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Bolzano
23 aprile | 06:40

Falsi patentini, Dal Medico: "C'è un problema di fondo ed è ora di affrontarlo seriamente. Serve una riforma"

"Bene che finalmente anche il presidente ammetta l'esistenza di un problema. I tempi sono maturi per affrontarlo seriamente. Quando cominciamo?"

BOLZANO. L’inchiesta sui cosiddetti "patentini fake" sta scuotendo dalle fondamenta la politica, la sanità, l'amministrazione altoatesina.

 

Quella che era nata come una verifica su alcune posizioni sospette si è trasformata in un’indagine di vasta scala della Guardia di Finanza: al centro del mirino ci sono decine di dipendenti pubblici, tra cui medici di primo piano e agenti della polizia municipale, accusati di aver presentato certificazioni linguistiche false per ottenere fraudolentemente l'attestato di bilinguismo.

 

A Bolzano si è così acceso un duro scontro che mette in discussione la tenuta stessa del sistema attuale. Finisce nuovamente nel mirino quell'esame per il “patentino” ritenuto da molti quanto meno discutibile.

 

A sollevare il polverone è Dario Dal Medico, avvocato ed ex sindaco di Merano, che oggi rappresenta alcuni dei medici finiti nell'occhio del ciclone.

 

"Il bilinguismo è un pilastro del nostro Statuto di Autonomia e nessuno lo mette in discussione - dichiara Dal Medico - Il diritto del cittadino ad essere assistito nella propria lingua, in ospedale come negli uffici pubblici, è costituzionalmente garantito e tale deve restare".

 

"Il vero problema è un altro: quando un sistema genera un mercato nero, bisogna chiedersi perché - aggiunge l'avvocato - La risposta è scomoda: esami troppo rigidi, formazione insufficiente, carenza cronica di personale qualificato. Una forbice che si è allargata fino a diventare insostenibile. Ora: se licenziamo in blocco medici e infermieri, chi resta nei reparti? Come avvocato sto seguendo alcuni di questi procedimenti. Posso dirvi che molte situazioni individuali sono molto più sfumate di quanto i titoli dei giornali lascino intendere". 

 

"La vera domanda politica non è solo “puniamo i responsabili” (risposta: sì, ovviamente) È come riformiamo il sistema perché questo non accada più - affonda poi l'ex primo cittadino - Esami settoriali. Percorsi graduali. Formazione in servizio. Sono proposte serie, compatibili con lo Statuto, e urgenti". 

 

La replica del presidente della Provincia, Arno Kompatscher, è arrivata secca e priva di concessioni.

 

"Parliamo di una cosa troppo importante e seria per risolverla con qualche battuta", ha commentato il governatore all'ANSA, rispedendo al mittente le provocazioni del legale.

 

Secondo Kompatscher, la Giunta e la maggioranza sono già al lavoro per affrontare la questione con concretezza, lontano dai "tentativi di buttare la palla in tribuna" o dai luoghi comuni che rischiano di inquinare un tema cardine per la convivenza in Alto Adige.

 

Le parole di Dal Medico non si sono fatte attendere, trasformando il botta e risposta quasi in una sfida: "Bene, molto bene che finalmente anche il presidente ammetta l'esistenza di un problema. I tempi sono maturi per affrontarlo seriamente. Quando cominciamo?".

 

Sullo sfondo restano le cifre pesanti contestate dalla Procura della Corte dei Conti, che per i casi già accertati chiede la restituzione integrale degli stipendi percepiti, con somme che superano il mezzo milione di euro. Se da un lato la "task force" provinciale è al lavoro per blindare i controlli ed evitare nuovi scandali, dall'altro il dibattito è ormai tracimato (di nuovo) fuori dagli uffici giudiziari.

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