Patentini di bilinguismo comprati, l’intermediario davanti ai giudici: "Credevo fosse tutto lecito"
Si dichiara totalmente estraneo all'estorsione l'uomo che ha gestito il mercato dei falsi certificati in ospedale

BOLZANO. Si è tenuto davanti al gip Emilio Schönsberg l'interrogatorio dell'ex guardia giurata di 50 anni finita ai domiciliari con l'accusa di essere il fulcro della truffa sui patentini falsi all'ospedale San Maurizio. (QUI l'articolo riguardante la vicenda)
L'uomo, che secondo la Procura avrebbe agito come intermediario per procurare certificazioni a medici e infermieri, ha fornito una versione dei fatti che punta a mitigare la sua posizione giudiziaria.
Durante l'udienza l'indagato ha ammesso le proprie responsabilità in merito alle ipotesi di falso materiale, dichiarando tuttavia di essere stato convinto che la procedura seguita fosse lecita.
Una linea difensiva che mira a escludere il dolo specifico, nonostante le indagini della Guardia di Finanza abbiano accertato come i certificati, apparentemente rilasciati da una scuola in Germania, fossero del tutto fittizi.
Il punto di maggiore attrito riguarda però l'accusa di estorsione, che si aggiunge a quelle di falso e truffa.
Su questo fronte, l'ex dipendente dell'ospedale si è dichiarato totalmente estraneo, respingendo l'ipotesi di aver esercitato pressioni indebite sui sanitari per ottenere il denaro.
Secondo l'accusa, l'uomo chiedeva somme comprese tra i 4.000 e i 5.000 euro per ogni certificato, sfruttando il bisogno dei lavoratori di ottenere il bilinguismo per la stabilizzazione del posto di lavoro.
Al momento sono oltre 20 le persone ufficialmente indagate per falso sulle 40 finite nel mirino delle Fiamme Gialle.
Molti di loro sono professionisti della sanità che cercavano una scorciatoia per superare lo scoglio linguistico necessario all'assunzione a tempo indeterminato.
Come riportato da Ansa, ora si attende la decisione del gip sulla conferma della misura cautelare degli arresti domiciliari.
Mentre il fronte penale prosegue, si aggrava anche la posizione amministrativa degli indagati: la Procura della Corte dei Conti sta infatti indagando per danno erariale, ipotizzando la restituzione degli stipendi percepiti indebitamente attraverso l'uso di titoli falsi.












