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| 18 ottobre | 11:13

"Bisogna abbatterne 100 - 150mila all'anno". Allarme nutrie in Veneto, il Consorzio rilancia chiedendo aiuto agli agricoltori, a cui verranno fornite le gabbie per la cattura

Il Consorzio di bonifica Veronese è pronto a dare agli agricoltori le gabbie per la cattura dei roditori. Agli stessi imprenditori agricoli toccherà poi sopprimere gli animali, le cui carcasse verranno raccolte in speciali frigoriferi e poi smaltite dal consorzio stesso. Durante la presentazione del piano regionale di contenimento dei roditori era emerso che, a fronte dei circa 30-35 mila abbattimenti annuali sinora realizzati, per ottenere una riduzione consistente della popolazione "sarebbe necessario arrivare a un prelievo di almeno 100-150 mila esemplari all’anno"

"Bisogna abbatterne 100 - 150mila all'anno"

VERONA. E' allarme nutrie in terra scaligera e il Consorzio di bonifica Veronese chiede aiuto ai contadini.

 

L’ente è infatti pronto a dare agli agricoltori le gabbie per la cattura dei roditori. Agli stessi imprenditori agricoli toccherà poi sopprimere gli animali, le cui carcasse verranno raccolte in speciali frigoriferi e poi smaltite dal consorzio stesso.

 

Il deposito delle domande di adesione all’iniziativa è già possibile. Ogni richiedente potrà ottenere fino a dieci trappole, che gli verranno concesse in comodato d’uso per due anni, rinnovabili.

 

"Dovranno essere custodite ed utilizzate esclusivamente per le attività previste dal piano di contenimento - spiega il consorzio in una nota ufficiale -. Nell’assegnazione delle gabbie, il consorzio valuterà la prossimità dei terreni dei richiedenti ai corsi d’acqua che presentano le maggiori criticità idrauliche, insieme alle informazioni e alle disponibilità dichiarate dai coltivatori. L’intenzione è concentrare gli strumenti nelle zone dove il rischio è più elevato. Possono partecipare all’iniziativa solo gli operatori del primario che hanno partecipato a specifiche attività formative". 

 

Un anno fa, in occasione della presentazione del piano regionale di contenimento dei roditori, Ivano Confortini, del servizio tutela faunistico ambientale regionale, aveva spiegato che "ammonta ad almeno 200mila il numero delle nutrie stimato nel Veronese. Questi animali sono distribuiti in un territorio attraversato da circa 4.500 chilometri di rete idrografica. Un dato rilevante, visto che i roditori vivono lungo i corsi d’acqua" come si legge nella nota emessa dal consorzio.

 

Nella stessa occasione era emerso che, a fronte dei circa 30-35 mila abbattimenti annuali sinora realizzati, per ottenere una riduzione consistente della popolazione "sarebbe necessario arrivare a un prelievo di almeno 100-150 mila esemplari all’anno".

 

"Le nutrie rappresentano una criticità strutturale per la nostra rete idraulica e il loro contenimento non può essere affidato a interventi occasionali" afferma Alex Vantini, presidente del consorzio Veronese.

 

Originario del Sud America, ma ormai stabilmente insediato nella nostra pianura, questo roditore trova lungo i canali irrigui e di bonifica condizioni particolarmente favorevoli alla propria diffusione. Scava nelle sponde tane profonde, che non sono visibili dalla superficie. La presenza di queste tane può compromettere la stabilità degli argini, provocare smottamenti e cedimenti e aumentare il rischio di allagamenti. Non solo, le nutrie causano danni alle coltivazioni e creano interferenze al funzionamento delle opere irrigue.

 

"Dobbiamo lavorare sulla prevenzione, perché intervenire su un argine prima che si verifichi un cedimento significa tutelare il territorio e ridurre il rischio di danni ben più gravi. Con la distribuzione delle gabbie vogliamo coinvolgere direttamente gli agricoltori, che conoscono il territorio e possono contribuire concretamente a questa attività" aggiunge Vantini.

 

Secondo quanto è emerso dall’attività di contrasto compiuta negli anni passati, il problema va trattato sul piano di gestione faunistica ma anche di prevenzione del rischio idraulico.

 

"La rete dei canali, che costituisce un’infrastruttura essenziale per il territorio, richiede una costante manutenzione, volta a garantire condizioni di sicurezza accettabili. Le cavità che realizzano le nutrie sono quanto mai pericolose - afferma Luca Antonini, direttore del consorzio -. È ora fondamentale intervenire in modo mirato, partendo dalle aree dove abbiamo rilevato le criticità più significative. L’assegnazione delle gabbie avverrà con l’obiettivo di rendere il contenimento il più efficace possibile: è importante che le operazioni vengano svolte da persone adeguatamente formate, seguendo procedure precise e nel rispetto delle norme di sicurezza".

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