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E' il medico oncologo Alberto Mantovani il vincitore del Premio Pezcoller-Aacr

La Fondazione Pezcoller può portare avanti le proprie iniziative contando anche sulla generosità di chi affida i propri risparmi o lasciti all’ente. Quest'anno ricevute donazioni dalla signora Marina Larcher Fogazzaro che ha lasciato in eredità Palazzo Bortolazzi e dai familiari di Patrizia Coser

Foto di Daniele Panato
Di L.A. - 11 maggio 2019 - 20:06

TRENTO. E' il professore Alberto Mantovani il vincitore del premio Pezcoller-Aacr 2019. "Il Trentino crede nella scienza come strumento insostituibile per il costruire il nostro futuro", commenta l'assessora Stefania Segnana alla cerimonia di premiazione al teatro Sociale di Trento, che aggiunge: "Siamo grati alla Fondazione Pezcoller che rappresenta un formidabile strumento per favorire la diffusione del metodo scientifico, riconoscere persone meritevoli, ma anche per sostenere i giovani scienziati".

 

Il professore Alberto Mantovani, milanese, quattro figli e otto nipoti, appassionato di calcio, arte e montagna, è un medico oncologo che ha potuto lavorare e sviluppare le sue ricerche in Italia, prima all’istituto Mario Negri, ora all’Humanitas, di cui è direttore scientifico, oltre che docente all’omonima università e alla Queen Mary di Londra. Enzo Galligioni, presidente della Fondazione Pezcoller, l’ha definito un personaggio rinascimentale, amante del sapere e del bello, senza timore di andare controcorrente quando serve.

 

Ha scoperto per primo che l’infiammazione non è utile contro i tumori, ma rappresenta invece una situazione favorevole alla crescita delle cellule tumorali. Le sue conoscenze hanno aperto la strada a nuove strategie nella lotta contro il cancro, che si integrano con gli altri progressi dell’immunoterapia, e che stanno già producendo risultati clinici importanti.

 

Mantovani è il più autorevole ricercatore italiano nelle scienze biomediche e tra i primi dieci immunologi al mondo. "È un grande scienziato italiano del nostro tempo – ha affermato Galligioni – molto rigoroso sul piano scientifico, che crede nel lavoro di squadra, nell’importanza dell’etica, della corretta comunicazione della scienza e del rispetto delle regole, ma anche nell’obbligo di riaffermare e difendere le conquiste della scienza, in particolare quelle che hanno fatto il bene all’umanità”.   

 

Il professore Mantovani si è detto onorato di ricevere il Premio Pezcoller, considerato dalla comunità scientifica tra i riconoscimenti più prestigiosi in campo oncologico a livello internazionale, tanto che quattro scienziati premiati negli anni passati hanno poi ricevuto anche il Nobel per la medicina.

 

A consegnare il Premio e un assegno da 75 mila euro, il presidente della Fondazione omonima Enzo Galligioni insieme ai rappresentanti della Aacr, la past president Elizabeth Jaffee e la ceo Margaret Foti.

 

Hanno portato il saluto delle istituzioni il rettore dell’Università di Trento Paolo Collini, l’arcivescovo Lauro Tisi, l’assessora provinciale alla sanità Stefania Segnana, la vicesindaca di Trento Mariachiara Franzoia, il presidente della Fondazione Caritro Mauro Bondi, il presidente dell’Ordine dei medici Marco Ioppi. Ha concluso la cerimonia un breve concerto del corso della Sosat, molto apprezzato dal pubblico e dal vincitore.

 

La generosità alimenta nuove iniziative. La Fondazione Pezcoller può portare avanti le proprie iniziative contando anche sulla generosità di chi affida i propri risparmi o lasciti all’ente. Galligioni ha comunicato due importanti iniziative di cui la Fondazione ha beneficiato recentemente. Da un lato la signora Marina Larcher Fogazzaro di Trento, scomparsa all’età di cento anni nell’ottobre scorso, ha lasciato in eredità alla Fondazione una parte di Palazzo Bortolazzi in centro storico a Trento. L’impegno della Fondazione è di ridare alla collettività l’immobile rimesso a nuovo. Il lascito servirà per finanziare future borse di studio dedicate a giovani ricercatori.

 

La seconda è una iniziativa partita dai familiari di Patrizia Coser, giovane ventenne morta recentemente a causa di un angiosarcoma, i quali hanno creato una associazione per ricordarne la memoria e incentivare la ricerca su questo rarissimo tumore.

 

L’associazione ha raccolto tramite varie iniziative 25 mila euro e ha coinvolto la Fondazione Pezcoller per creare una borsa di studio riservata ad un giovane ricercatore a livello nazionale. La borsa di studio verrà presentata il prossimo novembre a Napoli al congresso nazionale della società italiana di cancerologia.

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