In serie D la rivolta per le retrocessioni d'ufficio. Dro Alto Garda e Levico con altre 29 società: ''Scelta aberrante e pericolosa''
Le 31 società di serie D retrocesse d'ufficio in Eccellenza a causa del blocco del campionato a causa di Covid-19 promettono battaglia. Una situazione che riguarda anche due squadre trentine, il Levico e il Dro Alto Garda

TRENTO. Le 31 società di serie D retrocesse d'ufficio in Eccellenza a causa del blocco del campionato a causa di Covid-19 promettono battaglia. Una situazione che riguarda anche due squadre trentine, il Levico e il Dro Alto Garda, che dovrebbero scendere di categoria.
Le formazioni hanno diffidato la Figc e la Lega nazionale dilettanti dal proseguire in questa direzione. Una scelta definita "aberrante" e "bulgara" presa all'unanimità dalla Lnd. Un proposito che dovrebbe "far riflettere - spiegano - sui meccanismi assembleari di formazione ed espressione del consenso. Una proposta tendente a comminare il massimo della pena afflittiva (4 retrocessioni) nei confronti di società che potevano ancora giocarsela sul campo in quanto matematicamente non retrocesse (o che avevano tecnicamente raggiunto la fase dei play out: dunque, in ogni caso, non retrocedibili) e che non hanno potuto giocare, non per loro colpa, ma causa coronavirus".
Le squadre declassate attaccano i vertici del calcio. "Il presidente della Lega dilettanti - aggiungono - ha fornito improbabili giustificazioni sulle maldestre determinazioni assunte, invocando i principi Uefa, Figc e il comunicato 1 della Lnd. Crediamo che il pervicace atteggiamento del presidente Sibilia sia disdicevole e molto pericoloso perché espone sia la Lega che la Figc all’adozione di una decisione che si presta a forte censura in sede giudiziaria".
L'intenzione è quella di presentare ricorso e aprire un contenzioso. "Queste azioni, infatti, potrebbero avere, giuridicamente, esiti e effetti imprevedibili quanto dirompenti, laddove il giudice valuti le complessive/irragionevoli modalità attraverso le quali è stata gestita l’emergenza nelle competizioni sportive, con il grave probabile rischio anche di un annullamento totale dei campionati: vale a dire, mettere in discussione non solo il meccanismo delle retrocessioni ma anche quello delle promozioni, con riferimento pure ad altri settori, compreso quello professionistico. Si aprirebbe, così, l’inquietante scenario della concreta possibilità del venir meno pure dei titoli sportivi di categoria superiore nel frattempo attribuiti".
Le 31 Società interessate hanno presentato, in questi giorni, una richiesta di accesso agli atti alla Lnd per acquisire copia integrale della delibera/proposta della Lega per gli approfondimenti del caso.
"Le proposte avanzate dalla Lnd sono un unicum in Europa che è andata, compatta, in direzione opposta, con una valutazione ragionevole sulla base di due parametri: 1) il Covid e tutto ciò che ha già provocato in termini di afflizione; 2) la peculiarità del sistema dilettantistico che merita benevolenza e massima attenzione per il rilevante ruolo sociale che espleta. Abbiamo il sostegno di tante amministrazioni locali ma anche di tantissimi settori del mondo dello sport che non condividono tale aberrante soluzione, rigettata pure dalle altre Leghe quali basket e volley. Ci auguriamo che la Lega nazionale dilettanti torni sui suoi passi e che la Federazione italiana gioco calcio non recepisca acriticamente una proposta frettolosa e abnorme e si eviti, nel settore dello sport, un contenzioso giudiziario dalle inaudite e imprevedibili conclusioni".
Oltre a Dro Alto Garda e Levico questa posizione accomuna Agropoli, Alfonsine, Città di Anagni, Avezzano e Bastia, Budoni, Chieti, Ciliverghe Mazzano e Corigliano Calabro, Fezzanese, Grumentum val D’Agri, Inveruno, Jesina, Academy Ladispoli e Ligorna.
E ancora Milano City, Marsala, Nardò e Palmese, Ponsacco, Sangiustese, San Luigi e San Tommaso, Savignanese, Tamai, Pro Calcio Tor Sapienza, Vado, Vigasio e Villafranca Veronese.












