contestazione molto più forte di quella fatta dal 1967 in poi e oggi invece non viene concesso nemmeno il patrocino al Dolomiti Pride".

 

Il regista ha lavorato per diversi anni in Trentino, qui ha aperto la propria casa di produzione, la Decima Rosa, prima di trasferirsi a Londra, città nella quale si è diplomato in regia cinematografica alla London Film Academy e quindi si è specializzato a Roma in Sceneggiatura e scrittura per la televisione. Alla spalle vanta diverse produzioni teatrali e cinematografiche tra corto e lungometraggi, documentari e fiction, oltre al teatro musicale.

 

La serie tv andrà in onda su Sky Arte, ente che ha commissionato il cortometraggio prodotto da Sonne Film (Bologna) in co-produzione con Decima Rosa (la casa di produzione di Laino con sede a Trento), 4Rooms (Torino/Genova) e l’Archivio del Movimento Operaio (Roma). Un progetto sostenuto da Trento Film Commission, Piemonte Film Commission e Fondazione Caritro.

 

Dopo questa anteprima, la “docu-serie” viene riadattata e rielaborata per diventare un film della durata di circa due ore. “Per le sale sono necessari alcuni adattamenti, l’anteprima del film è prevista per il 15 maggio a sociologia di Trento, tra i luoghi simbolo di quegli anni. All’evento intervengono alcune figure di spicco di quel periodo come Marco Boato, Guido Viale e Peppino Ortoleva".

 

Una serie di testimonianze dirette dei protagonisti per approfondire diversi punti di vista, quale quello politico, religioso, artistico e molto altro. In occasione del cinquantesimo anniversario del sessantotto  L’officina - laboratori di sperimentazione artistica e Impact Hub lanciano la serie dedicata al movimento di contestazione partito proprio da Trento.

 

Dopo la proiezione dell’anteprima del documentario Impact Hub ospita dalle 21.30 un'appuntamento a base di musica e immagini per rivivere questa pagina di storia e una stagione irripetibile.
 

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