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20 agosto | 15:48

Campi da basket, beach volley, tennis, padel e uno skate park: ecco la nuova Cittadella dello sport di Porto Vecchio. Il sindaco: “Questo è il futuro della città”

Oltre 5,5 milioni di euro il costo dell'impianto sportivo che contribuirà a ridisegnare la zona dell'ex scalo asburgico a Trieste 

Campi da basket, beach volley, tennis, padel e uno skate park: ecco la nuova Cittadella dello sport di Porto Vecchio

TRIESTE. Dopo anni di lavori, varianti, mesi di rinvii e non poche polemiche scaturite da una parte della cittadinanza, finalmente la nuova Cittadella dello Sport di Trieste è ora realtà.

 

L'area, di proprietà del comune che sorge su una superficie di 10mila metri quadrati in continuità con i lavori di riqualificazione dell'ex Porto Vecchio, è stata inaugurata nella mattina di oggi, 20 agosto alla presenza del sindaco Roberto Dipiazza, dell'assessora ai lavori pubblici Elisa Lodi e il suo omologo al bilancio Everest Bertoli, e si compone di campi da basket, beach volley, da tennis, oltre a uno skate park e ben sei campi da padel, questi ultimi però ancora in lavoro e affidati ad un appalto separato. 

 

Ma a risaltare oltre a ogni altro aspetto non sono tanto gli oltre 5,6 milioni di euro stanziati complessivamente per la realizzazione, buona parte dei quali corrisposti dal fondo Pnrr, quanto il fatto che quello che va configurandosi negli spazi dell'ex scalo asburgico, piaccia o meno, è uno dei principali centri di aggregazione sociale oltre che sportiva per la città di Trieste nell'immediato futuro, come ha espresso Dipiazza.

 

“Tutto è cominciato col parcheggio Bovedo liberato ormai nel 2018 – riporta a Il Dolomiti il primo cittadino -, prima di allora parcheggiare a Barcola era impossibile, ora è cambiata la vita. Negli anni successivi è arrivato il nuovo Centro congressi, seguito dal rinnovato Museo del mare e altro ancora, fino a questo risultato, così abbiamo ripensato il Porto Vecchio che è stato restituito alla città”.


La realizzazione del nuovo impianto sportivo tuttavia non è passata indenne alle critiche che vertono sulla mancanza, almeno attualmente, di zone ombreggiate così come di alberature sufficienti a contrastare il calore soprattutto d'estate, nonché da alcuni problemi, su tutti la parziale rimozione di alcuni tratti delle rotaie che costituivano l'antica via ferroviaria commerciale dell'allora bacino portuale.

 

Elemento quest'ultimo particolarmente significativo dato il valore e la potenziale risorsa che la presenza di binari, anche interrati, rappresenta anche come eventualità futura, in virtù anche del costo ingente che la realizzazione di una simile infrastruttura richiede, che oggi può arrivare a diversi milioni di euro per chilometro.

 

Su questo il sindaco ironizza, non senza tuttavia sfoderare il pragmatismo che da sempre lo contraddistingue. “I binari dell'ex Porto Vecchio? Sono il passato. Una parte li abbiamo tenuti e solo coperti perché vincolati dalla Soprintendenza. Una volta, parlando con alcuni dei nostri tecnici uno mi ha detto se 'potevamo tenerli per ricordo', volevo dargli una testata – sorride Dipiazza -, il futuro di Trieste è questo”.


Un futuro tracciato in modo forse non perfetto, sicuramente veicolato (almeno in parte) dalla volontà e dal succedersi delle ultime giunte comunali soprattutto quelle a trazione Dipiazza, in sintonia forse più con una porzione rilevante della classe dirigente cittadina che non con la pluralità di voci dei cittadini, ma quel che è certo è che, nel bene o nel male, questa visione è alla base di quello che è destinato a diventare il luogo del vivere quotidiano delle nuove generazioni di triestini, in una dimensione che probabilmente non è ancora semplice da immaginare, dato uno spazio che fino a pochi anni fa era abbandonato ed interdetto, e sul quale gravano ancora diversi cantieri.

 

L'impianto, affidato alla gestione del raggruppamento temporaneo delle imprese vincitrici dell'appalto “Asd Union Tennis & Padel”, di proprietà dell'ex centrocampista della Triestina Nicola Princivalli, come mandataria, e Asd Aperti per Ferie, come mandante, rimarrà aperto ad uso gratuito da parte del pubblico ad eccezione dei campi da beach volley e di quelli da tennis che saranno a pagamento.

 

Verrà inoltre implementato di un bar e di un punto ristoro, mentre rimane ancora indefinita la possibile installazione di eventuali sistemi di videosorveglianza. Infine è meritevole di menzione come il progetto di fattibilità alla base della realizzazione della Cittadella dello sport, sia stato curato dallo studio “Enota D.o.o.” di Lubiana, in Slovenia, lo stesso che negli anni scorsi aveva contribuito alla creazione di uno spazio moderno simile, ma ancora più grande, a Capodistria, del quale il sindaco Dipiazza si disse da subito grande estimatore.

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