VIDEO: Femminicidio Cecchettin, "La paura non ci appartiene. Con la nostra rabbia lottiamo tutte insieme". In centinaia alla manifestazione di "Non una di meno"
Tantissime le persone in corteo tra le vie del centro di Trento per dire basta ai femminicidi e alla violenza di genere. La passeggiata rumorosa organizzata da "Non una di meno" in contemporanea in tutta Italia a seguito del terribile femminicidio di Giulia Cecchettin.
"Il patriarcato ci ammazza ogni giorno, non è possibile che ogni tre giorni ci sia un femminicidio e le istituzioni che fanno? Stanno a guardare complici di perpetrare una cultura del possesso. L’Italia è tra i pochi paesi in Europa in cui l’educazione sessuale ed affettiva non è obbligatoria nelle scuole. Vogliamo che educhiate i vostri figli perché siamo stufe di doverci proteggere. Noi non vogliamo avere paura, per questo ci riprendiamo le strade perché non siamo sole, siamo marea che si diffonde se non per amore, per rabbia".
Prima dell'inizio del corteo è stata letta la poesia di Cristina Torre Caceres, attivista peruviana.
Il testo della poesia
Se domani non rispondo alle tue chiamate, mamma.
Se non ti dico che non torno a cena. Se domani, il taxi non appare.
Forse sono avvolta nelle lenzuola di un hotel, su una strada o in un sacco nero (Mara, Micaela, Majo, Mariana).
Forse sono in una valigia o mi sono persa sulla spiaggia (Emily, Shirley).
Non aver paura, mamma, se vedi che sono stata pugnalata (Luz Marina).
Non gridare quando vedi che mi hanno trascinata per i capelli (Arlette).
Cara mamma, non piangere se scopri che mi hanno impalata (Lucia).
Ti diranno che sono stata io, che non ho urlato abbastanza, che era il modo in cui ero vestita, l'alcool nel sangue.
Ti diranno che era giusto, che ero da sola.
Che il mio ex psicopatico aveva delle ragioni, che ero infedele, che ero una puttana.
Ti diranno che ho vissuto, mamma, che ho osato volare molto in alto in un mondo senza aria.
Te lo giuro, mamma, sono morta combattendo.
Te lo giuro, mia cara mamma, ho urlato tanto forte quanto ho volato in alto.
Ti ricorderai di me, mamma, saprai che sono stata io a rovinarlo quando avrai di fronte tutte le donne che urleranno il mio nome.
Perché lo so, mamma, tu non ti fermerai.
Ma, per carità, non legare mia sorella.
Non rinchiudere le mie cugine, non limitare le tue nipoti.
Non è colpa tua, mamma, non è stata nemmeno mia.
Sono loro, saranno sempre loro.
Lotta per le vostre ali, quelle ali che mi hanno tagliato.
Lotta per loro, perché possano essere libere di volare più in alto di me.
Combatti perché possano urlare più forte di me.
Perché possano vivere senza paura, mamma, proprio come ho vissuto io.
Mamma, non piangere le mie ceneri.
Se domani sono io, se domani non torno, mamma, distruggi tutto.
Se domani tocca a me, voglio essere l'ultima.































































