Monopattini, smartphone, vestiti: ammassano merce rubata nella camera del residence ma non pagano il soggiorno, e i carabinieri scoprono il "bottino"
I carabinieri hanno denunciato due ventenni a Naz-Sciaves

NAZ-SCIAVES. Un intervento nato per una controversia amministrativa in una struttura ricettiva si è trasformato, nei giorni scorsi, in un'importante operazione di contrasto ai reati contro il patrimonio.
Protagonisti i carabinieri di Rio di Pusteria che hanno deferito in stato di libertà due cittadini stranieri trovati in possesso di un ingente quantitativo di merce di dubbia provenienza.
L'operazione è scattata in un residente di Rasa, a Naz-Sciaves. Il proprietario della struttura ha richiesto l'intervento dell'Arma tramite il 112, segnalando la presenza di due clienti che si rifiutavano categoricamente di lasciare la camera, nonostante non fossero in regola con il pagamento del soggiorno.
I carabinieri sono giunti immediatamente sul posto per identificare i due occupanti. Si tratta di due giovani, entrambi di nazionalità tunisina, senza fissa dimora sul territorio nazionale e già ampiamente noti alle banche dati delle forze dell'ordine per reati pregressi.
Una volta entrati nella stanza per completare le operazioni di identificazione e l'invito all'allontanamento, l'attenzione dei militari è stata attirata da numerosi oggetti stipati all'interno del locale, chiaramente non compatibili con il profilo di due giovani in transito.
All'esito di una verifica approfondita, i carabinieri hanno rinvenuto 2 monopattini elettrici di ultima generazione; un giubbotto e un paio di scarpe nuovi, che recavano ancora l'etichetta originale di vendita; un tablet e due telefoni cellulari; un orologio digitale e un paio di occhiali da vista ancora confezionati.
Messi di fronte all'evidenza, i due giovani non hanno saputo fornire alcuna spiegazione plausibile in merito al possesso e alla provenienza legale di tali beni. Tutta la merce, ritenuta provento di furti messi a segno recentemente nella zona, è stata sottoposta a sequestro penale in attesa di identificarne i legittimi proprietari. Per i due ventenni è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Bolzano per il reato di ricettazione in concorso.












