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| 11/05/2023 | 09:05

IL VIDEO. Solitudine e condanna, da Ica a Milano Moccia e Hazara

Milano, 11 mag. (askanews) - Due mostre che esplorano i temi della solitudine e della condanna, istanze potenti che stanno al centro delle nostre vite. Sono progetti artistici presentati in Fondazione Ica a Milano, spazio di ricerca contemporanea che indaga con sguardo laterale e interessante al sistema dell'arte.Rebecca Moccia, una delle più brillanti interpreti della scena italiana, ha portato qui il suo "Ministry of Loneliness", progetto a cura di Chiara Nuzzi, che esplora la tematica della solitudine e la sua politicizzazione a partire dall'esperienza collettiva di isolamento sperimentata nel corso della pandemia globale del 2020. Punto centrale del ragionamento dell'artista l'esistenza, in diversi Paesi, di veri e propri ministeri dellaSolitudine, che in qualche modo appaiono una profezia che si autoavvera."Qui a Fondazione Ica - ha detto Rebecca Moccia ad askanews - ho ricostruito in maniera metaforica questo Office for Policy on Loneliness and Isolation che ho visitato nel parlamento giapponese, perché anche in Giappone hanno un vero e proprio ministero della solitudine, e in questo display espositivo ho poi inserito i lavori che ho fatto in questo periodo". Lo sguardo di Moccia tocca le strutture politiche e sociali che modellano lo stato emotivo della solitudine e la percezione che ne deriva, che come un'ombra invisibile attraversa tutte le società occidentali.Francesca Recchia ha invece curato la mostra "Condemnation", dell'artista afghano Aziz Hazara, che ha provato a raccontare i decenni di guerra che l'Afghanistan ha attraversato, scardinando le narrazioni stereotipate che ne sono spesso scaturite. "Il titolo Condemnation - ci ha detto l'artista - viene dal modo in cui la parola condanna è stata usata da diversi politici in diversi momenti dell'intervento americano in Afghanistan. Queste dichiarazioni di condanna sono legate a episodi di attacchi suicidi".In mostra il percorso espositivo con sei opere di Hazara costruisce una esperienza multimediale, che prova a tratteggiare la complessa relazione tra religione, società e politica nella vita quotidiana degli afghani.

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