Il papa dona alla Fao l'opera realizzata dal trentino Prevedel. Raffigura la morte del piccolo Aylan, profugo siriano
Mauro Ottobre: "Oggi tutto il mondo ha potuto ammirare la bellezza della statua dell'artista trentino Luigi Prevedel sul palco della FAO a Roma, durante l'intervento del Santo Padre. Ora la politica locale si accorga del valore dell'artista trentino"

TRENTO. "Oggi tutto il mondo ha potuto ammirare la bellezza della statua dell'artista trentino Luigi Prevedel sul palco della FAO a Roma, durante l'intervento del Santo Padre". Ne diffonde la notizia il deputato Mauro Ottobre.
Un'opera raffigurante il piccolo Aylan, il rifugiato morto sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, che con tutta la sua drammaticità racconta l'emergenza umanitaria legata al fenomeno migratorio. "Per chi, come il sottoscritto, ha creduto in questo piccolo grande sogno, è motivo di enorme soddisfazione vedere che l'opera di Prevedel è stata vista e ammirata dai tutti i media del mondo".
La statua, finanziata dalla Mak Costruzioni dei fratelli Pellegrini, era stata portata in Vaticano dai vigili del fuoco volontari di Ledro, accompagnati da don Walter Sommavilla della parrocchia di Arco. "Ora - afferma Ottobre - speriamo che la politica locale si accorga del valore di Prevedel".
Di questo dono, che il pontefice ha voluto fare all'Organizzazione mondiale che si occupa della fame nel mondo, ne dà notizia anche Radio Vaticana: "Un momento toccante per sottolineare, ancora una volta, che i migranti non sono numeri, ma persone, volti e storie di sofferenza".
All’inizio della sua visita alla Fao, papa Francesco si è soffermato brevemente nell’atrio del palazzo dove è stata posta una scultura di marmo che raffigura Aylan, il piccolo profugo siriano annegato in Turchia. Un’immagine simbolo della tragedia delle migrazioni, tante volte richiamata da Francesco con gesti e discorsi".
"La statua - ricorda la l'emittente vaticana - è un’opera in marmo bianco di Carrara dell’artista trentino Luigi Prevedel, che raffigura il bambino siriano morto sulla spiaggia e accanto a lui un angelo con il volto fisso in un pianto straziante".
"Il papa ha sostato davanti alla statua, accompagnato dal direttore Generale della Fao, José Graziano da Silva e dall'Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Organizzazioni e gli Organismi delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura, mons. Fernando Chica Arellano. Dopo questo breve ma significativo momento, il Papa ha avuto un colloquio privato con i vertici Fao, quindi il discorso nella Plenary Hall".












