Contenuto sponsorizzato
| 20/01/2023 | 16:01

IL VIDEO. "Non siete fascisti ma", il video provocazione del rapper Kento

Roma, 20 gen. (askanews) - Un manipolo di zombie in uniforme fascista che infesta una lugubre villa abbandonata. Così il rapper Kento ha scelto di rappresentare l'attuale scenario politico italiano nel suo nuovo videoclip "Non siete fascisti ma". Tra un tributo ai classici horror movie e una graffiante provocazione, nelle immagini passano in rassegna mostri putrefatti vestiti di tutto punto con sgualcite divise del ventennio e luccicanti mostrine littorie. Nelle immagini firmate dal regista Matteo Tiberia, i morti viventi che resuscitano da un passato ingombrante si trascinano barcollando in direzione dell'artista che, imbracciando una grossa accetta, cerca di respingere l'attacco. Per resistere fino all'alba dovrà arrangiarsi improvvisando con quello che trova, senza mai abbassare la guardia nel difendersi dalle camice nere che imperversano da ogni angolo.Con le rime più crude del rap, Kento ha voluto raccontare il suo punto di vista sui fatti recenti del nostro Paese, facendo esplicito riferimento a un periodo storico tanto discusso quanto controverso. "Se oggi non esiste più un richiamo esplicito a certi valori del fascismo, allo stesso tempo vediamo tornare alcuni dei suoi aspetti più deprecabili e grotteschi -commenta Kento-. Saranno l'arte e la cultura, ma anche l'ironia e la presa in giro, a rispedire certe tendenze nelle tombe che la storia ha riservato per loro, e in cui spero restino per sempre", ha spiegato.

Contenuto sponsorizzato
Archivio video
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 23 giugno | 22:31
E' transitata un'intensissima perturbazione sulla città con la caduta di chicchi di grandine. L'intervento di Giacomo Poletti, ingegnere [...]
Cronaca
| 23 giugno | 20:45
Emanuela Pedri ha deciso di pubblicare un messaggio intriso di amore e memoria, in cui il dolore si intreccia a un percorso di trasformazione [...]
Sport
| 23 giugno | 19:57
Il doloroso tramonto sportivo di un campione prigioniero del verbo vincere. Dalla gara farsa di Kelsterbach fino alla sospensione per doping
Contenuto sponsorizzato