Il liceo linguistico Marcelline di Bolzano lancia un corso di giornalismo nell’era delle fake news

Ragazzo del 57, giornalista dal 79, troppo piccolo per il 68, ha scansato il 77 ma non la direzione dell’Adige (8 anni 8 mesi e 3 giorni) e la politica (24 mesi in consiglio provinciale tra il 2018 e il 2020)
Prima scena. Un paio di settimane fa. Pomeriggio di orientamento pre-maturità in un liceo di Trento. Nove diciottenni, sveglie, dicono che si informano sui social, ma anche sui giornali di papà e al tg orecchiato la sera. Il giornalista-formatore dice: con quello che sta succedendo ai vostri coetanei in Iran… Sguardi interrogativi delle nove ragazze. Occhi attenti e spalancati. Al quinto giorno di massacri per le strade di Teheran, rilanciati dai media di tutto il mondo, le nove liceali cadono dalle nuvole. Non ne avevano idea. Il senior cronista cerca di spiegare quel che succede e tra sé pensa: è dunque possibile, per i nativi digitali del 2026, vivere in una bolla impermeabile, senza che le news del mondo ti arrivino. Conseguenza: rinnovato pessimismo del senior sul futuro.
Seconda scena. Nella sempre accogliente saletta conferenze del secolare Hotel America a Trento, ieri mattina, un liceo linguistico di Bolzano, quello delle Marcelline, rinomata istituzione educativa che ha compiuto il secolo di vita nel 2025, presenta un nuovo indirizzo (anzi, nel meraviglioso linguaggio della burocrazia scolastica, si chiama “curvatura”), un liceo del giornalismo e della comunicazione, il primo esperimento del genere in regione e tra i pochi in Italia, a partire dal prossimo anno scolastico 2026/27 (iscrizioni entro metà febbraio). Una coraggiosa “invasione” di campo, bolzanini che scendono a Trento!, legittimata dalla novità dell’impresa e dal fatto che il Liceo linguistico Marcelline – potendo offrire un piccolo convitto a misura di adolescenti (e con ottima cucina) – ha un bacino d’utenza che già si allarga alle valli trentine e alla Valtellina.
Che la presentazione avvenga in un albergo fondato dal mitico pinaitro Domenico Giovannini “mericàn” emigrato negli States e poi tornato in patria con i dollari duramente guadagnati nelle miniere del Wyoming, Hotel America appunto, è la giusta cornice per un’intrapresa scolastica controcorrente che – a ben pensare – si oppone nel suo piccolo, nel suo angolino d’Europa, alle fake news imperanti nell’impero americano, massimo produttore l’attuale Presidente-Sceriffo-Aspirante Padrone del Mondo, a cominciare da Groenlandia, Gaza e Ucraina. Trump il Cacciaballe.
"Giornalismo, media e communication" è il titolo ufficiale, una offerta formativa orientata ai ragazzi che si addentrano nel multiforme sistema della comunicazione, da quella tradizionale a quella dei social. Anche una reazione alla sempre più forte concorrenza dell’iperdotato linguistico pubblico bolzanino.
"Abbiamo pensato di collegare lo studio delle lingue al mondo della comunicazione in modo da offrire agli studenti un percorso formativo che gli permetta di navigare con intelligenza e consapevolezza nel variegato sistema dei media e possa anche consentirgli di accedere a un ambito lavorativo sempre più versatile", ha spiegato il docente di italiano (nonché giornalista, pacifista e autore resistente) Francesco Comina, ispiratore del progetto. Ci sarà uno speciale focus sul videogiornalismo. Ci saranno collaborazioni con professionisti della tv e con la Scuola di cinema Zelig. I comunicatori sono sempre più ricercati, aggiunge Comina, anche dalle grandi aziende che vogliono favorire un clima positivo di dialogo interno tra le proprie componenti, per risolvere i conflitti in modo costruttivo.
La dirigente Daisy Corvetta, rimarcando che una parte delle ore avverrà in modalità Clil con docenti madrelingua, ha sottolineato che il nuovo liceo avrà una configurazione su base quinquennale (e non più quadriennale come è stato finora) per consentire un approfondimento maggiore sia delle lingue, sia delle discipline nuove.
Ha benedetto l’iniziativa anche il segretario regionale del sindacato dei giornalisti, Fnsi (secolare anch’essa, è nata nel 1905) Rocco Cerone, che ha ricordato il lavoro a cui si è dedicato in questi anni anche con l'università di Bolzano sui temi etici, che ha portato all'elaborazione della "Carta di Bolzano" sull’intelligenza artificiale e l’informazione. “In un mondo dominato dalla forza bruta e dall’intelligenza artificiale, il giornalismo è un baluardo di intelligenza critica umana e sociale, e il sindacato dei giornalisti un presidio culturale, oltre che contrattuale”.
Insomma, Bolzano laboratorio di resistenza al diluvio della cattiva informazione al servizio del potere sempre più arrogante e dell’istupidimento programmato delle masse? Speriamo. Fortemente speriamo.
Il futuro ha il volto di due testimoni giovanissime, due alunne dell’attuale quarta liceo Marcelline, Nicole Cavazzi e Luelle Saccani, che hanno riportato le esperienze fatte a scuola in ambito di scrittura giornalistica con l'elaborazione di articoli per un dossier di dodici pagine in uscita a febbraio per la rivista nazionale Mosaico di Pace sul tema delle distopie (a partire da Orwell, patrono laico del giornalismo critico contemporaneo) e la creazione del videoclip (mostrato in conferenza stampa) per promuovere il prossimo liceo dove è stato simulato uno studio giornalistico televisivo con la speaker, Nicole, che legge la notizia del nuovo indirizzo dentro una scenografia da telegiornale.
Fra le altre novità dell'offerta linguistica (tedesco, inglese, francese, spagnolo e cinese) ci sarà anche la possibilità di poter seguire un iter speciale con uno spagnolo rinforzato che permetterà agli studenti di poter accedere direttamente alle università spagnole evitando di sottoporsi ad esami di conoscenza della lingua.
Per finire con l’ottimismo della volontà, e un granello di fiducia nonostante questo mondaccio trumputinista, citeremo, per incoraggiare il liceo del giornalismo di Bolzano, la Carta di Bolzano sull’I.A.: “Se l’informazione giornalistica è libera e responsabile, anche la società è libera e responsabile, oltre che realmente democratica e tollerante. Se l’informazione giornalistica non è delegata ad un oscuro algoritmo, neanche la democrazia lo sarà”.












