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Firmato l'accordo di programma per allargare la Rete di riserve Val di Cembra-Avisio. L'assessore Tonina: "Opportunità di sviluppo sostenibile"

Nella serata di sabato 25 gennaio, l'assessore all'ambiente Mario Tonina ha firmato per la Provincia l'accordo di programma per allargare la Rete di riserve Val di Cembra-Avisio. Diverse le realtà coinvolte in un progetto cominciato dieci anni fa e votato allo sviluppo sostenibile del territorio

Pubblicato il - 26 gennaio 2020 - 14:45

TRENTO. Grazie alla sottoscrizione dell'accordo di programma, la Rete di riserve delle Val di Cembra-Avisio è stata ufficialmente allargata. Nata nel 2011 per volontà di 5 Comuni, in virtù del nuovo documento triplicherà la propria estensione dando il benvenuto ai Comuni di Valfloriana, Lona Lases, Cembra Lisignago e Albiano, alla Magnifica Comunità di Fiemme, alle Asuc di Lona e di Lases e all'Agenzia provinciale per le foreste demaniali (Aprofod).

 

L'obiettivo di promuovere l'ambiente quale elemento fondamentale per salvaguardare il benessere dei cittadini è stato così ribadito dal vicepresidente di Giunta e assessore all'ambiente Mario Tonina, presente all'incontro e firmatario per la Provincia. “Questo accordo – ha dichiarato – è il risultato di un lungo percorso di confronto, formazione e sensibilizzazione sui temi ambientali, avviato dagli amministratori della Val di Cembra oltre dieci anni fa e che nel corso del tempo ha visto l'organizzazione di numerosi incontri rivolti agli amministratore e ai portatori di interesse e incontri pubblici aperti alla popolazione”.

 

“L'importante presenza di tante persone questa sera – ha aggiunto – è sintomo della larga condivisione dei valori e degli obiettivi della Rete di riserve quale strumento di conservazione attiva della natura e di sviluppo sostenibile del territorio. L'accordo va nella giusta direzione e dimostra una crescente sensibilità ambientale da parte degli enti locali e della cittadinanza e una decisa volontà a lavorare in un'ottica sovra territoriale a favore dell'ambiente e delle comunità locali”.

 

La presenza di tanti cittadini nella sala dimostra infatti l'adesione della popolazione a questo progetto. Secondo il presidente della Rete Matteo Paolazzi, l'allargamento “è una grande opportunità di crescita per le valli di Cembra e Fiemme. Gli aderenti sono consapevoli del grande valore dell'ambiente che grazie alle sue caratteristiche offre grandi opportunità di sviluppo”.

 

Dello stesso tenore le parole del presidente della Comunità della Val di Cembra Simone Santuari. “L'ambiente naturale – ha commentato – favorisce lo sviluppo. Per questo è importante unire le forze ed essere coesi per cogliere questa opportunità fino in fondo”. Nel corso dell'incontro, hanno poi preso parola il vicesindaco di Albiano Edj Ravanelli, il presidente del Consorzio dei Comuni Bim Adige Donato Preti, il presidente della vallata Avisio Bim Adige Armando Benedetti e il dirigente del Servizio aree protette e sviluppo sostenibile Romano Stanchina.

 

“La nascita della nuova Rete - ha aggiunto poi l'assessore provinciale all'ambiente - dimostra che i territori, soprattutto quelli che non hanno avuto un intenso sviluppo turistico, ritengono che il patrimonio naturalistico possa essere un’opportunità di sviluppo sostenibile, come peraltro testimonia l'impegno finanziario messo in campo dagli attori coinvolti (il progetto prevede infatti un finanziamento provinciale del 30%). L'ambiente, come emerso in maniera chiara nell'ambito degli Stati generali della montagna, è non solo un biglietto da visita importante, ma un elemento identitario e motore dello sviluppo dei territori più lontani rispetto ai centri più popolosi”.

 

L'accordo di programma è corredato da un documento tecnico di analisi del territorio, base di una programmazione triennale, e da un programma finanziario che stabilisce le risorse a disposizione per le azioni individuate. Tale risorse saranno destinate a numerose azioni di conservazione attiva della natura e di sviluppo sostenibile del territorio, tra cui ad esempio interventi ambientali in Aree Rete Natura 2000, recupero e manutenzione di prati, castagneti e lariceti, azioni a favore dell'apicoltura e dell'agricoltura biologica, progetti per il mantenimento del paesaggio agricolo tradizionale e della biodiversità, proposte di turismo lento e sostenibile, formazione, educazione e sensibilizzazione ambientale.

 

Un plauso è andato infine ai primi protagonisti dell'iniziativa e agli amministratori che sin da subito hanno creduto al progetto, tra cui i due coordinatori Paolo Piffer e Elisa Travaglia.

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