"Voglio sognare in grande e continuare a divertirmi". "StraordiNadia" è leggenda. Mai nessuna azzurra aveva vinto due medaglie in un'edizione dei Mondiali
Dopo l'argento nei 10mila, Nadia Battocletti conquista un meraviglioso bronzo nei 5mila: come lei nessuna mai. "Nemmeno nei miei sogni migliori pensavo di fare così bene. Vedendo quanto ho fatto nei 10mila metri e in qualificazione si poteva pensare che una medaglia fosse scontata, ma non era così. Non ci credo ancora"

TOKYO. Non è più solamente "StraordiNadia". E' qualcosa di più. E' leggenda.
Per tanti, tantissimi motivi. Con il meraviglioso bronzo conquistato nei 5mila metri, Nadia Battocletti è la prima atleta, in assoluto, capace di vincere due medaglie nella medesima edizione dei Mondiali. E poi: la sua è stata la settima medaglia messa in bacheca dall'Italia, un record assoluto per la rassegna iridata. Il "punto" del primato è stato firmato dalla fuoriclasse trentina, che è entrata definitivamente nel "gotha" del mezzofondo planetario.
Le lunghe distanze in pista sono, da sempre, un "affare" del Continente Nero, sia in campo maschile che in ambito femminile. O almeno lo erano sino ad un anno fa quando, alle Olimpiadi di Parigi, è arrivata lei a sparigliare i "piani" delle atlete keniote ed etiopi, già pronte al solito "derby" africano per spartirsi le posizioni sul podio.
Ha sfiorato la medaglia sui 5mila, chiudendo al quarto posto e poi ha conquistato un sensazionale argento nei 10mila dopo che, qualche mese prima, aveva stroncato tutta la concorrenza del Vecchio Continente agli Europei di Roma. Che non sarebbe stata una "meteora" era chiaro già tredici mesi fa ma, nello sport, e l'atletica non fa eccezione in tal senso, a parlare sono i risultati.
E, allora, Nadia Battocletti, 25 anni da Cavareno, ai Mondiali ha ribadito il concetto: tra le campionesse c'è anche lei. Eccome se c'è. Beatrice Chebet, in questo momento, è oggettivamente di un altro mondo, e lo ha dimostrato con una fantastica doppietta, ma la portacolori delle Fiamme Azzurre non è così distante.
Lo sa lei, lo sa papà Giuliano, il suo allenatore e lo sanno pure le avversarie, che nella gara dei 10mila hanno provato a scrollarsela di dosso a più riprese, senza riuscirci e hanno dovuto fare i conti con il suo irresistibile finale.
Nei 5mila è stata lei ad attaccare durante il penultimo giro: si è messa davanti, ha "menato" le danze, costringendo le keniote Chebet e Kypegon a dare tutto quello che avevano per starle davanti. E, attenzione, perché se la gara fosse durata qualche metro in più, il bronzo sarebbe diventato argento, visto che la quattro campionessa mondiale dei 1.500 stava cedendo e non avrebbe potuto far fronte alla rimonta della trentina.
"Non ho voluto lasciarle andare - ha spiegato Nadia Battocletti ai microfoni di RaiSport dopo aver conquistato un bronzo che vale tanto quanto un oro -. Ho detto: mi metto davanti e non posso restare dietro. Nemmeno nei miei sogni migliori pensavo di fare così bene. Vedendo quanto ho fatto nei 10mila metri e in qualificazione si poteva pensare che una medaglia fosse scontata, ma non era così. Non ci credo ancora. Essere qui, correre con Chebet e Kypegon e vederle in gare è un sogno".
Con la voce rotta dalla fatica, ma soprattutto dall'emozione, la fuoriclasse nonesa ha confessato che il pensiero di attaccare le avversarie le era venuto il giorno prima della gara.
"Mi sono detta: "sai che c'è? Questa volta provo io. E nessuno mi dice: non ce la farai. Solo io mi pongo dei limiti. In gara ero stanca, ne ero consapevole ma mi ripetevo che anche le altre lo erano, perché non sono dei robot. E' stato bellissimo, sono molto fiera di me stessa e devo ringraziare il mio staff, la mia mamma, il mio papà e Gianluca".
Ecco, appunto, la famiglia, che per la fuoriclasse azzurra viene prima di tutto ed è quella che le dà una forza immensa. Quel meraviglioso abbraccio "a quattro" con papà Giuliano, mamma Jawhara e il fidanzato Gianluca racconta chi è Nadia Battocletti, dentro e fuori la pista.
Un'atleta eccezionale non solamente per gambe, polmoni e testa, capace di mantenere un'incredibile lucidità pure nei momenti più complicati, ma anche una fuoriclasse con un cuore grande "così".
"StraordiNadia". No, adesso non basta più. Leggendaria. Assolutamente sì. Con "vista" su Los Angeles. "Voglio sognare in grande, realizzare altri miei desideri, continuare a crescere e divertirmi. La testa è già alle Olimpiadi, che sono qui vicine".












