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Una ferita sul fianco destro della Vallagarina e pensare che quando non c'erano ''tutela ambientale'' ''Unesco'' etc si scavava dentro la montagna

DAL BLOG
Di Fabio Andreatta - 30 May 2022

Costruttore di ripari per chi ha perso tutto. Tessitore di relazioni per comprendere

Da un po' di tempo sul fianco destro della Vallagarina si sta aprendo ed allargando sempre più una "ferita"  ben visibile da ogni dove. Una cava! 

 

La cava vista da nord

 

Per carità nulla di male. Lo scavare pietre credo sia uno dei più antichi lavori almeno da quando qualcuno voleva attraverso quello che poi abbiamo chiamato architettura, affermare la propria potenza e/o superiorità. Certo mille volte meglio della guerra ma in fondo le ragioni forse sono sempre le stesse.

 

Comunque torniamo alla cava il cui materiale deve essere proprio prezioso per colore e consistenza tanto che da notizie sembra che in Arabia ne sia stato esportato un bel po' prima che la crisi petrolifera consentisse ai Sauditi di potersi permettere lastre marmoree ben più preziose per pavimentare le loro architetture 

 

Il monte sulle cui pendici si scava si chiama "Dos del Gal" sulla cui cima vi sono numerose ed importanti postazioni che costituivano la prima linea italiana durante la grande guerra.

 

La cosa interessante è che detto "dosso" da sempre costituisce una fonte interessante per il materiale di cui è composto. Un centinaio di metri più in là della nuova cava possiamo infatti trovare una serie di tramogge per la selezione del materiale ormai abbandonate da anni. Il materiale arrivava lì attraverso un percorso fatto di tubazioni quasi aeree che dal fianco della montagna portava il materiale in basso dove veniva lavorato. 

 

 

Ma? Ma cave sopra proprio non se ne scorgono al contrario di quella realizzata oggi più in basso. Sorpresa: in passato quando non esisteva tutela del paesaggio, SIC, Patrimoni dell'umanità, e quant'altro destinato a "proteggere" burocraticamente l'ambiente, i più saggi cavatori di allora scavavano il materiale dall'interno della montagna senza alterarne almeno visivamente, la forma. Una miniera insomma. Verso la cima del dosso si può ammirare una piccola porzione di come in passato si procedeva con gli scavi. Solo qualche piccola differenza mica c'era la cultura paesaggistica ed ambientale di oggi che diamine

 

 

Se poi, ma è assolutamente vietato, entrate in profondità di quella cava che forse sarebbe meglio chiamare miniera, vi accorgerete come quel dosso forse altro non è che una groviera che nelle sue viscere nasconde spazi infiniti  in cui proprio per le dimensioni è pure facile perdersi

 

 

Alla base del dosso ci sta la ex Montecatini ed il combinato disposto di quella immensa costruzione e della infinita miniera del dosso potrebbe suggerire brillanti idee per lo "sviluppo turistico" della zona. Forse la cava ci può in fondo salvare per l'appunto da idee di sviluppo sostenibile che di questi tempi sembrano abbondare nelle menti degli sviluppatori

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