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| 16/06/2025 | 15:06

IL VIDEO. Il Maestro e Margherita", il regista: Russia dittatura, come anni '30

Roma, 16 giu. (askanews) - Ci voleva un gran coraggio a realizzare una trasposizione cinematografica de "Il Maestro e Margherita", capolavoro Michail Bulgakov. Il regista russo Michael Lockshin è riuscito a fare un grande film, dal 19 giugno nei cinema italiani, con una narrazione potente e tutti gli elementi sorprendenti, romantici, surreali della storia. E, per uno strano destino, è diventato anche lui, come Bulgakov e come lo scrittore protagonista del racconto, una vittima della propaganda russa di regime. Ora abita a Los Angeles e se oggi tornasse a Mosca lo arresterebbero. "Il Maestro e Margherita" è ambientato nella grigia e repressiva Mosca degli anni Trenta e il protagonista è uno scrittore ostracizzato ed emarginato perché non allineato al volere degli uomini di Stalin. Il Maestro decide allora di scrivere un libro con elementi soprannaturali, satirici sulla società in cui vive, con un diavolo "vendicatore". "E' un film su cosa voglia dire essere una persona libera, un'anima libera, un artista. - ha spiegato il regista - E poi mentre lo realizzavamo nel mio Paese si è ripetuta la stessa follia degli anni Trenta: una dittatura, le repressioni, le torture, artisti imprigionati". Il regista ha girato il film nel 2021, quando era al montaggio è cominciata l'invasione in Ucraina, che lui ha criticato apertamente. Da quel momento sono nati tanti problemi per la distribuzione, però quando il film è arrivato nei cinema a Mosca è diventato un successo enorme. "I produttori non sapevano se sarebbero riusciti a portarlo nelle sale, la censura diventava sempre più stringente, ma il libro è talmente amato nel mio Paese che il pubblico è corso a vedere il film, ed è diventato una bomba: amatissimo dalla critica e dalle persone e un colpo per la propaganda, che lo ha visto come una critica al regime e a Putin" ha detto Lockshin. "Il Maestro e Margherita" in Germania sta avendo un grande successo e dopo l'Italia dovrebbe uscire anche negli Stati Uniti. Lockshin per ora vive lì e può incontrare i suoi familiari solo in Europa. "Da quello che mi dicono la gente in Russia non parla della guerra o della censura perché ha paura, come negli anni Trenta. Fanno finta che tutto sia normale. Non posso neanche immaginarlo, sono 4 anni che manco da lì, ma per ora non posso tornare" ha concluso il regista.

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