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Ylenia Danieli raggiunge il bronzo al mondiale di natural bodybuilding: "Alimentazione sana, tanto allenamento e nessun farmaco dopante"

Dopo la vittoria nella categoria Bikini Juniores Under 24 dei campionati italiani, la 23enne trentina Ylenia Danieli ha raggiunto un ambito traguardo anche nei campionati mondiali di New York, piazzandosi terza. Tanto allenamento e un'alimentazione sana il segreto per vincere in una disciplina spesso malvista per l'utilizzo di farmaci, ma appartenente al contrario ad una federazione che promuove uno stile di vita sano e valori sportivi contrari al doping

Di Davide Leveghi - 19 novembre 2019 - 19:25

TRENTO. Già campionessa italiana juniores nella categoria “Women's bikini Under 24”, la 23enne trentina Ylenia Danieli non avrebbe mai pensato dopo appena un anno di attività di piazzarsi pure terza al campionato mondiale di Natural Bodybuilding. “E' stata una sorpresa – ci racconta, raggiunta al telefono – e sono molto soddisfatta. Per essere solo il mio primo anno è andata benissimo, non me l'aspettavo di centrare dei traguardi così importanti”.

 

Se infatti la vittoria nei campionati italiani le aveva garantito l'accesso alla nazionale, non era certo scontato raggiungere il podio nella rassegna iridata di bodybuilding. “Natural bodybuilding – ci tiene a specificare l'atleta trentina – perché la federazione in cui gareggio promuove uno stile di vita sano e la pratica dello sport senza l'utilizzo di farmaci, come spesso avviene nel mondo del bodybuilding. Alla fine di ogni gara, infatti, gli atleti vengono sottoposti ai controlli antidoping, mentre prima si viene sottoposti al test del poligrafo”.

 

“Con un sensore al dito, una telecamera davanti agli occhi e un laccio per misurare i battiti cardiaci”, l'atleta deve dimostrare di dire la verità e di non mentire sull'utilizzo di sostanze vietate dallo statuto della World Natural Bodybuilding Federation, federazione organizzatrice delle gare in questione e nata dalla passione di praticanti di questa disciplina contrari all'uso e all'abuso di stanze dopanti particolarmente diffuse nell'ambiente.

 

Sostanze che non necessariamente servono a “pompare” i muscoli, ma che possono risultare utili prima delle gare per “asciugare” il fisico. Pratiche che Ylenia, da rappresentante di questo movimento sportivo, rigetta con forza.

 

“Nella gara, che si svolge al mattino – racconta – le atlete salgono tutte sul palco, da cui verranno giudicate da una giuria. A questo punto le singole atlete fanno i cosiddetti quarti di giro, cioè le pose di lato, da davanti, di schiena. A queste si aggiunge il model walk, una sfilata in cui i giudici valutano l'eleganza e una serie di parametri come la vita stretta, le spalle larghe, il gluteo alto, e così via, assegnando infine un punteggio”.

 

“La categoria 'bikini', a cui ho concorso – continua – è estetica, si prediligono le forme ai muscoli. A gareggiare sono dunque ragazze che s'allenano, con muscoli sì ma non estremizzati. Fisici di ragazze che si tengono in forma, insomma”. E non a caso l'allenamento, accompagnato dall'alimentazione, svolge il ruolo decisivo per ogni atleta, anche per chi, come Ylenia, si è lanciato in questo mondo per hobby.

 

Mi alleno 4/5 volte a settimana – spiega – in palestra con i pesi in particolare. Mi accompagna il mio ragazzo, che è anche il mio personal trainer, che per me ha dato vita ad un programma personalizzato. L'alimentazione, poi, è altrettanto importante. Un'alimentazione sana, basata sui tre macronutrienti e quindi completa, di supporto all'allenamento e che mano a mano che ci si avvicina alla gara diventa più restrittiva nella calorie”.

 

E per ora sembra che i sacrifici fatti siano valsi la fatica, visto che su 18 concorrenti nella sua categoria – 360 in totale in tutte le competizioni del mondiale - l'atleta trentina è riuscita a strappare addirittura la medaglia di bronzo.

 

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