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| 04/06/2022 | 16:06

IL VIDEO. Kinshasa aspetta il re del Belgio pensando all'era coloniale

Roma, 4 giu. (askanews) - Una visita particolare quella del re Filippo del Belgio a Kinshasa, in Repubblica Democratica del Congo. Un paese sottoposto al dominio coloniale di Bruxelles, travagliato anche dopo l'indipendenza raggiunta nel 1960: da allora una serie di dittature, estrema povertà nonostante l'enorme ricchezza di risorse minerarie.Il re del Belgio ora arriva a consolidare i rapporti con il governo del presidente Felix Tshisekedi. Due anni fa Filippo espresse il suo più profondo rammarico per il crudele sfruttamento che il Belgio effettuò in Congo."Io sono molto contento perché il paese va male da quando se ne sono andati i Belgi, non si capisce più niente" dice Charlot Bemba, driver di risciò. "Mi chiedo se servirà a qualcosa, comunque è il benvenuto".Ma in particolare il regno di Leopoldo II alla fine dell'Ottocento saccheggiò il territorio, massacrò la popolazione, ridusse in schiavitù gli indigeni; lo raccontò anche Joseph Conrad in "Cuore di tenebra", da cui poi Coppola trasse "Apocalypse Now" trasponendo la vicenda nel Vietnam occupato dagli americani."Per me questa visita ha una grande importanza perché di questi tempi in cui l'Africa continua a recuperare i suoi tesori saccheggiati durante il colonialismo, il re del Belgio ha il suo valore" dice Eddy Maziba, storico e analista.In Congo, il paese di lingua francese più popoloso al mondo, si ricordano poi i soldati che andarono a morire per l'Europa nel secondo conflitto mondiale. "I congolesi hanno dato la vita nel secondo conflitto perché il Belgio vincesse. Il re del Belgio deve commemorare insieme a noi i soldati perduti nella guerra, deve anche decorare i veterani ancora vivi" dice Maziba. Re Filippo arriverà in Repubblica Democratica del Congo l'8 giugno, una visita di sei giorni prevista per il 2020 e rimandata per l'epidemia di coronavirus.

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