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| 17/06/2022 | 14:06

IL VIDEO. Mics 2022, cardiochirurgia tra mininvasività e diagnosi precoce

Lecce, 17 giu. (askanews) - Ogni anno in Europa vengono individuati 250mila nuovi casi di valvulopatia mitralica, ma le diagnosi troppo spesso sono tardive. A Lecce si è tenuto il MICS 2022, il congresso biennale della Mitral Academy che ha riunito in Puglia esperti internazionali di cardiochirurgia e del trattamento della patologia mitralica per analizzare le prospettive scientifiche del futuro, dalla diagnostica precoce per immagini alla chirurgia mininvasiva. Giuseppe Speziale, presidente del MICS e della Mitral Academy. "Siamo quest'anno a Lecce a voler significare che la cardiochirurgia al Sud è molto più forte rispetto a tanti anni fa e che offre risultati eccellenti anche in termini di mininvasiva su questa valvola".Nel 2019, ultimo anno pieno di operatività prima del Covid-19, in Italia ci sono stati oltre 35mila interventi di valvuloplastica o sostituzione della valvola, con operazioni sempre meno invasive. Ora si guarda alle tecniche transcatetere e transacellare, alla direct view e alla robotica che permette ai chirurghi di guidare bracci meccanici con maggiore precisione ed estrema accuratezza. "Il futuro è già adesso: molti interventi sulla valvola possono essere effettuati in mininvasiva, senza l'apertura dello sterno. Oggi è possibile operare molti pazienti che anni fa erano giudicati inoperabili per condizioni fisiche e di fragilità. Con l'approccio mininvasivo è possibile fare un intervento della stessa qualità con meno trauma e maggiori possibilità di recupero quindi questa è la strada giusta per poter trattare la valvola mitrale danneggiata".Con l'Italia che si pone avanguardia nel panorama internazionale. Ettore Sansavini, presidente e amministratore delegato di Gvm care & research. "Il successo della cardiochirurgia in Italia si deve a due elementi: la capacità di fare sanità da parte del pubblico ma in particolare anche il privato. Il gruppo che rappresento effettua interventi di cardiochirurgia per il 13% di tutta la cardiochirurgia italiana. Oggi GVM in Puglia conta di tre centri di cardiochirurgia d'eccellenza". A Bari, dove ci sono gli ospedali Anthea e Santa Maria, e nel Salento, con il Città di Lecce.

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