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“Casa Papa Francesco” ha accolto 134 persone durante l'inverno. Rigotti: "La speranza è riuscire a tenere aperto tutto l'anno"

Il 31 maggio la struttura di via Santa Croce chiuderà la propria attività invernale. A chiedere aiuto quest'ultimo inverno sono stati molti giovani Pakistani ma anche tanti italiani che hanno perso il lavoro e la casa. Molti i volontari giovani che si avvicinano a questa realtà per offrire il proprio aiuto

Di gf - 27 maggio 2017 - 10:47

TRENTO. La nuova gestione portata vanti da Fondazione comunità solidale e Trentino solidale funziona e l'auspicio per il  prossimo inverno, a “Casa Papa Francesco”, non è solo quello di ripetere l'esperienza che si chiuderà tra qualche giorno ma anche di intraprendere l'apertura della struttura tutto l'anno

 

A sperarlo è il direttore Carlo Rigotti nel presentare i numeri di questo inverno realizzati dall'accoglienza del centro di via Santa Croce.

 

“Noi ovviamente – ci spiega – ci preme confermare sempre il periodo invernale e l'accordo tra la Fondazione e Trentino Solidale speriamo venga sfruttato e valorizzato. La speranza, poi, è anche quella di arrivare ai 12 mesi perchè il bisogno di un tetto non si esaurisce al 31 maggio”

 

Dal primo di novembre fino ad oggi  a “Casa Papa Francesco” sono state accolte 134 persone per un totale di 3933 pernottamenti offerti. Sono 25 le nazionalità ospitate.  Al primo posto troviamo il Pakistan con 39 persone, poi c'è l'Italia con 15 soggetti ospitati e successivamente il Marocco (15), la Tunisia (10) e la Romania (10). A chiedere aiuto anche cittadini arrivati sul nostro territorio che provengono dall'Afghanistan, Mali, Algeria, Somania, Lituania, Camerun, Bangladesh, Albania e Cuba. 

 

Agli ospiti viene garantita la cura dell’igiene personale e il lavaggio degli indumenti.L’organizzazione quotidiana si articola così: dalle ore 7 alle alle ore 8.30 gli ospiti hanno la possibilità di fare colazione presso il dormitorio e alle 8.30 devono lasciare la casa; alla sera l’entrata è prevista tra le ore 19 e le ore 22; dalle 19 alle 21 viene garantita agli ospiti la possibilità di mangiare il pasto serale. Il cibo viene fornito da Trentinosolidale; la giornata si conclude alle 22.30.

 

“Abbiamo una varietà di soggetti e di storie – ha spiegato Rigotti – e a chiedere il nostro aiuto di prima accoglienza sono stati quest'anno molti giovani arrivati dal Pakistan. Accanto poi ai richiedenti asilo abbiamo anche persone che hanno intrapreso un periodo di separazione familiare, oppure chi ha perso il proprio lavoro e chi non riesce a pagarsi un affitto. Queste persone vengono poi filtrate già dallo Sportello Unico della Provincia che sta facendo un lavoro di raccolta informazioni importantissimo”.

 

Al progetto “Casa Papa Francesco” sono stati assegnati 2 operatori (per un totale di 25 ore a settimana) e 1 ausiliario (24 ore settimanali) da parte di Fondazione Comunità Solidale, mentre Trentinosolidale ha garantito la presenza del personale volontario già formato. A questi si devono aggiungere numerosi nuovi giovanissimi volontari, oltre una ventina, molti studenti universitari e Scout, che hanno portato nuovo entusiasmo e hanno dato un contributo fondamentale in termini relazionali.

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