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| 29/02/2024 | 11:02

IL VIDEO. Locatelli: una persona non si identifica con la sua malattia

Roma, 29 feb. (askanews) - "Penso che la campagna di sensibilizzazione che anche quest'anno ha dato modo a UNIAMO di promuovere il tema delle malattie rare, per tutto il mese di febbraio, sia fondamentale. Sempre di più dobbiamo avere quell'attenzione sulla persona, sulla sua necessità e sui suoi bisogni, anche di cura dal punto di vista umano. Quindi, per quanto riguarda l'attenzione dei momenti di ospedalizzazione, l'erogazione di servizi, ma anche di ausili e presidi sanitari e sociosanitari, e poi il tema del raccordo territoriale. Io credo che insieme possiamo costruire un punto di vista sempre più attenzionato, che coinvolga il ministero della Salute, chi si occupa insieme a noi di prendersi carico e cura della persona, quindi dal punto di vista sanitario, sociosanitario e sociale, per fare un gran lavoro di squadra. Spesso condivido con i miei colleghi quanto il tema della dimensione, della vita ricreativa e sociale della persona sia fondamentale per tutte le azioni anche di questo governo". Lo ha detto il ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, nel videomessaggio di saluto inviato a UNIAMO - Federazione italiana malattie rare, in occasione dell'evento organizzato a Roma per la Giornata delle malattie rare, che si celebra oggi, 29 febbraio. "Grazie a voi per quello che fate e, soprattutto, per essere una voce seria, competente e ascoltata nel panorama italiano che si occupa di diritti e di futuro delle persone. Ricordiamoci sempre che in qualsiasi momento della vita, anche nei più difficili, anche quando sembra che la situazione si faccia davvero complicata e complessa, la vita non è appesa solo a un filo ma c'è tanto riguardo alla speranza, alla forza, riguardo alla capacità che tutti noi possiamo mettere al servizio degli altri per sostenere una vita sempre più dignitosa per tutti. Senza dimenticarci che una persona non deve essere identificata con la sua malattia o con la sua disabilità, ma una persona ha bisogno anche della dimensione ricreativa, sociale, affettiva, relazionale e, soprattutto, di essere felice", ha concluso.

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