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Storia di Margaret 'Peggy' Abbott, prima americana a vincere alle Olimpiadi ma che al posto della medaglia portò a casa una ciotola di porcellana

Sette le donne in gara, undici complessivamente nelle tre discipline aperte al mondo femminile (tennis, croquet e golf, per l'appunto) dopo che nel 1896 la partecipazione era riservata solamente agli uomini. L'assurda mentalità dell'epoca indusse gli organizzatori a premiare la vincitrice non con un trofeo o con una medaglia, ma con un oggetto ornamentale per la casa, considerato più utile e apprezzato dalle donne

Margaret "Peggy" Abbott, vincitrice inconsapevole della medaglia d'oro nel golf alle Olimpiadi di Parigi del '900
Di Da.Lo. - 15 giugno 2021 - 19:41

TRENTO. Si può conquistare una medaglia d'oro alle Olimpiadi senza esserne consapevole e, soprattutto, senza mai scoprirlo? Nella storia dei Giochi Olimpici è accaduto anche questo, precisamente a Margaret Abbott.

 

Nata il 15 giugno 1878 a Calcutta e figlia della scrittrice Mary Perkins Ives Abbott, la giovanissima Margaret, soprannominata "Peggy", nel 1900 si trovava a Parigi assieme alla madre per un "soggiorno di formazione", come si addiceva alle ragazze dell'alta società di quegli anni. Studiava arte e non aveva null'altro da fare  se non partecipare alle feste, imparando le regole e lo stile del corteggiamento e, ovviamente, per attirare anche le attenzioni di eventuali pretendenti.

 

Nella capitale francese, nel contesto culturale in cui era cresciuta e che frequentava abitualmente, ebbe la possibilità di conoscere alcuni tra i più grandi artisti d'inizio '900, come Edgard Degas e Augustin Rodin. E giocava a golf, disciplina nella quale eccelleva, dimostrando costantemente una superiorità schiacciante nei confronti di chi l'affrontava. In America aveva già vinto numerose competizioni locali e regionali e dai giornali di Chicago era stata definita "un'avversaria feroce ma affascinante".

 

In un giorno dell'estate del 1900, Peggy Abbott lesse su di un giornale della capitale che era aperta la ricerca di giocatori per un torneo di golf, sulla distanza di 9 buche, che si sarebbe disputato a Compiègne, località a circa ottanta chilometri da Parigi. S'iscrisse e convinse diversi amici francesci a fare lo stesso: la Abbott non lo sapeva, ma avrebbe partecipato alla prima competizione olimpica femminile della storia.

 

Sì, perché nel 1896, alla prima edizione dei Giochi Olimpici moderni disputatasi ad Atene, parteciparono solamente uomini. Quattro anni dopo, invece, le gare di tennis, croquet e golf furono aperte anche alle donne. Secondo le assurde logiche del tempo, queste tre discipline potevano "anche" essere praticate dalle donne, in quanto richiedevano meno dispendio di forze. Insomma erano considerate come pratiche molto più casalinghe e tranquille che, nell'immaginario maschile e maschilista, potevano essere affrontate nel giardino di casa e senza dover ricorrere ad un abbigliamento sportivo.

 

Il 4 ottobre del 1900 la competizione ebbe inizio. Il torneo fu chiamato “Prix de la ville de Compiègne” e vi parteciparono un totale di ventidue golfisti, tra uomini e donne, tra cui anche la mamma di Peggy, scrittrice di buon successo, che però non era certamente una giocatrice di primissimo piano. Per le altre partecipanti (sette in tutto), si trattava poco di più che un pomeriggio di svago in compagnia, mentre la Albott si presentò con un abbigliamento definito dalle successive cronache come "appropriato". La giovane americana stravinse con il punteggio di 47 colpi, mentre la madre chiuse al settimo posto, l'ultimo della classifica femminile. Per la cronaca la secondo posto si classificò Pauline Whittier e al terzo un'altra americata, Daria Huger Pratt.

 

Agli uomini vennero consegnate le medaglie, mentre a Peggy Albott un'antica ciotola di porcellana sassone cesellata d'oro: secondo la mentalità dell'epoca un oggetto ornamentale per la casa era un premio più adatto e apprezzato per una donna. Un riconoscimento (!) che certifica, ancora una volta, la clamorosa disparità tra i sessi in essere all'inizio del secolo scorso.

Avrebbe meritato una medaglia d'oro perché, in quel momento, si era laureata campionessa olimpica. In una disciplina, tra l'altro, che per 116 anni verrà cancellata dal programma olimpico per scarsità di partecipanti. Il golf femminile tornerà infatti solamente alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016.

 

Perché la Albott non ebbe mai coscienza del proprio successo? Semplice: le Olimpiadi del 1900 furono organizzate in maniera approssimativa con le competizioni che, di fatto, divennero una sorta di attività collaterale dell'Esposizione Universale che quell'anno si tenne proprio nella capitale francese. Il programma era confuso e incomprensibile.

 

Quando venne "riabilitata" Margaret "Peggy" Albott? Solamente nel 1990, a trentacinque anni dalla morte, avvenuta nel 1955 all'età di 77 anni, quando le ricerche operate dall'Università della Florida certificarono che sì, lei aveva partecipato alla prima competizione olimpica del '900 e aveva conquistato la prima medaglia olimpica al femminile per l'America della storia dei Giochi moderni.

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