''Ma che dav(v)ero c'è chi sta (ri)pensando a Valduga per la Provincia?'' ''Dav(v)ero, dav(v)ero e forse ce sta pure il 'Dega''': di centrosinistra, Tafazzi, piranha, barracuda e tanto Love

Direttore de il Dolomiti
''Ma che davero?''. ''Nun me lo dì''. ''In che senso?''. Il campionario di frasi che escono spontanee in queste ore a origliare gli spifferi della politica trentina sono un mix di Sora Lella e Carlo Verdone presi a caso dai tanti film che hanno fatto insieme. Tutte reazioni alla voce che il centrosinistra starebbe pensando per le prossime elezioni provinciali a lui: Francesco Valduga. Ancora. Di nuovo. ''Ma davero, davero?'' Davero, davero''. ''Noooo''. ''Siiiii''. Sembra incredibile ma pare che dav(v)ero in casa Campobase ci sarebbe qualcuno che per dire ''ci siamo ancora'' starebbe mandando avanti il nome dello sconfitto alle ultime elezioni provinciali.
Un nome bollito, politicamente, che più bollito non si può, stracotto dalla clamorosa sconfitta del 2023 (quando la figura fu pessima, una resa senza nemmeno combattere, praticamente fu una campagna elettorale da tanatosi con Valduga che si è addormentato tre mesi prima del voto e si è risvegliato in consiglio provinciale) e da questi tre anni di opposizione mesta e silenziosa. Eppure il nome circola veramente. E sarebbe ben visto anche da alcuni capoccia del Pd (anzi forse sono proprio loro che spingono nell'ombra) che pur di far fuori l'unico candidato sicuro di giocarsela, il sindaco di Trento Franco Ianeselli che piaccia o non piaccia resta l'unica carta possibile su cui puntare per provare a scalzare il centrodestra fugattiano, sarebbero pronti ad affidarsi alla più classiche delle minestre riscaldate. D'altronde il tafazzismo è di casa da questa parte della barricata ed è da sempre praticato con serietà e abnegazione. Il motto è sempre quello: piuttosto che vinca il mio vicino azzoppo anche me e perdiamo tutti insieme.
In questo quadro il migliore, politicamente, resta il ''Dega'', Filippo Degasperi che se la gode a ''giocare'' con quelli del centrosinistra. Sarebbe lui la ''carta'' di Valduga. Se alle provinciali ci sarà l'ex sindaco di Rovereto candidato presidente allora, forse, chissà, ci sarà anche Onda con il centrosinistra. ''Anvedi oh che lenze'' direbbe sempre l'attore romano. E qui non si può non pensare a Verdone in versione Rambo in ''Troppo forte'' quando racconta di lui che mentre girava "La palude del Caimano" (in Rodesia), sarebbe rimasto sott'acqua per tre minuti e mezzo circondato da caimani, piranha e barracuda, prendendosi dodici sieri per via dei morsi e vantandosi di avere "l'anticorpi coi controcojoni'' che l'avrebbero salvato da ogni veleno. Una storia, insomma, palesemente inventata di quelle che strappano sorrisi e ''ohhhh'' di stupore.
Ma dav(v)ero qualcuno crede che il ''Dega'' da sempre outsider della politica (pur essendo ormai forse il politico più scafato del consiglio e tra i più preparati) pensa che finirà per depotenziarsi all'inverosimile alleandosi con il ''sistema'' più ''sistema'' che c'è? Quel centrosinistra simbolo dell'establishment contro il quale lui è nato politicamente entrando in consiglio nel 2013 con il Movimento 5 Stelle? Il ''Dega'' è troppo in gamba per non sapere che il suo movimento esiste solo se resta fuori dai blocchi. Se entra con il centrosinistra scompare, viene fagocitato sui temi e sulle iniziative. Al contrario nel centrosinistra pare esserci davvero chi pensa di ''addomesticare'' Onda con l'accattivante proposta di Valduga presidente. ''Ma ce fai o fai finta di non sapello?'', tuonava Verdone con capello ossigenato al fratello in Gallo Cedrone. Insomma: ma ci fate o fate finta di non saperlo? L'unica risposta possibile? Quella dell'hippie, figlio di Mario Brega, in ''Un Sacco Bello'': ''Love, Love, Love'' (e per chi non è soddisfatto e vuole cambiare la chiusura c'è la risposta di Mario Brega al ''figlio'' fricchettone, per chi se la ricorda).














