Trento capitale europea del volontariato: “Entusiasmo per Mattarella, la città riconosciuta come grande potenza della solidarietà”
Grande entusiasmo questa mattina al palazzetto dello sport di Trento per l'intervento del Capo della Stato, arrivato nel capoluogo per inaugurare l'anno di “Trento capitale europea e italiana del volontariato”. Ianeselli: “A questo Trentino del coraggio e della speranza è dedicato quest'anno”. Fugatti: “Il volontariato è nel nostro Dna e questa giornata è motivo di orgoglio per i volontari stessi, per i quali credo sarà indimenticabile”

TRENTO. È stato accolto da grandissimi applausi questa mattina (3 febbraio) il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arrivato al palazzetto dello sport di Trento per inaugurare l'anno di “Trento capitale europea e italiana del volontariato” (Qui Articolo). Un intervento, quello del Capo dello Stato, che ha toccato tantissimi temi, ribadendo in definitiva come il volontariato e la solidarietà si confermino elementi fondamentali nel tessuto sociale europeo.
“E' stato acclamato – dice il Comune di Trento – con l'entusiasmo che si riserva alle grandi star. Acclamate sono state le sue parole, come al solito chiare e pacate, ma dal significato inequivocabile. Davanti a vigili del fuoco e scout, ad alpini e rappresentati delle innumerevoli associazioni trentine, il presidente Mattarella ha inaugurato l'anno di 'Trento Capitale europea e italiana del volontariato' rivolgendosi innanzitutto al sindaco di Leopoli, Andrij Sadovyj, presente in platea: 'Desidero rinnovargli i sentimenti di amicizia che hanno radici antiche e solide e che le drammatiche conseguenze della brutale invasione dell'Ucraina hanno ulteriormente rafforzato. La libertà, l'indipendenza dell'Ucraina sono tutt'uno con i valori fondativi dell'Europa'”.
Significative anche le parole rivolte dal Presidente alla città di Trento: “Oggi – ha detto –, e a livello europeo, Trento si vede riconosciuta come grande potenza della solidarietà, valore che sta alla base del volontariato”. Sul palco anche il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, che visibilmente emozionato ha ringraziato Mattarella “per non aver mai smesso di alimentare la fiducia e di valorizzare quegli alfieri di speranza che sono i volontari”. Dopo aver ricordato la cooperante Giorgia Depaoli, don Dante Clauser, l’amico dei poveri, e Stefano Bertoldi, fondatore di mille imprese solidali, in rappresentanza del “pantheon della generosità trentina”, il sindaco ha definito i volontari un “antidoto alla rassegnazione e un esempio per la politica che sempre più spesso si fa intimorire dalla vastità e dalla complessità delle questioni del nostro tempo”.
“A questo Trentino del coraggio e della speranza – ha proseguito Ianeselli – è dedicato l’anno di Trento Capitale europea e italiana del volontariato. Il nostro proposito è quello di impegnarci ad allargare la partecipazione e a rendere sempre più condivisa la responsabilità della cura: cura del mondo, di chi ci sta vicino, di chi arriva da lontano, di chi arranca. Crediamo infatti che il volontariato rafforzi la democrazia e, permettetemi l’audacia, renda più felici”. Ha concluso Ianeselli: “In un mondo in cui a dominare è la logica del profitto, i volontari ci insegnano che gratuità non significa costo zero, ma valore infinito. Perché donare tempo, risorse ed energie ci guarisce dalla povertà di senso. Perché lavorare per la dignità e l’uguaglianza di ogni persona significa promuovere comunità più giuste. Perché il prendersi cura diventa una cura per noi tutti. È così che i volontari ci aiutano a restare umani”.
Il pensiero si è spostato agli scenari di guerra ucraini con l’intervento del sindaco di Leopoli Andrij Sadovyj, che ha ricordato come la sua città già “capitale culturale e turistica dell’Ucraina”, sede del “più grande festival jazz d’Europa”, dopo il 24 febbraio 2022 si sia “trasformata nel più grande centro umanitario”, con “scuole, teatri e i centri culturali trasformati in rifugi” e “150 mila immigrati provenienti dalle regioni orientali e meridionali” ospitati stabilmente a due anni dall’inizio del conflitto. Lontano dal fronte eppure alla portata degli attacchi di missili e droni che l’estate scorsa hanno fatto 10 vittime, Leopoli è diventata anche un centro di riabilitazione grazie al progetto Unbroken, che ha curato 16 mila ucraini feriti (350 sono bambini) e si occupa anche di protesi meccaniche e bioniche per mani e gambe.
“Un grande orgoglio – è poi il commento del presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, intervenuto a sua volta questa mattina al palazzetto trentino – avere oggi il presidente Mattarella, nella sua presenza possiamo vedere il valore del volontariato in Trentino e la forza della nostra autonomia, che si mostra nella solidarietà che portiamo anche nelle altre regioni in caso di bisogno. Il volontariato è nel nostro DNA e questa giornata è motivo di orgoglio per i volontari stessi, per i quali credo sarà indimenticabile”.
Nel suo saluto, Fugatti ha ricordato la “forza espansiva del volontariato trentino, che con grande generosità porta sostegno nelle emergenze che, anche nel recente passato, hanno segnato molte regioni italiane e il contesto internazionale", facendo riferimento ai recenti interventi del volontariato trentino in Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, ma anche agli interventi, svolti congiuntamente alla Provincia autonoma di Bolzano, in Moldavia, per portare soccorso ai cittadini in fuga dalla guerra in Ucraina: "Siamo stati i primi ad andare sul territorio - ha detto - e questo dimostra come l’autonomia non sia e non debba essere ripiegamento verso l’interno a cura di interessi particolari e separati, ma rappresenti, anche al di fuori del territorio trentino e anche nelle relazioni internazionali, un modello in cui assumono centralità i valori di solidarietà e responsabilità collettiva”.
“I volontari che partecipano alle attività di protezione civile – ha detto ancora il presidente della Provincia - e in particolare i corpi dei vigili del fuoco volontari, sono fondamentali nelle attività di soccorso pubblico sin dalla fase organizzativa. E proprio l’organizzazione dei servizi antincendi rappresenta un virtuoso unicum, che si pone in linea di continuità con le nostre tradizioni di autogoverno e difesa del territorio, restando un moderno esempio di partecipazione, in grado di coinvolgere ogni anno centinaia di nuovi giovani allievi".
"Portando altri esempi di attività di volontariato presenti sul nostro territorio, scrive Piazza Dante: "Dall'accoglienza, al supporto dei fragili, dall’assistenza ai malati, alla conservazione dei luoghi, della cultura, dallo sport, ai momenti ricreativi", Fugatti ha sottolineato che "arricchiscono la collettività intera: chi beneficia del volontariato e i volontari stessi. Un arricchimento che non è materiale: non parliamo del costo delle prestazioni, ma della capacità di tessere legami, di ricucire cesure, di sentirsi parte di una comunità, di offrire benessere e felicità, e, in definitiva, di individuare i modi – molti, diversi e insieme coesistenti – per soddisfare i nostri bisogni, ma anche per esaudire i nostri desideri".













