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Trento
06 febbraio | 05:01

Trento capitale europea del volontariato ma da Mattarella le Pro Loco (che rappresentano 20mila volontari) non sono state invitate

Per ora ai margini la Federazione delle Pro Loco del Trentino che rappresenta oltre 20 mila volontari in 213 associazioni sparse sul territorio provinciale. Sono 7 solo nel capoluogo: "Enti che si impegnano nella promozione della socialità, della cittadinanza attiva e impegno civico ogni giorno"

Trento capitale europea del volontariato ma da Mattarella le Pro Loco (che rappresentano 20mila volontari) non sono state

TRENTO. Una grande festa per l'inaugurazione di Trento capitale europea del volontariato. Un via di assoluto rilievo con la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dal sistema di Protezione civile alle associazioni dell'assistenza alla persona, il volontariato è un punto forte del Trentino, un orgoglio del territorio e del tessuto sociale. Ma non sembrano mancare le ombre per questo evento messo in piedi negli ultimi mesi e promosso con convinzione a livello istituzionale. Non sembrano pienamente coinvolte, almeno per ora, le Pro Loco. Assenti o quasi all'avvio della manifestazione. Ma altre realtà sembrano essere rimaste fuori dalla porta.

 

"Quello che non ha trovato spazio in questo importante momento è proprio quel volontariato che tiene in piedi le comunità, che i problemi li anticipa creando occasioni per stare insieme, costruendo spazi per contribuire in forma attiva e creativa, come auspicato dal presidente Sergio Mattarella citando il principio di sussidiarietà", commenta Monica Viola, presidente della Federazione delle Pro Loco del Trentino. "Questo è quello che fanno i volontari delle Pro Loco trentine, persone che fanno volontariato per spirito di appartenenza al proprio Territorio, per amore del proprio paese, per voglia di divertirsi, per costruire un luogo migliore in cui poter continuare a vivere".

 

Enti, le Pro Loco, che in moltissimi casi si sono ritagliate un ruolo di primissimo piano nella zona d'ambito: imprescindibili per vivacizzare un territorio, per conservare la memoria di un'area e per mantenere attivo un paese.

 

Si pensi, sono però solo alcuni esempi, a Bolbeno con la pista da sci più bassa d'Italia; Romeno con la mostra dei 100 anni di una tradizione molto sentita quale il Carnevale; il Gran carnevale (conosciuto fuori dai confini trentini) o l'appuntamento sulla polenta targati Pro Loco di Storo; quella di Carisolo che gestisce un palazzetto dello sport oppure l'ente di Zuclo che "dipinge" a Ferragosto un paese di fucsia o San Lorenzo In Banale e la ciuiga con marchio Sagra di qualità. Si aggiungono poi tutti gli eventi, considerati magari minori, ma che comportano tempo, fatica, carico burocratico e tanta passione. Un volontariato che c'è, ha spiegato la presidente della Federazione, ma che spesso non si vede.

 

L'organizzazione di un evento così importante non è sicuramente banale e difficile giocoforza garantire spazio a tutti, qualcosa inevitabilmente è destinato a restare fuori dalla programmazione e qualcuno resterà comunque deluso. Trento capitale europea del volontariato rischia di restare un evento ristretto al capoluogo ma che le Pro Loco abbiano un ruolo, apparentemente, così marginale rappresenta forse un'anomalia.

 

Oltre 6 mila enti e 600 mila volontari in Italia, la Federazione delle Pro Loco rappresenta oltre 20 mila volontari in 213 associazioni sparse sul territorio provinciale. Sono 8 solo nel capoluogo tra Argentario, Cadine, Monte Bondone, Ravina, Sardagna, Meano e Vela. C'è poi il capitolo Centro Storico Trento, una realtà particolare perché inserita nel contesto cittadino, evoluzione della Confraternita dei Ciusi e dei Gobj, una Pro Loco che da sola si avvale di oltre 200 volontari e ha dimostrato il proprio peso tra le Feste Vigiliane e Autumnus. Ma tant'è, forse si chiederà qualcosa di effetto (last minute) per la kermesse patronale.

 

C'è stato qualche confronto nei mesi scorsi ma per ora i contorni dell'impegno appaiono ancora poco chiari. All'inaugurazione ma senza intervenire c'è stata anche la Federazione della Pro loco. "L’immagine che esce da questo primo grande appuntamento pubblico ci permette di fare una riflessione", dice Viola. "Comprendiamo che ci sia più riconoscimento, soprattutto in questa fase così difficiledi quelle le associazioni che si occupano di volontariato assistenziale, di sicurezza, di marginalità, in quanto svolgono azioni indispensabili, talvolta vitali. Ma secondo noi il volontariato trentino non è solo questo".

 

C'è un grande numero di volontari che si impegnano su tematiche "forse meno urgenti, ma non meno importanti: tra queste la cultura, lo sport, l’ambiente, l’arte e il teatro, il benessere delle comunità", prosegue Viola. "Volontariato che durante la pandemia è emerso in tutto il suo valore, illuminando anche i momenti più bui prendendosi cura di tutte le persone senza distinzione. Le Pro Loco, per esempio, si impegnano nella promozione della socialità, della cittadinanza attiva e impegno civico ogni giorno".

 

Tenere un paese vivo gestendo l’unico bar presente, quanto è importante per non far morire i nostri paesi? Far partecipare la comunità al presente e al futuro del suo territorio, quanto è importante per incentivare la partecipazione? Includere bambini, giovani e anziani nella vita del paese, quanto è importante per creare un tessuto sociale più coeso? Dare a chi vive nei nostri paesi occasioni di incontro durante tutto l’anno, quanto è importante per evitare lo spopolamento?

 

Costruire piccole reti sociali che facciano sentire tutti parte di una comunità, quanto è importante per prevenire l’isolamento? Offrire una visione di un Trentino vivo e animato, quanto è importante per chi ci abita e chi lo visita? Tramandare tradizioni e riti, quanto è importante per costruire l’identità di oggi e di domani?

 

Alcune domande, o necessità, alle quali rispondono le Pro Loco. "Certo questo tipo di impegno non fa scalpore, ma è ciò che rende viva la società e diffonde il senso del fare gratuito, senza aspettarsi niente in cambio. Auspichiamo venga riconosciuta l’importanza di questa parte del volontariato che dedica energie e tempo nelle varie attività. Ci auguriamo che il programma dell’anno a venire, occasione irripetibile per valorizzare il volontariato a tutto tondo, rispecchi il messaggio di inclusività di cui è promotore il mondo del volontariato", conclude Viola.

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