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| 03/04/2025 | 21:04

IL VIDEO. Cittadinanza, CGIE: "Uno tsunami, come istituzione daremo pareri"

Roma, 3 apr. (askanews) - "Fino a giovedì avevamo la legge di cittadinanza più generosa del mondo e da venerdì una delle più restrittive. Nel Consiglio generale degli italiani all'estero - che rappresenta anche gli italo-discendenti - c'è anche la rappresentanza degli italiani discendenti. Ci siamo trovati come fusibili in questo cambio completo di prospettiva e chiaramente siamo ancora tutti al servizio dei territori dei nostri amici italo-discendenti, completamente disorientati". Lo ha affermato ad askanews Maria Chiara Prodi, segretario generale Cgie, in merito al decreto legge sulla cittadinanza."Sono disorientati per delle ragioni immediate, molto concrete. Ci sono dei bambini da registrare all'anagrafe già nati che ancora non possono essere registrati. C'è l'introduzione di questo punto - ha aggiunto Prodi - dell'ascendente nato in Italia che trancia di netto un accompagnamento a più generazioni che era già in corso in giro per il mondo e quindi è assolutamente una rivoluzione copernicana rispetto all'approccio precedente che modifica in maniera sostanziale quelle che erano le attese legittime rispetto alla legge precedente degli italo-discendenti"."Penso che il tema più importante sia ritornare al senso profondo sia della politica che della legge di cittadinanza che è tessere dei legami e fare parte di una comunità. Sono concetti che possono sembrare astratti - ha proseguito la segretaria generale Cgie - ma per noi sono tutti uniti perché la popolazione a cui abbiamo tolto la possibilità di prendere il passaporto italiano in 24 ore è la stessa a cui offriamo il turismo delle radici, gli incentivi di rientro. Noi che siamo nel dialogo con i connazionali all'estero e gli italo-discendenti lontani dai palazzi ci ritroviamo a dover tenere in piedi questa relazione. Lo facciamo - ha aggiunto - e siamo convinti che sia fortissima la relazione tra l'Italia e i connazionali all'estero e gli italo-discendenti. È chiaro che questo tsunami che è arrivato - ha concluso - ci interroga e ci costringe a una reazione che per il CGIE si è effettuata in maniera istituzionale attraverso i pareri ed è quello che faremo".

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