Contenuto sponsorizzato
| 15/12/2022 | 13:12

IL VIDEO. Un'altra oncologia è possibile, tre le proposte

Roma, 15 dic. (askanews) - Formare alla comunicazione i futuri medici, i medici e i pediatri di famiglia, ma anche il personale sanitario non medico; supportare la figura del caregiver con adeguate attività di formazione; potenziare i servizi di Telemedicina nelle strutture oncologiche: sono le tre indicazioni elaborate dai partner del progetto "Il senso delle parole. Un'altra comunicazione è possibile" per migliorare in oncologia la comunicazione tra chi cura e chi è curato. Le proposte sono contenute in un Position Paper sviluppato - a partire dall'analisi delle criticità del linguaggio che emergono dal Dizionario Emozionale - dai partner della campagna, promossa da Takeda Italia insieme ad AIL, AIPaSIM, Salute Donna Onlus, Trust Paola Gonzato-Rete Sarcoma Onlus e WALCE, e con il patrocinio di Fondazione AIOM.Le parole del Dizionario Emozionale ispirano 6 libretti "millelire" e sei episodi di un Podcast con storie e dialoghi nei quali risuonano tutte le sfumature di significato nella comunicazione tra medici, pazienti e caregiver che si confrontano e superano insieme snodi e tornanti del percorso di cura."Takeda è fortemente impegnata in oncologia - sottolinea Anna Maria Bencini, Oncology Country Head di Takeda Italia - è un'azienda che ha festeggiato recentemente i 10 anni della Fondazione della Business Unit Oncologia che da qualche anno è diventata proprio una divisione per rispondere alle esigenze dell'oncologia e siamo fortemente impegnati sia sull'oncologia che sui tumori solidi".Ma quanto c'è ancora da fare sull'attenzione ai caregiver? "In Italia siamo ancora molto indietro, di più si può fare tanto - afferma Annamaria Mancuso, Presidente Salute Donna Onlus -. Un primo passo è stato fatto perché la Lombardia è stata la prima Regione a fare una legge per il riconoscimento della figura del caregiver nella rete dell'assistenza e questo è un passo importantissimo. Non solo ha riconosciuto il caregiver nella rete di assistenza ma ha anche disposto una somma di 900mila euro per i primi tre anni a sostegno dei familiari e delle persone che si occupano dei caregiver".Quale, dunque, l'importanza di una corretta comunicazione non solo tra medici ma anche tra personale sanitario non medico? "Una comunicazione sbagliata può provocare angoscia e addirittura rigetto rispetto al percorso terapeutico. Alla comunicazione va data la stessa importanza della formazione di un medico rispetto alla malattia", conclude Giuseppe Toro, Presidente Nazionale AIL.

Contenuto sponsorizzato
Archivio video
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 13 maggio | 15:47
Ecco le previsioni elaborate dagli esperti di Meteo Trentino: in provincia precipitazioni e crollano le temperature, i dettagli
Ambiente
| 13 maggio | 14:24
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di un’associazione animalista e ha confermato la correttezza dell’azione della Provincia. Il [...]
Cronaca
| 13 maggio | 14:40
Sonia Bottacchiari e i due figli sono stati ritrovati, sono in buone condizioni generali, ma la donna - che ha raccontato di una situazione [...]
Contenuto sponsorizzato