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Bolzano
18 giugno | 10:59

Microcamere a bottone e suggerimenti da remoto per superare l'esame della patente: i Carabinieri scoprono la truffa tecnologica

Il blitz è scattato la scorsa settimana, subito dopo che un diciannovenne aveva completato e superato la prova teorica presso gli uffici della motorizzazione

BRUNICO. Il superamento dell'esame teorico della patente di guida era diventato una questione di tecnologia applicata tra microcamere a bottone e suggerimenti da remoto.

 

Il meccanismo è stato però scoperto dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Brunico che hanno concluso un'operazione mirata al contrasto delle frodi nei titoli abilitativi alla guida.

Tre le persone denunciate a piede libero in quest'ambito. L'accusa, a vario titolo, è di concorso nel reato di procurati lavori altrui, per aver organizzato un sistema che permetteva di suggerire in tempo reale le risposte corrette ai quesiti della prova d'esame.

 

L'indagine ha permesso di fare luce su un sistema illecito strutturato per aggirare le verifiche all'interno della Motorizzazione Civile. Secondo quanto ricostruito, un cittadino egiziano di 19 anni, residente a Campo Tures, si sarebbe rivolto a un intermediario italiano di 20 anni, già noto alle forze dell'ordine, con l'obiettivo di superare la prova senza sostenere regolarmente l'esame. Dietro il pagamento di 500 euro, il ventenne avrebbe messo in contatto il candidato con una complice, una donna di 33 anni residente nel bresciano, incaricata di fornire le risposte esatte a distanza.

 

Il blitz dei Carabinieri è scattato la scorsa settimana, subito dopo che il diciannovenne aveva completato e superato la prova teorica presso gli uffici della Motorizzazione di Bolzano. I militari sono intervenuti cogliendo il giovane in flagranza di reato mentre si trovava in compagnia della complice trentatreenne. La successiva perquisizione personale ha svelato l'intera attrezzatura utilizzata per la frode: addosso al candidato sono stati infatti trovati un mini-router nascosto nella tasca dei pantaloni, un micro-auricolare inserito nell'orecchio e una microcamera a bottone, fissata alla maglietta in corrispondenza di un foro praticato appositamente. Attraverso questo collegamento video e audio, la donna riusciva a visualizzare le domande sullo schermo della Motorizzazione e a trasmettere le soluzioni.

 

I controlli dei militari si sono poi estesi anche all'automobile in uso alla donna. All'interno dell'abitacolo i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato ulteriore materiale tecnologico, tra cui altri mini-router, micro-auricolari e diversi capi di abbigliamento già modificati e forati per nascondere i dispositivi elettronici, elementi che per gli inquirenti confermano la natura organizzata dell'attività fraudolenta. Per tutti e tre i soggetti è scattato il deferimento in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria.

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