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Gelate e grandinate, da Provincia e Confidi 2 milioni agli agricoltori danneggiati. I sindacati: "Potrebbero non bastare"

Per i sindacati  le avverse condizioni meteo avranno effetti negativi anche sul 2018. Per ottenere i finanziamenti le imprese dovranno dimostrare e quantificare, in sede di presentazione della richiesta, il danno subito, tramite perizia tecnica redatta da un tecnico abilitato, corredata da idonea documentazione fotografica

Pubblicato il - 07 dicembre 2017 - 18:46

TRENTO. Un milione di euro arriverà dalla Provincia e un altro da Confidi di settore a sostegno delle aziende agricole che nei mesi di luglio e agosto 2017 sono state colpite da alcune calamità atmosferiche.

 

La Giunta provinciale ha provveduto stamane all’approvazione dei criteri per la concessione di interventi diretti (mutui) con una delibera che porta la firma congiunta degli assessori alla cooperazione Tiziano Mellarini e all'agricoltura Michele Dallapiccola.

 

In particolare, con il presente intervento, la Giunta provinciale immette -avvalendosi del Confidi di settore (Cooperfidi) - “circolante” nel circuito del credito agricolo, per un importo pari ad 1 milione di euro, garantendo tra l’altro un effetto “moltiplicatore” grazie all’ulteriore milione messo a disposizione dallo stesso Confidi.

Il budget complessivo a disposizione è dunque pari a 2 milioni di euro. Il finanziamento sarà accordato nella formula del mutuo di durata massima di 60 mensilità (5 anni), a condizioni in linea con l’andamento dei tassi di mercato.

Potranno beneficiare dell’intervento le imprese agricole dei settori ortofrutticolo e vitivinicolo, nelle varie articolazioni, compreso il settore dei piccoli frutti per danni subiti alle colture e/o alle strutture a supporto di esse, purché localizzate sul territorio provinciale.
 

Le imprese dovranno dimostrare e quantificare, in sede di presentazione della richiesta di finanziamento, il danno subito, tramite perizia tecnica redatta da un tecnico abilitato, corredata da idonea documentazione fotografica. L’importo del finanziamento erogato non potrà essere inferiore a 10.000 euro e superiore a 100.000 euro.

Una quota del plafond (10%) è riservata alle imprese giovanili; ove tale quota non venga utilizzata, sarà resa disponibile a favore delle altre aziende agricole. Oggi tra l'altro è uscito un decreto ministeriale firmato dal ministro Maurizio Martina che riconosce, per l'intero territorio provinciale, lo stato di calamità correlato agli avversi eventi meteorologici che si sono verificati in Trentino la scorsa primavera. Un provvedimento che apre la strada per l'accesso alla cassa integrazione agricola a favore dei lavoratori penalizzati da detti eventi.

 

La Flai del Trentino  si dice soddisfatta per gli stanziamenti previsti sul 2017 e per la concessione dello stato di calamità, ma evidenzia che le avverse condizioni meteo avranno effetti negativi anche sul 2018.

 

"Per sostenere il reddito dei lavoratori dell'ortofrutta - dice Maurizio Zabbeni, segretario della Flai-Cgil del Trentino - servono ancora almeno 2 milioni di euro sull'anno prossimo, che però potrebbero non essere sufficienti. Confidiamo che alle affermazioni degli assessorati provinciali competenti rilasciate all'atto della firma del Protocollo d'intesa segua un concreto impegno nella manovra finanziaria".

 

 

Il segretario generale della Flai-Cgil del Trentino, così come Lorenzo Gramola, segretario organizzativo, e Orietta Menapace, responsabile del settore ortofrutticolo, ammettono la soddisfazione per quanto è stato costruito tra Provincia e parti sociali per le lavoratrici e i lavoratori dell'ortofrutta colpiti dalle gelate e dalle grandinate di quest'anno, ma insistono sulla necessità di andare oltre perché le conseguenze dell'emergenza saranno pesanti anche sull'anno prossimo.

 

"Siamo soddisfatti - aggiungono - del milione e mezzo di euro stanziato per coprire parte dell'emergenza sul 2017. E apprendiamo con altrettanta soddisfazione la notizia che è stato concesso lo stato di calamità per l'emergenza gelate. Un provvedimento che dà ulteriore ossigeno alle misure di sostegno. La nostra attenzione, però, è massima sulla finanziaria in discussione in Consiglio provinciale perché ad oggi abbiamo ricevuto solo affidamenti verbali dagli assessori competenti, che hanno già promesso di aumentare da 1 a 2 milioni di euro la somma da destinare al reddito che si perderà sul 2018".

 

Secondo le analisi del settore, riportate anche nelle premesse del Protocollo, la perdita di prodotto si aggira tra il 70 e l'80%. "Anche se le stime fossero riviste al ribasso si tratterebbe comunque di una contrazione nell'ordine del 50% ed è evidente che le somme stanziate fino a questo momento sono del tutto insufficienti".

 

Flai dunque chiede alla Provincia uno sforzo in più. "Auspichiamo - prosegue Zabbeni - che la giunta definisca un sistema regolatorio per il 2018 che preveda la possibilità di andare oltre i 2 milioni di euro, se necessario. Non pretendiamo cifre a scatola chiusa, ma un sistema flessibile che permetta l'aumento in caso di necessità reali. Riteniamo che, in un settore, quello agricolo, sostenuto da ingenti investimenti alle imprese agricole e agli imprenditori agricoli, sia giunto il momento di dare un segnale forte, dimostrando la stessa attenzione anche per i lavoratori e le lavoratrici".

 

In questi mesi si cercherà di arrivare alla costituzione di ammortizzatori sociali per lavoratrici e lavoratori, che oggi sono del tutto sprovvisti, tramite un Ente bilaterale di settore. "L'impegno è stato per la costruzione di una misura che va oltre l'emergenza, un sistema strutturale per rispondere ai bisogni del comparto".

 

E tra le altre problematiche del comparto agricolo nel suo complesso emerge ancora una volta la questione della cassa integrazione ordinaria, in situazioni meteorologiche che rendono impossibile lavorare e comunque in situazioni che mettono a rischio la salute e la sicurezza degli operai. Ne sono coinvolti i lavoratori del consorzi, gli operai forestali e quelli del Progettone e dell'Intervento 19.

 

"Dalle assemblee fatte nelle ultime settimane, dopo l'incontro di chiarimento tra le parti sociali, la Provincia e Inps, è emerso che sono ancora numerose le aziende che non vi fanno ricorso - denuncia la Flai -. Per mancanza di volontà i datori di lavoro preferiscono non ricorrere a questo strumento lasciando i lavoratori scoperti e, soprattutto, mettendo a rischio la loro salute e la loro sicurezza. E' un comportamento inaccettabile”.

 

Flai del Trentino ha già segnalato il problema all'assessorato al Lavoro perché promuova un corretto comportamento e vigili anche sulle scelte di enti collegati alla Provincia, dove questa prassi sembra abbastanza diffusa.

 

"Intendiamo aprire un confronto immediato su questi aspetti. L'assessorato al Lavoro si è sempre dimostrato sensibile su questo tema, i lavoratori non possono più aspettare". Un primo passo positivo è l'incontro convocato,  su richiesta della Flai, all'Assessorato al Lavoro per il prossimo 14 dicembre. "Ancora una volta - conclude Zabbeni - a nostra richiesta l'assessore Olivi dimostra la propria vicinanza ai temi propri del mondo che rappresentiamo".

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