Falsi patentini di bilinguismo e mirino puntato sulla pubblica amministrazione. Team K: “Serve una riforma del sistema”
La pubblica amministrazione è sotto la lente di ingrandimento: lo scandalo dei falsi patentini di bilinguismo continua ad allargarsi e ad assumere dimensioni piuttosto rilevanti perché gli indagati ora sono oltre 1.700. Il movimento altoatesino Team K: "Non basta scoprire e sanzionare singoli casi, serve una riforma del sistema”

BOLZANO. Lo scandalo dei falsi patentini di bilinguismo in Provincia di Bolzano, continua ad allargarsi e assume dimensioni sempre più rilevanti.
Secondo quanto emerso nelle ultime ore, (Qui il link all’articolo), sarebbero al momento oltre 1.700 (e non più solamente quaranta) gli attestati di bilinguismo sotto verifica perché ottenuti o riconosciuti in modo irregolare: se questi numeri venissero confermati, si tratterebbe di un problema strutturale decisamente grave.
Cittadini scossi, fiducia drasticamente calata e partiti che si scontrano sulle possibilità di risoluzione della questione (tema da sempre caldo in Provincia): il settore più coinvolto è quello della sanità, seguito da enti locali, provinciali e regionali e l’indagine affidata alla Guardia di Finanza di Bolzano sembra propria si sia allargata ben oltre i confini della provincia altoatesina.
L’inchiesta è partita infatti dal riscontro di un flusso anomalo di richieste di riconoscimento di certificazioni linguistiche arrivate all’Ufficio Bilinguismo e Lingue Straniere delle Provincia: i candidati avrebbero essenzialmente conseguito questi titoli presso sedi d’esame situate a centinaia di chilometri dal capoluogo altoatesino, nonostante in provincia siano presenti numerosi enti accreditati per le stesse certificazioni.
È stato questo ad insospettire gli inquirenti e a far partire l’indagine che è tutt’ora in corso.
La pubblica amministrazione è quindi sotto la lente di ingrandimento, cosa che, per il movimento altoatesino Team K, non è in realtà una sorpresa. “Noi lo avevamo detto”, queste le dichiarazioni dei rappresentanti del partito, che da anni chiede una riforma dell’esame di bilinguismo/trilinguismo, affinché sia aderente alle reali esigenze quotidiane delle professioni.
Ed è proprio al netto delle novità emerse e delle indagini in corso che il Team K interviene definendo la vicenda "un campanello d'allarme" e appunto rilanciando la richiesta di una riforma complessiva del sistema di certificazione linguistica.
“Il sistema attuale non garantisce né controlli sufficienti né una valutazione realistica delle competenze linguistiche - spiega il consigliere provinciale del Team K Franz Ploner -. Chi lavora ogni giorno con pazienti, cittadini o colleghi deve saper comunicare davvero nelle due lingue. Ciò che conta è la capacità comunicativa reale, non solo un attestato formale”.
Una posizione quindi che si discosta da quella del presidente della Provincia Arno Kompatscher, il quale ha ribadito nei mesi scorsi che il principio del bilinguismo non deve essere messo in discussione.
Il Team K non si limita ad elencare le criticità, ma propone anche una serie di interventi: innanzitutto, la verifica obbligatoria di tutti gli attestati linguistici conseguiti all'esterno prima del loro riconoscimento ufficiale e poi l’introduzione di esami maggiormente orientati alle esigenze concrete delle singole professioni. Sarebbe inoltre ideale inserire dei corsi intensivi di lingua direttamente sul posto di lavoro e programmi di peer tutoring, così come una revisione dell'esame di bilinguismo e trilinguismo per renderlo più aderente alle competenze richieste nei diversi settori. Infine, l’ultima richiesta del movimento altoatesino prevede la messa in atto controlli più rigorosi e procedure trasparenti per prevenire nuovi abusi.
Come ribadisce il partito, sul fatto che le competenze linguistiche debbano esserci, non c’è dubbio, soprattutto nella sanità, nelle scuole e ovunque via sia un contatto diretto con i cittadini: questi hanno diritto ad una comunicazione comprensibile nella propria madrelingua, come anche ad un pubblico impiego basato su equità e pari opportunità.
Il punto è che “non basta scoprire e sanzionare singoli casi” dichiara ancora il Team K che ribadisce quanto sia necessaria una riforma di fondo, affinché i candidati onesti non vengano penalizzati: “Il bilinguismo è un pilastro fondamentale dell’autonomia. Proprio per questo le regole devono essere rigorose, trasparenti ed eque. Chi conosce la lingua deve poterlo dimostrare. Chi froda non deve trarne alcun vantaggio” scrivono i rappresentanti del partito.
Nel frattempo l'indagine prosegue: gli investigatori stanno passando al setaccio centinaia di certificazioni linguistiche ottenute fuori provincia per accertarne l’autenticità.
Qualora emergessero ulteriori irregolarità, potrebbero aprirsi nuovi procedimenti penali e disciplinari nei confronti dei dipendenti pubblici coinvolti, con possibili conseguenze anche sul piano amministrativo. Una previsione che di fatto, fa rabbrividire chiunque poiché significa che (in base a come evolveranno le indagini) in futuro potrebbero esserci più di 1.700 dipendenti in meno in settori essenziali come sanità, amministrazione pubblica, scuola e trasporti.

















