Falsi patentini di bilinguismo, l'inchiesta si allarga a macchia d'olio. Coinvolti anche due agenti della Polizia locale e un'insegnante
Tra i circa 45 clienti dell'ex guardia giurata che forniva certificazioni false figurerebbero anche una professoressa e due minorenni, iscritti a scuole del capoluogo

BOLZANO. L'inchiesta sui patentini falsi in Alto Adige si sta trasformando in un vero e proprio terremoto sociale e amministrativo.
Quello che era nato come un controllo mirato sul personale sanitario si è trasformato in un’indagine a macchia d'olio che travolge ogni settore della vita pubblica: dalla Polizia municipale alle scuole, fino ai giovanissimi studenti delle superiori.
Il quadro che emerge dalle indagini della Guardia di Finanza racconta di un sistema capillare di compravendita di titoli, dove per il patentino si era disposti a pagare cifre esorbitanti, tra i 4.000 e i 5.000 euro.
Al centro di questo meccanismo si trova una ex guardia giurata siciliana residente a Bolzano, attualmente ai domiciliari con accuse pesantissime che vanno dal falso materiale alla tentata estorsione.
Secondo gli inquirenti, l'uomo avrebbe sfruttato la sua posizione all'interno dell'ospedale San Maurizio per intercettare il personale precario bisognoso del patentino per la stabilizzazione.
Il "pacchetto" offerto prevedeva certificazioni Telc contraffatte, apparentemente rilasciate da un istituto tedesco in realttà ignaro di tutto.
Oltre al falso, l'ex guardia giurata deve rispondere di un episodio di tentata estorsione: si sarebbe spacciato per un militare della Finanza al telefono con un suo "cliente", offrendo di insabbiare le prove in cambio di altro denaro.
Nonostante la sua difesa sostenga la buona fede, equiparando il servizio a quello di certe università telematiche "facili", il Gip ha ritenuto necessario applicare la misura cautelare.
Le ripercussioni sul fronte occupazionale sono già devastanti: se la sanità resta il settore più colpito, con 22 licenziamenti già comunicati dall'Asl, la novità più clamorosa riguarda la Polizia municipale di Bolzano.
Due agenti sono indagati per aver presentato diplomi finti: uno è stato licenziato in tronco, mentre la posizione dell'altro è al vaglio in quanto già in possesso di un patentino regolare conseguito anni prima.
Durissimo il commento del sindaco Claudio Corrarati, che ha condannato fermamente chi usa "scorciatoie" a discapito di chi sacrifica tempo e intelligenza per superare gli esami regolarmente.
Ma l'inchiesta tocca punti ancora più sensibili: tra i circa 45 clienti dell'ex guardia giurata figurerebbero una professoressa e persino due minorenni di 15 e 16 anni, iscritti a scuole del capoluogo, che avrebbero acquistato il diploma falso per presentarlo agli uffici provinciali.












